Fomitopsis betulina

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Fomitopsis betulina
Piptoporus betulinus 55.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Polyporales
Famiglia Fomitopsidaceae
Genere Fomitopsis
Specie F. betulina
Nomenclatura binomiale
Fomitopsis betulina
(Bull.) B.K.Cui, M.L.Han & Y.C.Dai, (2016)
Sinonimi

Boletus betulinus Bull. (1788)
Piptoporus betulinus (Bull.) P. Karst. (1881)

Caratteristiche morfologiche
Fomitopsis betulina
Pores icon.png
Imenio pori
White spore print icon.png
Sporata bianca
Parasitic ecology icon.png
Parassita
Nofoodlogo.svg
Non commestibile

Fomitopsis betulina (Bull.) B. K. Cui, M. L. Han & Y. C. Dai (2016) è una specie di funghi basidiomiceti appartenente alla famiglia Fomitopsidaceae.

Fungo parassita, è rintracciabile con maggior frequenza in boschi fitti, dove attacca le piante vive più deboli perché cresciute in condizioni di minor luce, per poi trasformarsi in saprofita dopo la morte dell'ospite e la sua decomposizione. Benché considerato non commestibile,[1] le sue proprietà antiparassitarie erano note almeno dall'età del rame, dato che il suo utilizzo è accertato in quanto ritrovato nel tascapane della mummia del Similaun.[2]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente classificato come Boletus dal botanico, medico e micologo francese Jean Baptiste Bulliard,[3] venne in seguito assegnato al genere Piptoporus dal micologo finlandese Petter Adolf Karsten,[4] tuttavia, dopo un esame di filogenesi molecolare, recenti studi hanno suggerito che la specie era più strettamente affine a Fomitopsis che a Piptoporus,[5][6] per essere definitivamente riclassificato a Fomitopsis nel 2016.[7]

L'epiteto specifico betulina si riferisce al genere della pianta ospite (Betula).[8] I nomi volgari per il fungo in lingua inglese includono birch bracket (betulla staffa ?),[9] birch polypore (polipo di betulla) e razorstrop fungus (fungo rasoio).[10]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un fungo lignicolo, il cui carpoforo assume un aspetto a mensola, liscio nella parte superiore, simile a una conchiglia o reniforme, di colore inizialmente biancastro che più matura e più vira in sfumature nocciola, o grigio-marrone, nella parte prossima all'attacco all'albero. Il corpo fruttifero ha una consistenza gommosa, che diventa sugherosa con l'età.[8]

L'imenio è caratterizzato da pori di dimensioni molto ridotte, rotondeggianti e di colore bianco. Le spore sono di forma da cilindrica a ellissoidale, e misurano 3-6 per 1,5–2 μm.[11]

Il legno decomposto dal fungo, e le colture del suo micelio, hanno spesso un chiaro odore di mele verdi.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Roger Phillips, Mushrooms and Other Fungi of North America, Buffalo, NY, Firefly Books, 2010, p. 313, ISBN 978-1-55407-651-2.
  2. ^ Patrizia Brenna, Fomitopsis betulina ( Bull) B. K. Cui, M. L. Han & Y. C. Dai 2016, su fungart.it, 18 gennaio 2021. URL consultato il 21 gennaio 2022.
  3. ^ (FR) Jean Bulliard, Herbier de la France, vol. 7, 1787, p. 312, ISBN non esistente.
  4. ^ (LA) P. A. Karsten, Enumeratio Hydnearum Fr. Fennicarum, systemate novo dispositarum, in Revue Mycologique, volume 3, n. 9, Toulouse, 1881, p. 17, ISBN non esistente.
  5. ^ (EN) Kim, K. M., Yoon, Y.-G. e Jung, H. S., Evaluation of the monophyly of Fomitopsis using parsimony and MCMC methods, in Mycology, vol. 97, n. 4, 2005, pp. 812–822, DOI:10.1080/15572536.2006.11832773, PMID 16457351.
  6. ^ (EN) Ortiz-Santana, B., Lindner, D. L., Miettinen, O., Justo, A. e Hibbett, D. S., A phylogenetic overview of the antrodia clade (Basidiomycota, Polyporales), in Mycologia, vol. 105, n. 6, 2013, pp. 1391–1411, DOI:10.3852/13-051, PMID 23935025.
  7. ^ (EN) Han, M. L., Chen, Y. Y., Shen, L. L., Song, J., Vlasak, J., Dai, Y. C. e Cui, B. K., Taxonomy and phylogeny of the brown-rot Fungi: Fomitopsis and its related genera, in Fungal Diversity, vol. 80, n. 1, 2016, pp. 343–373, DOI:10.1007/s13225-016-0364-y.
  8. ^ a b (EN) Roody, William C., Mushrooms of West Virginia and the Central Appalachians, Lexington, Kentucky, University Press of Kentucky, 2003, p. 381, ISBN 978-0-8131-9039-6.
  9. ^ (EN) Allaby, Michael, The Dictionary of Science for Gardeners: 6000 Scientific Terms Explored and Explained, Timber Press, 2015, p. 76, ISBN 978-1-60469-715-5.
  10. ^ (EN) Holden, Liz, English names for fungi, su britmycolsoc.org.uk, British Mycological Society, marzo 2016. URL consultato il 4 febbraio 2018.
  11. ^ (EN) Michael Kuo e Andy Methven, 100 Cool Mushrooms, University of Michigan Press, 2010, p. 141, ISBN 978-0-472-03417-8.
  12. ^ (EN) Adams, T. J. H., Todd, N. K. e Rayner, A. D. M., Antagonism between dikaryons of Piptoporus betulinus, in Transactions of the British Mycological Society, vol. 76, n. 3, 1981, pp. 510–513, DOI:10.1016/s0007-1536(81)80085-x.

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