Fitna

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Col termine fitna (arabo: فتنة‎, lett. "prova", "tribolazione", ma anche "dissenso, litigio" e perfino "guerra civile"), si indica il primo violento e drammatico scontro civile - teologico ma anche politico - che si sviluppò nel corso del primo Islam, all'epoca dei cosiddetti "Califfi ortodossi" (rāshidūn ).

Il primo atto di guerra civile fu in realtà costituito dallo scontro che contrappose il quarto califfo ʿAlī b. Abī Ṭālib e i suoi compagni di fede al-Zubayr b. al-ʿAwwam e Ṭalḥa b. ʿUbayd Allāh, conclusosi con la vittoria del primo della cosiddetta Battaglia del Cammello ma la vera fitna (tuttora irrisolta) fu quella che portò a confliggere successivamente lo stesso ʿAlī con Muʿāwiya b. Abī Sufyān, istitutore nel 661 della dinastia califfale omayyade.
Una terza fitna si ebbe in occasione della contestata successione a Muʿāwiya del figlio Yazīd b. Muʿāwiya, che portò nel 683 alla battaglia della Seconda Harra e al brutale e scandaloso assedio di Mecca da parte delle truppe omayyadi, tre anni dopo la morte nel 680 di al-Ḥusayn b. ʿAlī, figlio di ʿAlī, concluso dodici anni dopo con la morte nel 692 di ʿAbd Allāh b. al-Zubayr, figlio di al-Zubayr b. al-ʿAwwam.

Lo scontro, ben oltre il fatto politico (relativamente contingente), portò un paio di secoli più tardi a costituire le basi del Sunnismo e dello Sciismo.

La fitna in età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Fitna è anche il titolo di un lavoro a stampa di Gilles Kepel, uno dei massimo conoscitori delle dinamiche islamiste. Nel suo libro, l'autore interpreta i fatti che hanno pesantemente coinvolto il mondo islamico nel secondo dopoguerra - dall'irrisolto conflitto israelo-palestinese alla guerra statunitense in Iraq, passando per l'insorgenza drammatica del terrorismo di al-Qāʿida - per cercare di fornire al lettore una chiave interpretativa di fatti solo apparentemente disomogenei, affrontando infine il tema della presenza di masse sempre crescenti di musulmani, specialmente nel continente europeo ma anche in quello americano.

La fitna, in questo caso non è soltanto per lo studioso francese quella che coinvolge al suo interno il mondo islamico (tutt'altro che monolitico e indifferenziato) ma assai più quella che contrappone con una crescente scia di violenza e di oltranzismo intollerante i due sistemi-mondo, occidentale e islamico, con l'Occidente visto dai musulmani come complice dei regimi autoritari e dittatoriali che li angariano quasi dovunque e che sono in grado di sopravvivere solo per il sostegno occidentale, pago di vedersi garantire il rifornimento di materie prime (essenzialmente petrolifere, ma non solo) e il sostegno alla sua politica internazionale.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Henri Laoust, Les schismes dans l'Islam, Parigi, Payot, 1965 (trad. ital. Gli scismi nell'Islam, Genova, ECIG, 1990).
  • Gilles, Kepel, Fitna, Parigi, Gallimard, 2004 (trad. ital. Fitna, Roma-Bari, Laterza, 2004).