Battaglia del Cammello

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Battaglia del Cammello
(Mawqaʿa al-Jamal)
parte della Fitna islamica
Basra location.PNG
Ubicazione della battaglia
Data15 jumada II 36 / 9 dicembre 656
Luogoal-Khurayba, presso Bassora
EsitoVittoria del califfo
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Circa 10.000 (presunti)Circa 20.000 (presunti)
Perdite
Circa 5.000 (presunte)Circa 5.000 (presunte)
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Battaglia del Cammello (in arabo: موقعة الجمل‎, Mawqaʿa al-jamal) è il nome dato allo scontro che nel dicembre 656 contrappose presso Basra il quarto califfo dell'Islam ʿAlī b. Abī Ṭālib ai due Compagni del profeta Maometto, Ṭalḥa b. ʿUbayd Allāh e al-Zubayr b. al-ʿAwwām, entrambi sostenuti dalla sua vedova ʿĀʾisha bt. Abī Bakr. Tutti, a diverso titolo, contestavano la validità dell'elezione califfale avvenuta immediatamente dopo l'assassinio a Medina di ʿOthmān b. ʿAffān.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il combattimento (di imprecisate dimensioni) avvenne ad al-Khurayba, presso Bassora, sotto gli occhi di ʿĀʾisha che era all'interno d'un baldacchino (in arabo: هودج‎, hawdaj) chiuso e corazzato, posto sul dorso d'un dromedario che stazionava poco distante dal luogo della battaglia, secondo un'antica usanza pre-islamica.

ʿAlī capì subito quanto forte fosse il significato simbolico di quella presenza tra i suoi avversari e dispose che all'animale fossero tagliati i garretti, sì da far crollare in terra l'impalcatura e ʿĀʾisha stessa, che rimase solo contusa, perché superficiale fu la ferita al suo polso, dovuta a una freccia che aveva penetrato due placche metalliche della corazzatura.

Nello scontro Talha e al-Zubayr morirono: il primo ucciso mentre cercava scampo nella fuga e al-Zubayr trafitto da un dardo scagliatogli al ginocchio da Marwan ibn al-Hakam, già braccio destro di ʿOthmān b. ʿAffān e più tardi califfo omayyade della branca che dal suo nome sarà chiamata "marwanide". La freccia, che probabilmente lese l'arteria femorale, provocò il dissanguamento e la morte di Talha.

ʿĀʾisha fu invece scortata a Medina e, da quel momento in poi, costretta a una vita puramente domestica, in grado tuttavia di contribuire notevolmente alla storia del primo Islam grazie alle tradizioni (ḥadīth) da lei raccolte e riguardanti la vita del Profeta.

Battaglia del Cammello, nel manoscritto di età safavide del Rawḍat al-ṣafāʾ di Mirkhwand (m. 1498).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Balādhurī, Ansāb al-ashrāf (Le genealogie dei nobili), V vol., S.D. (Fritz) Goitein ed., Jerusalem at the University Press, 1936.
  • Hicham Djaït, La Grande Discorde, Parigi, Gallimard, 1989.
  • W. Madelung, The succession to Muḥammad. A study of the early Caliphate, Cambridge, Cambridge University Press, 1997.

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