Filippo Severati

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Filippo Severati (Roma, 4 aprile 1819Roma, 14 agosto 1892) è stato un pittore italiano, inventore della pittura a smalto su lava.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il Severati fu un ottimo disegnatore e incisore; si era formato a Roma presso l'Accademia di San Luca, allievo seconda generazione del pittore Tommaso Minardi: divenne membro della commissione artistica della Calcografia Camerale ove sono conservati i suoi disegni.

Nel marzo 1983 il fotografo Claudio G. Pisani pubblicò sulla rivista "Frigidaire" un articolo con molte foto dei dipinti del pittore. Lo stesso fotografo, inoltre, trovò presso l'Archivio di Stato il brevetto del pittore "sulla pittura a fuoco su supporto di porcellana e lava vulcanica", a seguito del quale, Papa Pio IX aveva insignito Severati del titolo di "Porcellanista": tale tecnica ha permesso la quasi perfetta conservazione di quasi tutte le opere di Filippo Severati giunte fino a noi.

La maggior parte di tali opere si possono ammirare ancora oggi presso il Cimitero Monumentale del Verano di Roma: non a caso, Severati è conosciuto anche con lo pseudonimo de "il pittore del Verano". A distanza di oltre 120 anni e malgrado le intemperie climatiche, i ritratti funebri eseguiti da Filippo Severati sono giunti fino a noi in condizioni pressoché perfette, meravigliosamente ben conservate e con i colori ancora vividi e luminosi.

Le spoglie mortali di Filippo Severati riposano allo stesso Cimitero del Verano. Così recita l'epitaffio inciso sopra il monumento funebre dedicato a Filippo Severati:

«A Filippo Severati ente e cuore nobilissimi di artista, esimio pittore in ismalto sopra la lava, nel disegno correttissimo Adelaide e Giuseppe Severati, sorella e nipote tra lagrime e voti questo ricordo posero.»

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni Medaglioni sono stati segnalati presso i cimiteri di Arezzo, Orvieto e in provincia di Ascoli Piceno; un ritratto di un giovane sposo morto a 21 anni è stato ritrovato nelle Basilica di Gallese (provincia di Viterbo). Il primo ritratto ad essere stato esposto è quello di Anna Bisori nel cimitero di Frascati.

Molte opere dell'Artista presenti al cimitero del Verano risultano essere state trafugate.[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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