Ferdinando Gatti

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Ferdinado Gatti (Modena, 27 aprile 1870Modena, 7 aprile 1920) di professione ortolano, è uno dei cinque martiri dell’eccidio di Piazza Grande che si consumò a Modena Il 7 aprile 1920.

Ferdinando Gatti
Ferdinando Gatti

Durante un comizio organizzato in Piazza Grande dalle due Camere del Lavoro, quella socialista e quella anarchica, per protestare contro l’eccidio di Decima verificatosi il 5 aprile, i carabinieri schierati davanti a Palazzo Comunale spararono[1] sulla folla. Ferdinando Gatti[2], raggiunto da un proiettile che gli procurò la frattura del femore destro con spappolamento dei tessuti e altre gravi lesioni, morì poco dopo il trasporto in ospedale. Con lui rimasero uccisi Linda Levoni[3], Evaristo Rastelli[4] e Antonio Amici[5]. Stella Zanetti[6] ferita gravemente alla spina dorsale, non si riprenderà più. Morirà il 26 settembre 1920.

Il 7 aprile 2016, sulla facciata principale del municipio, il Comune di Modena ha posto una lapide a ricordo dei cinque caduti.

Ferdinando Gatti lasciò la moglie Albertina Giovanardi e undici figli: Demetrio, Marcello, Dorotea, Caterina, Bruna, Guido, Ruggero, Augusta, Amalia, Giuseppina e Guglielma.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giù le armi! | Rivoluzioni, su rivoluzioni.modena900.it. URL consultato il 26 ottobre 2022.
  2. ^ Ferdinando Gatti | Rivoluzioni, su rivoluzioni.modena900.it. URL consultato il 24 ottobre 2022.
  3. ^ Linda Levoni | Rivoluzioni, su rivoluzioni.modena900.it. URL consultato il 26 ottobre 2022.
  4. ^ Evaristo Rastelli | Rivoluzioni, su rivoluzioni.modena900.it. URL consultato il 4 novembre 2022.
  5. ^ Antonio Amici | Rivoluzioni, su rivoluzioni.modena900.it. URL consultato il 4 novembre 2022.
  6. ^ Stellina “Stella” Zanetti | Rivoluzioni, su rivoluzioni.modena900.it. URL consultato il 15 novembre 2022.
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