Federazione anarchica italiana

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Federazione anarchica italiana
AbbreviazioneFAI
Fondazione1945
IdeologiaAnarchismo
Affiliazione internazionaleInternazionale delle federazioni anarchiche
TestataUmanità Nova
Sito web
Manifestazione anticlericale Facciamo Breccia, 9 febbraio 2008, Roma, Italia.

La Federazione anarchica italiana (FAI) è un'organizzazione di gruppi anarchici italiani. Da non confondere con la Federazione anarchica informale che è invece un'organizzazione eversiva anarco-insurrezionalista.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La FAI venne fondata nel congresso di Carrara del 1945[1]., ripartendo dall'esperienza dell'Unione anarchica italiana (UAI), costituitasi sulla base della Dichiarazione di principi del congresso di Bologna nel 1920, poi entrata in clandestinità durante il periodo fascista e la seconda guerra mondiale.

Gli aderenti si riconoscono nel "Patto associativo" che regola la vita della federazione e nel "Programma anarchico" che ne sintetizza il progetto politico.

Il settimanale Umanità Nova, fondato nel '20 da Errico Malatesta, è ancora oggi edito dalla Federazione.

Nel corso del congresso di Carrara del 1965 si determinò una scissione da cui sorsero i Gruppi di iniziativa anarchica[2]..

A livello internazionale, dal 1968 la Federazione anarchica italiana è membro fondatore della International of Anarchist Federations (IAF-IFA), che raccoglie le principali federazioni anarchiche del mondo e che è stata costituita in un congresso internazionale svoltosi a Carrara[3].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Alla FAI possono aderire sia gruppi che singoli individui. Periodicamente si tengono congressi e convegni per definire le scelte politiche della federazione e per nominare le commissioni di lavoro. Il compito di coordinare le relazioni tra gli aderenti è affidata a una commissione di corrispondenza. I gruppi e le federazioni locali della FAI sono presenti in varie città italiane[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fedeli, Sacchetti, p. 24-42.
  2. ^ G.I.A., p. 33-44, Cerrito, p. 186-187.
  3. ^ Zani.
  4. ^ Indirizzario FAI.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN153594979 · ISNI (EN0000 0001 2188 6478 · LCCN (ENn79024815 · GND (DE1249786-1 · BNF (FRcb13128119s (data) · WorldCat Identities (ENn79-024815