Eraclide Lembo

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Eraclide Lembo, o Eracleide Lembo (in greco antico: Ἡρακλείδης Λέμβος, Hērakléidēs Lémbos; floruit 180-145 a.C. – ...), è stato un filosofo e scrittore greco antico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Eraclide, nato forse ad Alessandria, fu un funzionario pubblico egiziano che visse durante il regno di Tolomeo VI Filometore[1]. Si diceva che avesse negoziato il trattato che poneva termine all'invasione dell'Egitto da parte di Antioco IV, nel 169 a.C. e che suo segretario fu Agatarchide di Cnido.[1] Si occupò, probabilmente durante le pause dell'attività politica o dopo il ritiro da essa, di opere di varia erudizione, specialmente riguardanti curiosità biografiche e paradossografiche.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Più nel dettaglio, sappiamo che Eraclide si era occupato di diversi argomenti.

L'opera maggiore erano le Storie (Ἱστορίαι), in almeno 37 libri, che riguardavano argomenti storici e mitologici e di cui restano cinque frammenti, concernenti la fondazione di Roma ad opera degli Achei di ritorno da Troia[2], l'alta stima della bellezza a Sparta[3], un'invasione di rane[4], Demetrio Poliorcete e suo padre Antigono Monoftalmo innamorati della stessa etera[5], eccentricità filologiche su Alessarco, fratello di Cassandro, inventore di neologismi[6].

Ancora, Eraclide aveva scritto un Lembeutikos Logos (Λεμβευτικὸς λόγος), di cui non abbiamo alcuna notizia se non il titolo e che era legato al suo soprannome[7].

Tra le opere di epitomatore che lo caratterizzarono presso i posteri, un'epitome dell'opera di Sozione il Peripatetico, Successioni dei Filosofi[8]; delle Vite di Satiro di Callati[9]; dei Legislatori di Ermippo di Smirne[10]. Come detto, comunque, Eraclide è a noi noto soprattutto per gli excerpta dalle Costituzioni di Aristotele e dagli Usi dei barbari (Νόμιμα βαρβαρικά), di cui ci ha trasmesso, rispettivamente notizie su 40 delle 158 politeiai di cui l'opera aristotelica era costituita, e 4 frammenti.
Infine, si attribuisce ad Eraclide, con forti dubbi, una biografia di Archimede, menzionata da Eutocio[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Suda, s.v. Heraclides η 462: Ἡρακλείδης, Ὀξυρυγχίτης, φιλόσοφος, ὁ τοῦ Σαραπίωνος, ὃς ἐπεκλήθη Λέμβος, γεγονὼς ἐπὶ Πτολεμαίου τοῦ ἕκτου, ὃς τὰς πρὸς Ἀντίοχον ἔθετο συνθήκας. ἔγραψε φιλόσοφα καὶ ἄλλα.
  2. ^ Festo, 269.
  3. ^ Ateneo di Naucrati, Deipnosophistae XIII 566a.
  4. ^ Ateneo VIIII 333a-b, che cita dal libro XXI.
  5. ^ Ateneo XIII, 578a-b, dal libro XXXVI.
  6. ^ Ateneo III, 98e, dal libro XXXVII.
  7. ^ Diogene Laerzio, V 94.
  8. ^ Diogene Laerzio, V 79; VIII 7; X 1.
  9. ^ Diogene Laerzio, VIII 40; IX 26.
  10. ^ POxy. XI 1367.
  11. ^ Commentarius in dimensionem circuli (Archimedis opera omnia ed. Heiberg-Stamatis (1915), vol. 3, p. 228); Commentaria in conica (Apollonii Pergaei quae Graece exstant, ed. Heiberg (1893) vol. 2, p. 168: "Hērakleios").

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. R. Dilts, Heraclidis Lembi. Excerpta Politiarum (1971), editor and translator M. R. D. (Greek, Roman and Byzantine Studies Monographs no. 5).
  • M. Marcovich, Heraclidis Lembi Excerpta Politiarum, in "The American Journal of Philology", XCVI (1975), n. 1, pp. 16–18.
  • K. W. L. Müller, Fragmenta Historicorum Graecorum (1841–1870), vol. 2, pp. 197-224 (Costituzioni); vol. 3, pp. 167-171.
  • R. Daebritz, "Herakleides Lembos (51)", in Realencyclopädie der classischen Altertumswissenschaft, VIII/1 (1945), coll. 488-491.

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