Epinephelus aeneus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Cernia bianca
Epinephelus aeneus Roberto Pillon.jpgEpaen u0.gif
Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
Prossimo alla minaccia (nt)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Osteichthyes
Superordine Acanthopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Percoidei
Famiglia Serranidae
Sottofamiglia Epinephelinae
Genere Epinephelus
Specie E. aeneus
Nomenclatura binomiale
Epinephelus aeneus
(Geoffroy Saint-Hilaire, 1809)
Sinonimi

Cherna aenea
Perca robusta
Serranus aeneus

Nomi comuni

Cernia bianca

La cernia bianca (Epinephelus aeneus (Geoffroy Saint-Hilaire, 1809)), conosciuta commercialmente solo come cernia[2], è un pesce di mare della famiglia Serranidae.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Presenta un corpo molto allungato ed ha due o tre tipiche linee a raggiera di colore bianco acceso dietro l'occhio. Ha una livrea con fasce scure alternate con altre chiare. Il contrasto tra chiaro e scuro è spesso tenue negli adulti (che possono anche essere "monocromatici") mentre è vivissimo nei giovani.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Simili a quelle delle altre cernie.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

È distribuita in tutto il settore orientale dell'oceano Atlantico, dalle coste del Portogallo e della Spagna sino alle coste dell'Africa occidentale, includendo le isole del golfo di Guinea. È presente anche nel Mediterraneo ma non vi è comune; viene talvolta avvistata lungo le coste siciliane, calabresi e sarde.
Il suo habitat, contrariamente a quello delle altre cernie, è nei fondi mobili, soprattutto nelle praterie di Posidonia oceanica, da 20 a 200 m di profondità.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Pollard, D.A., Francour, P. & Fennessy, S. 2018, Epinephelus aeneus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 31/3/2020.
  2. ^ Mipaaf - Decreto Ministeriale n°19105 del 22 settembre 2017 - Denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su www.politicheagricole.it. URL consultato il 4 aprile 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Egidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, Milano, Il Castello, 2005, ISBN 88-8039-395-2.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 88-8039-472-X.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Pesci Portale Pesci: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pesci