Ente Nazionale Protezione Animali

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Ente Nazionale Protezione Animali
Abbreviazione ENPA
Tipo ONLUS
Associazione di tutela ambientale
Fondazione 1º aprile 1871
Scopo promozione e tutela dell'ambiente
Sede centrale Italia Roma
Presidente Italia Carla Rocchi
Sito web 

L'Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) è la più antica ed una delle più grandi associazioni animaliste italiane. Diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale, i suoi scopi sono:

  • provvedere alla protezione degli animali e alla connessa tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente;
  • svolgere attività a tutela dei diritti degli animali attraverso la promozione, anche con azione educativa nelle scuole di ogni ordine e grado, della solidarietà, del volontariato e dell'aggregazione sociale e lo svolgimento di attività culturali;
  • collaborare con gli Enti preposti dalle norme vigenti alla protezione degli animali e alla difesa del patrimonio faunistico e dell'ambiente;
  • promuovere il perfezionamento della normativa relativa alla protezione degli animali e alla tutela del loro benessere;
  • curare l'istituzione e la gestione di strutture di assistenza e ricovero di animali e di tutela degli ecosistemi naturali.

Sebbene l'uso del termine "ente" possa far erroneamente credere che sia un "ente pubblico", in realtà l'ENPA è un'associazione privata, formalmente una Organizzazione non lucrativa di utilità sociale, riconosciuta "Associazione di tutela ambientale" dal Ministero dell'Ambiente[senza fonte]. Aderisce alla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente.

Storia dell'Ente[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Le origini dell'Ente Nazionale Protezione Animali vanno fatte risalire al 1º aprile 1871, anno in cui Giuseppe Garibaldi, su esplicito invito di una nobildonna inglese, lady Anna Winter, contessa di Southerland, incaricò il suo medico personale, il dottor Timoteo Riboli, con studio in Torino, di costituire una Società per la Protezione degli Animali, annoverando la signora Winter e Garibaldi come soci fondatori e presidenti onorari.

Nasceva così la Società Reale per la Protezione degli Animali, con un ufficio provvisorio a Torino, al primo piano del n. 29 di via Accademia Albertina.

La storica tipografia di Vincenzo Bona stampava, nel 1872, uno Statuto Sociale, stilato in lingua italiana, inglese, francese e tedesco.

Ancora oggi è possibile leggere il carteggio autografo tra Garibaldi e lady Winter, nonché la lettera che Garibaldi inviò al dottor Riboldi da Caprera, il primo aprile 1871, che risulta essere il più antico documento protezionistico conosciuto.

Ente nazionale fascista per la protezione degli animali[modifica | modifica wikitesto]

« È costituito in Roma, sotto la vigilanza del Ministero dell'interno, un Ente morale denominato: "Ente nazionale fascista per la protezione degli animali". Esso è autorizzato a fregiarsi del fascio littorio. »
(Articolo I° della legge n° 612 dell'11 aprile 1938[1])

L'Ente venne successivamente costituito come ente morale, con la denominazione "Ente Nazionale Fascista Protezione Animali", il 4 aprile del 1939[1].

Nel dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 maggio 1954 ottenne il riconoscimento della personalità giuridica di diritto pubblico, operando in stretta collaborazione con il Ministero dell'Interno.

L'emblema dell'ENPA è costituito da una croce romana blu su fondo bianco bordato di nero. Attorno alla croce sono riportate le lettere "E" (in alto a sinistra), "N" (in alto a destra), "P" (in basso a sinistra) ed "A" (in basso a destra).

Nei primi anni Ottanta, l'ENPA lanciò alcune importanti iniziative di comunicazione realizzando una serie televisiva in 12 puntate dal titolo La punta dell'istrice - Il mondo sommerso degli animali il mensile l'Arca Nuova, entrambe dirette dal giornalista Pino Nazio, e campagne di sensibilizzazione in difesa degli animali a cui presero parte, tra gli altri, il Presidente Sandro Pertini, Eduardo De Filippo e Carla Fracci.

Cosa fa l'ENPA[modifica | modifica wikitesto]

L'ENPA provvede al conseguimento dei propri fini istituzionali con la vigilanza sull'osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e locali relativi alla protezione degli animali, ivi compresi quelli concernenti l'esercizio della caccia e della pesca. Assume tutte le iniziative compatibili con le funzioni dell'Ente al fine di promuovere principi di rispetto e di amore per gli animali e la natura.

L'attività dell'ENPA è articolata sia nell'azione di generale promozione delle tematiche protezionistiche, sia nel continuo intervento diretto. Ed è proprio l'esperienza immediata, concreta, nei casi quotidianamente affrontati, a costituire la base sulla quale l'ENPA costruisce la propria filosofia, che viene collegialmente discussa.

Questa esperienza diretta, dove l'alternativa è, spesso, tra l'intervento tempestivo e la morte di un animale, tanto faticosa quanto poco pubblicizzata e poco "prestigiosa", qualifica l'ENPA come associazione a sé stante nel mondo protezionistico, con una propria filosofia a favore della vita e una scelta di pragmatismo che vede nell'animale, bello o brutto, di razza o non, in via di estinzione o meno, il fulcro della propria attività.

Pur partendo dal presupposto che il migliore protezionismo è quello legale, coadiuvato da leggi restrittive e veramente tutelanti, l'ENPA stimola e promuove il perfezionamento delle leggi in materia, ricorrendo alla Magistratura quando Autorità o privati infrangono la corretta interpretazione delle suddette norme.

Nel 1979, l'ENPA ha mutato la propria veste giuridica, perdendo la personalità di diritto pubblico ed acquisendo quella di diritto privato. In quell'anno, a seguito della fase di privatizzazione, fu disciolto il Corpo Nazionale delle Guardie Zoofile, rivestenti all'epoca la qualifica di agenti di Pubblica Sicurezza.

Nel settembre del 1986 il Ministero dell'Interno, sentito il parere favorevole della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Consiglio di Stato, ha permesso all'ENPA la ricostituzione del Corpo delle Guardie Zoofile, con funzioni di Polizia Giudiziaria. Le medesime, con organico nazionale di oltre trecento unità, operano a titolo volontario e gratuito in tutti i settori nei quali possono essere riscontrate forme di maltrattamento nei confronti degli animali.

L'ENPA accoglie, inoltre, nelle proprie strutture, migliaia di cani abbandonati dai proprietari, curandone il successivo affidamento a famiglie che ne abbiano la dovuta cura. L'Ente si articola, su tutto il territorio nazionale, in "Coordinamenti regionali", "Sezioni Provinciali" e "Sezioni Comunali".

Struttura centrale[modifica | modifica wikitesto]

Gli organi dell'Ente sono:

  • l'Assemblea generale dei Soci
  • il Consiglio nazionale
  • il Presidente nazionale
  • il Tesoriere nazionale
  • la Giunta Esecutiva
  • il Collegio dei Revisori dei conti

Organizzazione periferica[modifica | modifica wikitesto]

L'Ente Nazionale Protezione Animali articola la propria struttura periferica in Sezioni e Coordinamenti regionali. Sono organi delle Sezioni (provinciali o comunali):

  • l'Assemblea dei Soci iscritti all'Ente e registrati nell'Albo dei Soci della Sezione
  • il Consiglio direttivo
  • il Presidente
  • il Tesoriere.

In ogni regione è istituito un Coordinamento regionale. Il Consiglio Nazionale, su proposta della Giunta Esecutiva, nomina i Coordinatori regionali.

Enpa sotto inchiesta[modifica | modifica wikitesto]

L'Enpa è stata oggetto di segnalazioni, perquisizioni e sequestri di canili da essa gestiti. A Savona, nel 2003, sono stati messi sotto inchiesta quattro volontari, compreso il presidente dell'Enpa, per l'uso di scatole di legno adibite a camere a gas.[1] [2]

Da tutte le accuse, tuttavia, i dirigenti Enpa indagati sono stati assolti. L'ultima assoluzione con formula piena è riferita al caso del canile di Viterbo; assoluzione pronunciata l'11 novembre 2009.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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