Elena Lecapena

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Elena Lecapena (910 circa – Costantinopoli, 19 settembre 961) era la figlia primogenita di Romano I Lecapeno.

Ebbe quattro fratelli (Teofilatto, Stefano, Costantino e Cristoforo), una sorella (Agata) ed un fratellastro (Basilio), frutto della vita extraconiugale del padre.

Matrimonio di convenienza[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 maggio del 919 Elena sposò Costantino VII Porfirogenito.

Con questo matrimonio Romano I Lecapeno ottenne l'unione della sua famiglia con quella macedone e ottenne il titolo di Basileopatore. Le cronache ci dicono che Elena era una bella donna.[senza fonte] Il matrimonio tra Costantino VII ed Elena fu armonioso, i due si amarono veramente, ed Elena non difendeva la causa del padre che voleva il trono, difendeva sempre il marito e lo spronò ad agire, quando il 27 gennaio 945 i due co-imperatori furono arrestati e poi esiliati. Finalmente Costantino VII era unico imperatore, e questo grazie anche alla moglie Elena.

La morte di Costantino VII[modifica | modifica wikitesto]

In seguito Costantino VII si ammalò, e andò a Brussa, per fare i bagni termali nella speranza di guarire, ma invano, perché il 9 novembre 959 Costantino VII spirò all'età di cinquantaquattro anni, a Costantinopoli, compianto dalla moglie Elena, dal figlio Romano II (che ora era erede al trono) e le cinque figlie.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

La morte di Costantino VII cambiò la vita di Elena, sua nuora Teofano la fece esiliare insieme alle sue figlie in un angolo del palazzo reale e poi ordinò al patriarca di farle suore. Il figlio Romano II, di fronte a quella situazione, era impotente. Elena morì in solitudine nel 961.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

A Costantino VII Elena diede numerosi figli fra i quali:

  • Leone, deceduto infante;
  • Romano, divenuto imperatore con il nome di Romano II
  • Teodora, che divenne imperatrice sposando Giovanni I;
  • Teofano, Zoe, Agata e Anna, rinchiuse in convento

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alain Ducellier e Michel Kaplan, Bisanzio
  • R. Lilie, Bisanzio la seconda Roma, Newton & Compton, Roma, 2005, ISBN 88-541-0286-5

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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