Edoardo Lualdi Gabardi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Edoardo Lualdi Gabardi
Ferrari Dino 206 SP (Edoardo Lualdi Gabardi, Trofeo Città di Orvieto 1966).jpg
Gabardi su Ferrari Dino 206 SP al 1º Trofeo Città di Orvieto, 1966
Nazionalità Italia Italia
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Specialità Cronoscalata
Ruolo Pilota
 

Edoardo Lualdi Gabardi (Busto Arsizio, 13 maggio 1931) è un pilota automobilistico italiano, imprenditore tessile di Busto Arsizio e pilota gentleman specializzato nelle cronoscalate, ma vincente anche in gare su pista. Ha corso quasi sempre con delle Ferrari da lui acquistate, ma per non dilapidare il proprio patrimonio vendeva la vettura usata, per cui c'era buona richiesta, prima di acquistarne un'altra[1]..

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ebbe subito una certa famigliarità con l'automobile dato che i suoi nonni ne possedevano già una[1], in un'epoca in cui si era agli albori dell'automobilismo. Iniziò la sua carriera nel 1950, all'età di diciannove anni, partecipando alla Mille Miglia con una Fiat 500 C, poi, con la stessa macchina partecipò alla Coppa d'Oro delle Dolomiti ottenendo la vittoria nella propria classe di vetture[2]. Nel 1951 partecipò alle più importanti cronoscalate nazionali con una Dagrada Sport da 750 cc ottenendo quattro vittorie di classe[2].
Nel 1953 passò alle sport acquistando una Ferrari 166 MM da 2.700 cc, un po' datata, ma che gli permise di ottenere la prima vittoria assoluta alla Coppa Vi-Va, gara di durata organizzata sul circuito di Monza[2].
Nel 1956 passò a una Ferrari 250 GT ottenendo diverse vittorie assolute del Campionato Italiano della Montagna e vincendo il Trofeo della Montagna riservato alla classe gran turismo con cilindrata oltre 2000 cc, ripetendo la vittoria del trofeo l'anno seguente, nello stesso anno si aggiudicò anche la Coppa Carri a Monza, mentre nel 1958 vinse la Coppa Sant'Ambroes sul circuito monzese da 10 km[1] che comprendeva l'anello ad alta velocità.
Nel 1960 e 61 con la Ferrari 250 GT Berlinetta passo corto fu campione italiano velocità in circuito Gran Turismo nella classe oltre 2.500 cc, dal '62 al '67 vinse tutte le trentasette gare a cui partecipò tra cronoscalate e in circuito, tra cui il Trofeo Gran Turismo e la Coppa d'Autunno a Monza nel '62, la Coppa della Consuma nel '63 e il Trofeo Bettoja a Vallelunga nel '66[1].
Nel 1967 con la Ferrari Dino 206S conquistò il campionato italiano velocità Sport-Prototipi, affermandosi in undici gare su circuito[2].
In seguito gareggiò con una Abarth 2000 Sport con cui vinse la cronoscalata Svolte di Popoli nel 1970, ma nel 1971 tornò ad acquistare una Ferrari, la 212 E con cui Peter Schetty aveva vinto il Campionato Europeo della Montagna nel '69, che gli permise di aggiudicarsi il Trofeo della Montagna per gli Sport-Prototipi[2]. Chiuse l'attività agonistica nel 1972, l'ultima vittoria con una Osella[1].

Complessivamente ha ottenuto 83 vittorie assolute di cui 72 nel Campionato Italiano della Montagna[3]. 76 vittorie sono state ottenute alla guida di vetture Ferrari, 3 con Abarth, 3 con Osca e una con Osella[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Edoardo Lualdi Gabardi (PDF), in Gazzetta dello Sport. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  2. ^ a b c d e Milleruote, lemma "Lualdi Gabardi Edoardo".
  3. ^ Ecco i re in salita, in Autosprint, 26 aprile 2011, p. 71. (elenco vincitori gare nazionali in salita)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • milleruote Grande enciclopedia dell'automobile, Editoriale Domus/Quattroruote - Istituto Geografico De Agostini, 1974.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]