Eclissi della crocifissione

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Secondo i vangeli sinottici, nel giorno in cui Gesù fu crocifisso, il Sole si oscurò per alcune ore.
Benché l'oscuramento del cielo possa essere spiegato semplicemente come un fenomeno meteorologico, esso fu spesso interpretato come un'eclissi solare, anche se gli astronomi dell'antichità sapevano benissimo che una normale eclissi solare non può coincidere con la Pasqua, perché la luna è piena e perciò non può oscurare il sole, trovandosi in opposizione.

Dagli studi astronomici, inoltre, risulterebbero delle eclissi solari totali il 24 novembre 29 e il 30 aprile 59, più un'eclissi solare anulare il 20 maggio 49, tuttavia sono tutte con i coni d'ombra della totalità passanti alcuni chilometri a settentrione dell'area di Gerusalemme (le date sono nel calendario gregoriano). Uno storico cristiano del III secolo, Sesto Giulio Africano, in una sua opera di cui sopravvivono solo frammenti citati da Giorgio Sincello, affermò che il cronista Tallo definì il buio scatenatosi alla crocifissione come un'eclissi solare. Non ci è comunque dato sapere se Tallo stesso alludesse proprio alla Crocifissione di Gesù oppure ad un'altra esecuzione, e se alludesse ad una sola metafora dell'evento celeste oppure no. Si dà il caso, comunque, che già Africano confutò la teoria dell'eclissi solare, poiché la Crocifissione di Gesù avvenne durante un periodo di Pesach ebraica, quindi celebrata tradizionalmente durante il plenilunio, mentre un'eclisse solare accade necessariamente in novilunio. Inoltre, un'eclissi solare totale dura solo pochissimi minuti, non ore.

Racconto biblico[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i Vangeli sinottici, l'oscurità ebbe luogo il primo giorno del periodo di Pesach. Tuttavia, il Vangelo di Giovanni non lo menziona. I sinottici descrivono l'inizio dell'eclissi verso mezzogiorno (l'ora sesta), protratto sino alle tre del pomeriggio (l'ora nona), ora dell'effettiva morte di Gesù:

« 45 Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. [...] 51 Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, 52 i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. 53 E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. 54 Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!». »   (Matteo 27, 45. 51-54)
« 33 Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. »   (Marco 15, 33.)
« 44 Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio.  »   (Luca 23, 44.)

Un versetto del Libro di Amos predice un terremoto durante il quale il sole tramonterà a mezzogiorno. Questo è stato interpretato da alcuni cristiani come una profezia dell'eclissi della crocifissione.

« 8 Non forse per questo trema la terra, sono in lutto tutti i suoi abitanti, si solleva tutta come il Nilo, si agita e si riabbassa come il fiume d'Egitto? 9 In quel giorno - oracolo del Signore Dio -

farò tramontare il sole a mezzodì e oscurerò la terra in pieno giorno! »   (Amos 8, 8-9.)

Primi testi cristiani[modifica | modifica wikitesto]

Le divisioni dell'apocrifo Vangelo di Nicodemo, conosciuti come Atti di Pilato, la Discesa di Cristo agli inferi e la Paradosis si riferiscono a una varietà di fenomeni fisici che accompagnano la crocifissione e alle conseguenti azioni di Cesare. Secondo il nono capitolo degli Atti di Pilato, il buio sopraggiunse a mezzogiorno e si protrasse per tre ore, ed era stato provocato dall'oscuramento del sole. È anche raccontato che Pilato e sua moglie furono sorpresi dal resoconto del fenomeno, e che egli aveva rassicurato i giudei sostenendo che il fenomeno fosse una regolare eclisse di sole. La Paradosis narra dell'interrogatorio a cui fu sottoposto Pilato da parte di Tiberio, e della punizione che l'imperatore inflisse a Pilato e ai giudei per aver provocato l'eclisse e il terremoto che avevano sconvolto il mondo intero.

Anche altre opere apocrife fanno brevi accenni all'eclisse della crocifissione. Il Vangelo di Bartolomeo racconta che alla morte di Gesù seguì un momento di totale oscurità. In alcune lettere scritte sotto il nome di Dionigi l'Areopagita l'autore sostiene di aver assistito a un'eclisse solare da Eliopoli il giorno della crocifissione. Dionigi, che studiò astronomio nella città di Eliopoli, sostenne che "o il Creatore di tutta la terra sta morendo, o questo mondo che vedo sta finendo".

Africano cita anche il cronista del II secolo Flegonte di Tralles: "Flegonte racconta che sotto l'impero di Tiberio Cesare si era verificata un'eclisse solare totale in una data di plenilunio dalla sesta alla nona ora". Eusebio di Cesarea, nel suo Chronicon, testimonia Flegonte affermando che il quarto anno della duecentoduesima Olimpiade (32-33 d.C.) "seguì un'eclissi del sole, grande, e più osservabile di quante n'eran prima accadute: il giorno alla ora sesta si converse in notte così tenebrosa, che si videro in cielo le stelle; ed il terremoto nella Bitinia rovesciò vari edifici della città di Nicea".

Tertulliano nell'Apologetico testimonia l'eclisse che si verificò verso mezzogiorno durante la crocifissione: "Nello stesso istante il giorno, mentre il sole a mezzo il suo giro segnava, fu sottratto. è vero, la stimarono un’eclisse coloro che non seppero che codesto, anche, sul conto di Cristo era stato predetto. Con tutto ciò quell’avvenimento mondiale registrato lo trovate nei vostri archivi."