Eclissi della crocifissione

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Con eclissi della crocifissione si intende l'oscuramento del Sole per alcune ore, che secondo i vangeli sinottici si sarebbe verificato nel giorno in cui Gesù fu crocifisso. Dato che non può trattarsi di una eclissi, gli studiosi si chiedono se la notizia debba essere intesa come il resoconto storico di un avvenimento meteorologico oppure come una affermazione teologica presentata nel genere letterario haggadico, oppure ancora entrambe le cose.

Il racconto evangelico[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i Vangeli sinottici, l'oscurità iniziò verso mezzogiorno (l'ora sesta) e si protrasse sino alle tre del pomeriggio (l'ora nona), ora dell'effettiva morte di Gesù:

« 33 Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. »   (Marco 15, 33.)
« 45 Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. [...] 51 Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, 52 i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. 53 E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. 54 Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!». »   (Matteo 27, 45. 51-54)
« 44 Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio.  »   (Luca 23, 44.)

Si osservi che solo Luca sembra parlare di eclissi e solo nella traduzione CEI, ma anche in questo caso occorre tener conto che il verbo utilizzato da Luca significa semplicemente "sparire" (cfr. L. Rocci, Vocabolario greco-italiano, 1989, p. 577). Il traduttore CEI ha cercato di riprodurre l'ampiezza di significato del testo greco, evitando così di sciogliere l'ambiguità sulla base di considerazioni scientificamente e storicamente ovvie, ma estranee al dato linguistico.

Una eclissi impossibile[modifica | modifica wikitesto]

Benché l'oscuramento del cielo possa essere spiegato semplicemente come un fenomeno meteorologico, esso fu spesso interpretato come un'eclissi solare, anche se gli astronomi dell'antichità sapevano benissimo che una normale eclissi solare non può coincidere con la Pasqua, perché in quel periodo la Luna è piena e perciò non può oscurare il Sole, essendo in opposizione.
Dai calcoli astronomici inoltre, intorno a quel periodo risulterebbero due eclissi solari totali, avvenute il 24 novembre 29 e il 30 aprile 59 di calendario gregoriano, più un'eclissi solare anulare il 20 maggio 49, ma tutte con i coni di totalità dell'ombra passanti molti chilometri più a nord di Gerusalemme.

Nessuna di queste eclissi può aver determinato una oscurità totale a Gerusalemme e nessuna eclissi può causare un oscuramento durato tre ore. Al massimo si potrebbe supporre che due secoli dopo gli eventi il ricordo scritto di una eclisse in Palestina più o meno negli anni in cui ebbe luogo la crocifissione possa aver indotto qualche autore cristiano ad interpretare i testi evangelici come resoconti di una eclisse.

L'interpretazione haggadica[modifica | modifica wikitesto]

Questi brani biblici possono essere interpretati anche come un'allusione alle visioni del profeta Amos (capitoli 7-9 del Libro di Amos) e in particolare alla pericope della distruzione del tempio (Amos 8,8-9,5). Essa è chiaramente evidenziata linguisticamente con un duplice annuncio di terremoto, secondo l'artificio retorico dell'inclusione:

« 8 Non forse per questo trema la terra, sono in lutto tutti i suoi abitanti, si solleva tutta come il Nilo, si agita e si riabbassa come il fiume d'Egitto? »   (Amos 8,8;9,5)

La pericope si apre con la scomparsa del sole a mezzogiorno:

« 9 In quel giorno - oracolo del Signore Dio - farò tramontare il sole a mezzodì e oscurerò la terra in pieno giorno! »   (Amos 8,9)

Essa segnala l'arrivo della punizione divina che culminerà nella distruzione del tempio di Gerusalemme. Anche se Amos aveva in mente la prima distruzione (586 a.C.), la sua profezia poteva applicarsi altrettanto bene alla seconda (70 d.C.), ritenuta dai primi cristiani una punizione della crocifissione di Gesù, il "lutto per un figlio unico" preannunciato da Amos (8,10).

Si osservi che il Vangelo di Giovanni non menziona l'oscurità meridiana, forse proprio perché aveva già identificato Gesù col tempio nel secondo capitolo (2,21).


Primi testi cristiani[modifica | modifica wikitesto]

Uno storico cristiano del III secolo, Sesto Giulio Africano, in una sua opera di cui sopravvivono solo frammenti citati da Giorgio Sincello, affermò che il cronista Tallo definì il buio scatenatosi alla crocifissione "come" un'eclissi solare. Non ci è comunque dato sapere se Tallo stesso alludesse proprio alla Crocifissione di Gesù oppure ad un'altra esecuzione, e se alludesse ad una sola metafora dell'evento celeste oppure no. Si dà il caso, comunque, che già Africano confutò la teoria dell'eclissi solare, poiché la Crocifissione di Gesù avvenne durante un periodo di Pesach ebraica, quindi celebrata tradizionalmente durante il plenilunio, mentre un'eclisse solare accade necessariamente in novilunio. Inoltre, un'eclissi solare totale dura solo pochissimi minuti, e non ore.

Le divisioni dell'apocrifo Vangelo di Nicodemo, conosciuti come Atti di Pilato, la Discesa di Cristo agli inferi e la Paradosis si riferiscono a una varietà di fenomeni fisici che accompagnano la crocifissione e alle conseguenti azioni di Cesare. Secondo il nono capitolo degli Atti di Pilato, il buio sopraggiunse a mezzogiorno e si protrasse per tre ore, ed era stato provocato dall'oscuramento del sole. È anche raccontato che Pilato e sua moglie furono sorpresi dal resoconto del fenomeno, e che egli aveva rassicurato i giudei sostenendo che il fenomeno fosse una regolare eclisse di sole. La Paradosis narra dell'interrogatorio a cui fu sottoposto Pilato da parte di Tiberio, e della punizione che l'imperatore inflisse a Pilato e ai giudei per aver provocato l'eclisse e il terremoto che avevano sconvolto il mondo intero.

Anche altre opere apocrife fanno brevi accenni all'eclisse della crocifissione. Il Vangelo di Bartolomeo racconta che alla morte di Gesù seguì un momento di totale oscurità. In alcune lettere scritte sotto il nome di Dionigi l'Areopagita l'autore sostiene di aver assistito a un'eclisse solare da Eliopoli il giorno della crocifissione. Dionigi, che studiò astronomio nella città di Eliopoli, sostenne che "o il Creatore di tutta la terra sta morendo, o questo mondo che vedo sta finendo".

Africano cita anche il cronista del II secolo Flegonte di Tralles: "Flegonte racconta che sotto l'impero di Tiberio Cesare si era verificata un'eclisse solare totale in una data di plenilunio dalla sesta alla nona ora". Eusebio di Cesarea, nel suo Chronicon, testimonia Flegonte affermando che il quarto anno della duecentoduesima Olimpiade (32-33 d.C.) "seguì un'eclissi del sole, grande, e più osservabile di quante n'eran prima accadute: il giorno alla ora sesta si converse in notte così tenebrosa, che si videro in cielo le stelle; ed il terremoto nella Bitinia rovesciò vari edifici della città di Nicea".

Tertulliano nell'Apologetico testimonia l'eclisse che si verificò verso mezzogiorno durante la crocifissione: "Nello stesso istante il giorno, mentre il sole a mezzo il suo giro segnava, fu sottratto. è vero, la stimarono un'eclisse coloro che non seppero che codesto, anche, sul conto di Cristo era stato predetto. Con tutto ciò quell'avvenimento mondiale registrato lo trovate nei vostri archivi."

Ipotesi scientifiche[modifica | modifica wikitesto]

Dato che l'oscuramento del Sole ebbe luogo in corrispondenza con un terremoto, secondo Rick Larson potrebbe essere dovuta a qualche emissione vulcanica in atmosfera associata al terremoto. Il terremoto è attestato dalle fonti sopra citate e avrebbe avuto luogo nella stessa zona geografica del terremoto che ebbe luogo nel 31 a.C. durante la battaglia di Azio. Ricerche in corso mirano a cercare tracce geofisiche di questi terremoti nelle rocce del Mar Morto.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr: www.christquake.com