Ebano (saggio)

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Ebano
Titolo originale Heban
Autore Ryszard Kapuściński
1ª ed. originale 1998
1ª ed. italiana 2000
Genere saggio
Sottogenere Diario di viaggio
Lingua originale polacco
Ambientazione Africa

Ebano (titolo originale Heban) è un libro del giornalista e scrittore polacco Ryszard Kapuściński, edito in originale nel 1998 e pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2000. Raccoglie una serie di esperienze vissute nei quarant'anni trascorsi in terra africana nella veste di corrispondente.

Contenuto[modifica | modifica sorgente]

Nel libro il celebre reporter polacco racconta attraverso alcuni episodi significativi la sua lunga esperienza in Africa, un continente antico ed allo stesso tempo giovane e vitale, continuamente attraversato da violenti contrasti sociali e politici. Dalla prima esperienza del 1957 nel Ghana da poco divenuto indipendente, seguita dai suoi continui viaggi per tutto il continente, fino agli ultimi recenti in Nigeria, Etiopia, Eritrea, Kapuściński racconta attraverso gli incontri con gente comune o persone che hanno lasciato il proprio nome sui libri di storia la genesi di una terra che dall'uscita dall'epoca del colonialismo è passata all'entusiasmo per l'indipendenza, alla disillusione per la corruzione dilagante e l'instabilità per le continue lotte di potere, ai continui colpi di stato, spesso legati alla coincidente guerra fredda. Il tutto mescolato con i secolari conflitti tribali che possono in qualunque momento offrire l'occasione per sanguinosi massacri, o portare a conflitti decennali in cui bande guidate da warlords senza scrupoli si fronteggiano a spese di popolazioni civili portate allo stremo da continue razzie. Il cronista può così diventare testimone di episodi cruciali e terribili, come il colpo di stato del 1966 in Nigeria, la terribile carestia nell'Etiopia di Menghistu e la sua ingloriosa caduta, la presa del potere in Uganda dello spietato dittatore Idi Amin, il tremendo genocidio in Ruanda, le conseguenze dell'interminabile guerra civile in Sudan, il desolante lascito della guerra tra i sanguinari ed inetti warlords liberiani, con i loro bambini soldato. Il tutto visto comunque dagli occhi di chi ha sempre cercato il contatto con la gente comune, nel tentativo di comprenderne la difficile quotidianità e la sorprendente cultura, condividendone anche i rischi ed i disagi, ancor più difficili da sopportare per un uomo bianco. Condivisione che poteva significare incontri assai pericolosi con miliziani e rivoltosi del tutto imprevedibili, con non meno letali serpenti e malattie infettive, dalla terribile malaria cerebrale alla tubercolosi, arrivando a sperimentare le illusioni nel delirio da disidratazione di chi si trova perso nel deserto per un guasto meccanico. Viaggiando spesso con mezzi pubblici poco affidabili, o chiedendo passaggi a chi per lavoro può giungere nelle zone meno conosciute, per poter cercare l'essenza di terre e popoli regolarmente in lotta tra loro ed un ambiente duro e spietato. Una continua lotta dove il labile confine tra vita e morte diventa ispirazione per un diffuso fatalismo e senso del precario, in cui il soprannaturale diventa l'unica vera sicurezza, ed il miglior antifurto può essere un ciuffo di penne di gallo bianche appese allo stipite di una porta. E dove nulla di quello che si rompe viene riparato, perché anche una buca in mezzo ad una strada può incredibilmente diventare una fonte di guadagno ed opportunità, per anni ed anni.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Ryszard Kapuściński, Ebano, traduzione di Vera Verdiani, I Narratori, Milano, Feltrinelli [1998], giugno 2000. ISBN 88-07-01569-2.

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