Divergence Eve

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Divergence Eve
ダイバージェンス・イヴ
(Dibagensu Ibu)
Genereavventura, horror, fantascienza
Serie TV anime
RegiaJun Takada, Hiroshi Negishi
ProduttoreKatsuhiro Kikkawa, Katsuya Morita, Maki Horiuchi, Motoki Ueda, Toshio Hatanaka, Tsuneo Takechi
Composizione serieToru Nozaki
MusicheYosuke Hoga
StudioRadix
ReteAT-X, Tokyo MX
1ª TV2 luglio – 24 settembre 2003
Episodi13 (completa)
Rapporto4:3
Durata ep.24 min
Seguito daMisaki Chronicles

Divergence Eve (ダイバージェンス・イヴ Daibājensu Ivu?) è un anime fantascientifico in 13 episodi prodotto dallo studio Radix e da Operation EVE; il successo in patria ha portato alla creazione di un seguito, una serie in 13 episodi intitolata Misaki Chronicles.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2017 un satellite avverte di uno spostamento gravitazionale nella costellazione della lira.

Le vicende si svolgono nell'anno 2317 su una gigantesca stazione spaziale chiamata Watcher's Nest ("il nido dell'osservatore"). La tecnologia è arrivata al punto di consentire i viaggi interstellari, per mezzo di una serie di "portali" che attraversano un universo parallelo. Sfortunatamente una serie di entità extraspaziali ed extratemporali, chiamate "Ghouls", sfruttano questi stessi portali per invadere il nostro universo.
La serie si focalizza su un gruppo di cadette che vivono sulla Watcher's Nest, addestrate a respingere i Ghouls per mezzo di potenti esoscheletri robotici chiamati Rampart Armor, e in particolare su una di esse, Misaki Kureha, la quale sembra avere qualche strana affinità con le entità misteriose.

Le vicende non sono narrate in ordine cronologico: il primo episodio, in cui viene mostrato l'attacco dei Ghouls alla stazione spaziale, si colloca tra il 12º e il 13º e ultimo episodio. Nelle intenzioni degli autori ciò serve a generare un senso di mistero e creare aspettative sul proseguimento delle vicende inserendo elementi di azione in una storia che descrive soprattutto gli addestramenti delle ragazze e la vita sulla stazione spaziale.

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Episodi[modifica | modifica wikitesto]

Titolo italiano (traduzione letterale)
GiapponeseKanji」 - Rōmaji
In onda
Giapponese
1Mission 2
「Mission 2」
2 luglio 2003
2Quantum Barrier
「量子障壁」 - Ryōshi shōheki
9 luglio 2003
3Necromancer
「死体兵」 - Shitai hei
16 luglio 2003
4Specular
「スペキュラー」 - Supekyura
23 luglio 2003
5Seraphim
「セラフィム」 - Serafimu
30 luglio 2003
6Watcher's Nest
「ウォッチャーズ・ネスト」 - Uocchazu Nesuto
6 agosto 2003
7Quantum Core
「量子コア」 - Ryōshi Koa
13 agosto 2003
8Alchemy
「アルケミー」 - Arukemi
20 agosto 2003
9Tragedy of Cherubim
「ケルビムの惨劇」 - Kerubimu no sangeki
27 agosto 2003
10Divergence Eve
「変容体」 - Henyō karada
3 settembre 2003
11Designer's Children
「デザイナーズ・チルドレン」 - Dezainazu Chirudoren
10 settembre 2003
12Mission 1
「Mission 1」
17 settembre 2003
13Mission 3
「Mission 3」
24 settembre 2003

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

  • Nine Inch Nails cantata da Yousuke Houga (apertura)
  • Pump Up! cantata da Nao Nagasawa (chiusura)

Fanservice[modifica | modifica wikitesto]

L'elemento più controverso di questo anime è la grande abbondanza di fanservice che stride con i toni seri e drammatici dell'intera vicenda: oltre al fatto che la quasi totalità dei protagonisti sono ragazze, tutti i personaggi di sesso femminile (con l'eccezione dell'androide Kotoko-01 che ha le fattezze di una bambina di 10 anni e perciò può essere considerata una lolita) sono dotati di seni decisamente sproporzionati e facili al tremolio; per di più le loro uniformi sono molto aderenti e lasciano intravedere ampi spazi di pelle, aiutate in questo dalle inquadrature ardite che spesso la regia adotta.

La sigla finale inoltre (con il suo sottofondo di musica j-pop incoerente col resto dell'ambientazione) mostra esclusivamente la protagonista Misaki impegnata in varie attività ricreative come sport e shopping: durante questa sigla la ragazza cambia molto spesso d'abito, indossando vari vestiti spesso collegati al fanservice tra cui una tenuta da cameriera, una marinaretta, vari costumi, un top, un grembiule e un qipao (abito femminile cinese). Nel finale della sigla la ragazza prende il sole in topless, con l'inquadratura che nasconde a malapena il seno.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Il fanservice è solo uno degli aspetti (ma senza dubbio il più significativo) su cui si basano le critiche rivolte a questa serie: in altri casi ad essere criticati sono la trama, giudicata confusa, inutilmente complicata e poco coinvolgente, oppure l'uso di una computer grafica di scarso livello qualitativo e che non si "fonde" bene con il resto delle sequenze in animazione tradizionale[1][2][3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Divergence Eve, su The Anime Review. URL consultato il 14 gennaio 2020.
  2. ^ (EN) Stig Høgset, Divergence Eve: Misaki Chronicles, su THEM Anime Reviews 4.0. URL consultato il 14 gennaio 2020.
  3. ^ (EN) Don Houston, Divergence Eve: Misaki Chronicles Vol. 1 - Second Chances, su DVD Talk, 3 gennaio 2006. URL consultato il 14 gennaio 2020.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]