Dino Ciarlo

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Dino Ciarlo
Ingrao Ciarlo.jpg
Dino Ciarlo, a sinistra, saluta il presidente della Camera, Pietro Ingrao, 1976.
NascitaSavona, 2 giugno 1917
MorteRoma, 2 marzo 2012 (94 anni)
Dati militari
Paese servitoItalia Regno d'Italia
Italia Italia
Forza armataRegia Aeronautica
Aeronautica Militare
GradoGenerale di squadra aerea
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna di Grecia
Comandante diAeronautica Militare Italiana
Decorazioniqui
Studi militariRegia Accademia Aeronautica di Caserta
dati tratti da Dino Ciarlo[1]
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Dino Ciarlo (Savona, 2 giugno 1917Roma, 2 marzo 2012) è stato un generale italiano, capo di stato maggiore dell'Aeronautica Militare dal 27 febbraio 1974 al 20 giugno 1977.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Savona il 2 giugno 1917.[1] Tra il 21 ottobre 1936 e il 3 aprile 1939 frequentò l'Accademia Aeronautica di Caserta, corso Rex, volando a bordo degli addestratori Breda Ba.25 e IMAM Ro.41. Ottenuta la nomina a pilota militare, prese servizio nella Regia Aeronautica. Dopo l'entrata in guerra dell'Italia, avvenuta il 10 giugno 1940, e il successivo attacco alla Grecia del mese di ottobre, prestò servizio su quel fronte. In quello stesso mese fu abbattuto e fatto prigioniero.[1]

Rientrato in Italia nell’aprile 1946 riprese servizio nell'Aeronautica Militare, assegnato al 51º Stormo Caccia, dove ricoprì l’incarico di comandante del 21º Gruppo. Quando tale Stormo fu elevato al ruolo di 51ª Aerobrigata, assunse il comando del Reparto volo.[1] Ricoprì l'incarico di Addetto militare presso l’Ambasciata italiana a Stoccolma dal 1959 al 1962, e di comandante della 6ª Aerobrigata fino al 1964. Assegnato successivamente al Gabinetto del Ministro della Difesa, fu prima vice capo di Gabinetto e poi, successivamente, capo di Gabinetto.[N 1] Dal settembre 1970 al febbraio 1972 ricoprì il ruolo di vice comandante della 2ª Regione Aerea, e dal febbraio 1972 all'aprile 1973 quello di Sottocapo di Stato maggiore della Difesa.[1] Dal 27 febbraio 1974 al 20 giugno 1977 fu Capo di Stato maggiore dell'Aeronautica.[1] Nel novembre 1988 fu temporaneamente arrestato, assieme ai generali Piero Piccio e Enrico Marescalchi,[2] nell'ambito delle indagini condotte dalla magistratura veneziana sul Douglas C-47 Dakota (MM. 61832) dell'Aeronautica Militare (volo Argo 16)[3] precipitato a Marghera il 23 novembre 1973.[N 2] Dopo una notte in cella fu rilasciato su ordine del giudice istruttore Carlo Mastelloni.[2] Morì a Roma il 2 marzo 2012.[1]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 28 marzo 1974[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ricoprì tale incarico dal settembre 1969 all’aprile del 1970, e dall’aprile 1973 al febbraio 1974.
  2. ^ All'epoca ministro della difesa era Mario Tanassi, e capo del Servizio informazioni difesa (SID) il generale Vito Miceli.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Aeronautica n.3, marzo 2012, p. 41.
  2. ^ a b Giorgio Cecchetti, Manette per l'ex generale, in La Repubblica, Roma, 29 novembre 1988.
  3. ^ Giorgio Cecchetti, Dall'Argo 16 a Ustica, i segreti di un generale, in La Repubblica, Roma, 30 novembre 1988.
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Ferrari, Le ali del ventennio: l'aviazione italiana dal 1923 al 1945. Bilanci storiografici e prospettive di giudizio, Milano, Franco Angeli Storia, 2005, ISBN 88-464-5109-0.
  • Paolo Ferrari e Alessandro Massignani, Conoscere il nemico. Apparati di intelligence e modelli culturali nella storia contemporanea, Milano, Franco Angeli Storia, 2010, ISBN 88-568-2191-5.
  • Mirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945 – Azioni belliche e scelte operative, Bologna, Odoya, 2012, ISBN 978-88-6288-144-9.
  • Franco Pagliano, Aviatori italiani: 1940-1945, Milano, Ugo Mursia Editore, 2004, ISBN 88-425-3237-1.
  • Gianni Rocca, I disperati - La tragedia dell'aeronautica italiana nella seconda guerra mondiale, Milano, 1993, ISBN 88-04-44940-3.

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • Dino Ciarlo, in Aeronautica, n. 3, Roma, Associazione Arma Aeronautica, marzo 2012, pp. 41.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Successore Coat of arms of the Italian Air Force.svg
Gen SA Vincenzo Lucertini 27 febbraio 1974 – 20 giugno 1977 Gen SA Alessandro Mettimano