Chera (famiglia)

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Chera

I Chera (Tamil: சேரர்) furono una delle antiche dinastie tamil che si insediarono e governarono nell'India meridionale fin quasi al quindicesimo secolo. I primi Chera governarono su Coimbatore, Salem e Karur nel Sud del subcontinente indiano, in una regione che oggi fa parte del moderno Stato federato del Tamil Nadu (Kongu Nadu). Le altre due grandi dinastie tamil furono i Chola per la regione orientale lungo la Costa del Coromandel e i Pandya nella regione centro meridionale della penisola. Queste dinastie iniziato prima del periodo Sangam (300 a.C. - 200 d.C.) durante il quale la lingua, l'arte e la letteratura Tamil fiorì. L'impero Chera copriva al suo apice una superficie di circa 3 milioni di kmq ed era il più vasto del suo tempo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Studi recenti sull'antica storia dell'India meridionale suggeriscono che le tre principali dinastie tamil - i Pandya, i Chera e i Chola - avevano sede rispettivamente a Madurai nel Tamil nadu, a Karur, nel Kerala, e a Uraiyur (Tiruchirappalli) nel Tamil nadu.[1] Il territorio dei Chera del primo periodo storico consisteva nell'attuale Kerala centrale e nella regione di Kongu, nel Tamil Nadu occidentale. La struttura politica del loro dominio era basata sul possesso comune delle risorse e sulla produzione basata sulla parentela. L'autorità era determinata dalla "gamma di relazioni sociali ridistributive sostenute attraverso l'accumulo predatorio di risorse"[2]. C'era più di un ramo della famiglia Chera che governava allo stesso tempo e si contendeva la leadership (uno nel Kerala centrale e l'altro nel Tamil Nadu occidentale).

I governanti Chera combatterono spesso con i regni vicini. A volte utilizzarono il matrimonio per legarsi alle famiglie dei regnanti rivali e come mezzo di alleanze politiche. In tutto il regno il commercio ha continuato a portare prosperità con prodotti quali spezie, avorio, legno, pietre preziose e perle esportate in Egitto, Roma, Grecia, Fenicia, Arabia, Mesopotamia e Persia.

I Chera sono indicati come Kedalaputo (sanscrito: Kerala Putra) negli editti Pali dell'imperatore Ashoka (III secolo a.C., editti rupestri II e XII). I primi resoconti greco-romani che fanno riferimento ai Chera sono di Plinio il Vecchio nel I secolo a.C., nel Periplus Maris Erythraei del I secolo a.C. e di Claudio Tolomeo nel II secolo a.C..

Ritrovamenti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo Chera: arco e freccia; da un vaso in bronzo da Karur

L'archeologia ha trovato testimonianze epigrafiche e numismatiche dei primi Chera. Due iscrizioni quasi identiche scoperte a Pugalur (vicino a Karur), datate tra il I e il II secolo d.C. circa, descrivono tre generazioni di sovrani Chera della stirpe di Irumporai. Esse riportano la costruzione di un rifugio nella roccia per i giainisti in occasione dell'investitura di Ilam Kadungo, figlio di Perum Kadungo e nipote di Ko Athan Cheral Irumporai.

Una breve iscrizione tamil-brahmi, contenente la parola Chera (Kadummi Pudha Chera) è stata rinvenuta a Edakkal, nei Ghati occidentali.

Recenti scoperte archeologiche confermano sempre più Karur come centro politico, economico e culturale dell'antica India meridionale. Gli scavi a Karur hanno restituito enormi quantità di monete di rame con simboli Chera come l'arco e la freccia, anfore romane e monete romane. Un antico percorso, dai porti del Kerala fino a Karur, nell'interno del Tamil Nadu, può essere tracciato con l'aiuto di prove archeologiche. Gli storici devono ancora localizzare con precisione Muziris, nota in Tamil come Muchiri, presente nel Periplus Maris Erythraei e quindi una base dei governanti Chera. Gli scavi archeologici a Pattanam (vicino a Cochin) suggeriscono una forte identificazione con la località di Muziris.


Infatti nel sito di Pattanam sono state trovate monete di rame quadrate Chera (su un lato un elefante e sull'altro archi e frecce). Questi tipi di monete furono emessi all'inizio del I secolo. Fra i vari reperti archeologici oltre alle monete Chera si trovano anfore, ceramica sigillata, cammei in pietre semi-preziose e perline di pietra e vetro in grande quantità. Sono stati rinvenuti anche resti di strutture in mattoni bruciati. Nel corso del tempo sono state scoperte anche monete romane in gran numero dal Kerala centrale e dalla regione di Coimbatore e Karur.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nagaswami, R. (1995). Roman Karur: A peep into Tamil's past. Brahad Prakashan, Madras Archiviato il 15 maggio 2008 in Internet Archive..
  2. ^ Gurukkal, Rajan (2015). "Classical Indo-Roman Trade: A Misnomer in Political Economy". Economic and Political Weekly. 48 (26–27).

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