Costanza Monti

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Costanza Monti

Costanza Monti (Roma, 7 giugno 1792Ferrara, 7 settembre 1840) è stata una poetessa italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Vincenzo Monti e di Teresa Pichler,[1] ebbe modo di studiare l'inglese, il latino e il greco.[2] Trascorse alcuni anni nel Monastero di Sant'Antonio di Ferrara, dove studiò musica e pittura.[3]

Nel 1812 sposò il conte Giulio Perticari,[3] il quale in seguito avrebbe cessato una lunga amicizia con il suocero a causa di un diverbio.[4] Il matrimonio attirò l'attenzione della classe intellettuale italiana, tanto da divenire oggetto degli Inni agli Dei consenti e de Le quattro madri, racconti morali pubblicati da Orintia Sacrati.[5] La coppia visse a Pesaro,[6] città in cui Costanza Monti conobbe alcuni tra i più illustri intellettuali dell'epoca che erano soliti frequentare la casa di suo marito, tanto da posare per un ritratto di Filippo Agricola.[3] I Perticari furono inoltre esponenti dell'Accademia Pesarese.[7]

Fu autrice di un poemetto intitolato Sull'origine della rosa, pubblicato da Salvatore Betti e da Ferdinando Malvica,[8] e di alcune osservazioni sulla Divina Commedia nel giornale Effemeridi Siciliane.[9] Tra le sue odi figurano inoltre una canzone dedicata alla principessa di Galles e una dedicata alla Beata Vergine.[9]

Dopo la morte del marito sopraggiunta nel 1822, riparò a Milano presso suo padre.[10] A questo periodo risalgono poesie pregne di dolore a causa della vedovanza, nonché alcune lettere destinate agli amici più intimi nelle quali esprime la sua tristezza per la malattia e per la morte del padre.[11] Fu oggetto di maldicenze alimentate dalla famiglia di suo marito, che la vedevano responsabile della morte del Perticari a causa dei suoi capricci. Difesa unicamente da suo padre, scrisse numerose epistole ai suoi confidenti riguardo al suo dolore.[12]

Morì nel 1840 a Ferrara dopo una lunga malattia. Per suo volere fu sepolta nella Chiesa dei Serviti.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. Monti 1860, p. 3.
  2. ^ A. Monti 1860, p. 4.
  3. ^ a b c A. Monti 1860, p. 5.
  4. ^ Giovanni Mestica, Manuale della letteratura Italiana nel secolo decimonono, Firenze, Barbera, 1885, p. 37.
  5. ^ Romano 1903, p. 33.
  6. ^ (EN) Teodor de Wyzeva e C. H. Jeaffreson, Some women, loving or luckless, Londra, J. Lane, 1909, p. 183.
  7. ^ Romano 1903, p. 42.
  8. ^ A. Monti 1860, p. 6.
  9. ^ a b A. Monti 1860, p. 7.
  10. ^ A. Monti 1860, p. 9.
  11. ^ A. Monti 1860, p. 10.
  12. ^ G. S. Scipioni, Giornale storico della letteratura italiana, vol. 11, Torino, Loescher-Chiantore, pp. 74-75.
  13. ^ A. Monti 1860, p. 11.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Controllo di autoritàVIAF (EN90784503 · ISNI (EN0000 0001 1879 3772 · SBN IT\ICCU\LO1V\134025 · LCCN (ENn96078137 · GND (DE133502597 · BNF (FRcb156161077 (data) · BAV (EN495/34464 · CERL cnp01128233 · WorldCat Identities (ENlccn-nr99005428