Coltivazioni erbacee

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Con il termine ”coltivazioni erbacee” si intende indicare la disciplina tecnico-scientifica che si occupa della coltivazione delle piante a consistenza erbacea, cioè che non hanno subito il processo di lignificazione.

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

Possiamo distinguere diverse tipologie di piante erbacee:

  • Piante annuali, le quali hanno durata di un anno;
  • Piante biennali, le quali ricoprono complessivamente due anni solari;
  • Piante poliennali, le quali grazie alle gemme basali, sono in grado di permanere sul terreno per più anni, il classico esempio è rappresentato dalla (Medicago sativa), erba medica.

Inoltre a seconda della destinazione possiamo raggrupparle in:

Piante industriali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Piante industriali.

Sono tali le piante le cui coltivazioni producono materie prime prevalentemente destinate alla trasformazione industriale. Generalmente si coltivano su ampie superfici in regime intensivo o estensivo, con ampio ricorso alla meccanizzazione nelle regioni in cui è elevato il costo del lavoro. Pur non essendoci un criterio rigido, le coltivazioni erbacee industriali sono classificate per categorie basate fondamentalmente sulla destinazione principale del prodotto e sulla affinità botanica.

Le categorie di colture industriali con le principali specie agrarie, in termini di importanza, sono le seguenti:

  • Piante da zucchero o saccarifere, secondariamente alcoligene. Sono destinate all'estrazione del saccarosio e, secondariamente, alla produzione di bioetanolo e di bevande alcoliche: canna da zucchero, barbabietola da zucchero
  • Cereali. Sono destinate prevalentemente all'alimentazione umana e alla zootecnica con la produzione di farina, semola e altri prodotti secondari a base di amidi e, secondariamente, alla produzione di bevande alcoliche: mais, frumento, orzo, riso
  • Piante oleoproteaginose. Destinate alla produzione di olio vegetale, per usi alimentari e non, e, secondariamente, di mangimi per il bestiame: soia, girasole, arachide, sesamo
  • Piante proteaginose. Destinate prevalentemente alla produzione di mangimi per il bestiame, si identificano con le civaie sensu lato, ma il settore coinvolge quasi esclusivamente il pisello proteico.
  • Piante da fibra. Destinate principalmente alla produzione di fibre tessili e all'estrazione della cellulosa e, secondariamente, come piante oleoproteaginose per l'estrazione di oli e produzione di mangimi per il bestiame: cotone, lino, canapa
  • Piante officinali, aromatiche e da droga. Destinate all'estrazione di materiali o principi attivi medicinali, aromatici o psicoattive: tabacco, menta, lavanda.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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