Cobitidae

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Cobitidae
Botia striata.jpg Cobitis biwae(Hamamatsu,Shizuoka,Japan,2007).jpg
Botia striata e Cobitis biwae (sotto)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Superordine Ostariophysi
Ordine Cypriniformes
Sottordine Cyprinoides
Famiglia Cobitidae

La famiglia Cobitidae comprende oltre 250 specie di pesci ossei d'acqua dolce appartenenti all'ordine Cypriniformes.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

I Cobitidi sono diffusi nelle acque dolci del continente euroasiatico e in nord Africa (Marocco)[1]. Sono specie bentoniche: vivono principalmente sul fondo, tra le piante acquatiche o insabbiati nel letto del corso d'acqua[1].

Nelle acque italiane sono presenti alcune specie: Cobitis bilineata, Cobitis zanandreai e Sabanejewia larvata (autoctone) e Cobitis taenia, Misgurnus fossilis e Misgurnus anguillicaudatus (alloctone)[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'aspetto di questi pesci varia da normalmente affusolato a serpentiforme fino addirittura a vermiforme (come nel genere Pangio). La bocca è piccola, in posizione leggermente infera (rivolta in basso) e circondata da 3 paia di barbigli, che in alcune specie possono arrivare a 6 paia. Dietro l'occhio è presente una spina difensiva che può essere eretta all'occorrenza. Le scaglie sono molto piccole. La linea laterale può essere poco sviluppata in certe specie[1][3].

Le dimensioni variano secondo la specie, con un gap importante: dai 2,2 cm di Lepidocephalichthys zeppelini ai 56 cm di Lepidocephalichthys manipurensis[3] ma le dimensioni medie si attestano sui 10–12 cm[4].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Chromobotia macracanthus in acquario

Tipica dei Cobitidae è la respirazione intestinale che consiste nell'inghiottire aria dalla superficie, praticata in caso di scarsità di ossigeno disciolto nell'acqua e di conseguente insufficienza della normale respirazione branchiale. L'ossigeno viene assorbito dall'epitelio intestinale e l'aria esausta fuoriesce dall'ano sotto forma di bollicine[1].

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

I maschi di alcune specie nell'epoca della riproduzione presentano dei tubercoli sulle pinne simili ai tubercoli nuziali dei Cyprinidae[1].

Acquariofilia[modifica | modifica wikitesto]

Molte specie sono commercializzate in acquario: tra queste numerosi esponenti dei generi Botia, Pangio, Syncrossus, Yasuhikotakia[3]. In acquario vengono usati anche per combattere la presenza troppo numerosa di piccole gasteropodi invadenti.

La riproduzione delle specie in vasca è un evento abbastanza raro, anche se ciò avviene negli allevamenti, molti fornitori preferiscono acquistarne numerose quantità pescate nei luoghi d'origine, a un basso costo.

Utilizzo nella pesca[modifica | modifica wikitesto]

I cobiti di piccola taglia vengono utilizzati come esca viva dai pescatori sportivi di fiume o lago, per la cattura di pesci predatori come trote, pesci persici, black bass o lucci [5]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Specie di Cobitidae.

La famiglia Cobitidae comprende 252 specie, suddivise in x generi e in 2 sottofamiglie:sottofamiglie[6]:

Taxon Generi
Sottofamiglia Botiinae
Chromobotia macracanthus Bleeker.jpg
Ambastaia, Botia, Chromobotia, Leptobotia, Parabotia, Sinibotia, Syncrossus, Yasuhikotakia
Sottofamiglia Cobitinae
Lepidocephalus macrochir Bleeker.jpg
Acanthopsoides, Acantopsis, Bibarba, Canthophrys, Cobitis, Iksookimia, Kichulchoia, Koreocobitis, Kottelatlimia, Lepidocephalichthys, Lepidocephalus, Microcobitis, Misgurnus, Neoeucirrhichthys, Niwaella, Pangio, Paralepidocephalus, Paramisgurnus, Protocobitis, Sabanejewia, Theriodes

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Enrico Tortonese, Osteichthyes, Bologna, Calderini, 1975.
  2. ^ Lista delle specie presenti in Italia da Fishbase, su fishbase.us.
  3. ^ a b c (EN) Scheda della famiglia da Fishbase
  4. ^ *(EN) Lista delle specie da Fishbase
  5. ^ A. Corti N. Ferran, Il grande libro della pesca, Verona, Demetra, 2000.
  6. ^ (EN) Lista delle specie da Fishbase

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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