Citazionismo

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Citazionismo, è la corrente artistica nota anche come Appropriation Art, che teorizzava un ritorno alla manualità, all'uso dei colori della pittura dopo anni di dominazione dell'arte concettuale. Il periodo di riferimento più importante per il movimento, sul piano internazionale fu probabilmente il 1925, quando si tenne una mostra d’arte a Mannheim dedicata alla Nuova oggettività.

In Italia è stato il 1984, anno in cui la corrente artistica delineatosi tra la fine degli anni settanta e primi anni ottanta del Novecento denominata Anacronismo ha avuto la sua consacrazione alla Biennale di Venezia, come una delle più tipiche espressioni della cultura postmoderna.

Tramontata ogni illusione di lineare progresso storico, caduto il mito dell'Avanguardia, svanita l'aura dell'Opera, soppiantata dalla sua riproduzione tecnica (Jean Baudrillard), Il Citazionismo si basa sull'idea - tarda e manieristica variante del principio di montaggio, tipico della modernità e dei modernismi - che sia possibile misurarsi con l'intero bagaglio della tradizione artistica senza più distinzioni diacroniche o gerarchiche.

Ebbe punti di contatto più o meno marcati con il realismo, il neoclassicismo, l’espressionismo, il dadaismo e il surrealismo. Oltre a citare liberamente stili e linguaggi del passato - come avviene soprattutto in campo pittorico, dai Nuovi Selvaggi tedeschi (Neuen Wilden) alla Transavanguardia e agli Anacronisti - alcuni autori si "appropriano" anche di opere altrui, problematizzando il rapporto tra copia e originale. È il caso di una delle più radicali interpreti di questa tendenza, l'artista statunitense Sherrie Levine, che rifotografa celebri foto di Walker Evans e Karl Blossfeldt, firmandole con il proprio nome o, in modo diverso, Mike Bidlo che "rifà" fedelmente capolavori del XX secolo, da Picasso a Duchamp.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

Il sostegno critico di Maurizio Calvesi, portò alla ribalta esponenti quali Alberto Abate (1946), Roberto Barni (1939), Ubaldo Bartolini (1944), Carlo Maria Mariani (1931), Paolo Bertocchi (1946), Lorenzo Bonechi (1955-95), Stefano di Stasio (1948), Paola Gandolfi e Omar Galliani (1954).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Flavio Caroli. Nuova Immagine / New Image. Milano: Mazzotta Ed, 1980.
  • Garzanti. L'Universale (Arte), voce "Citazionismo". Milano: Garzanti Libri, S.p.A., 2003.
  • Jean Baudrillard. La sparizione dell'arte, Politi, (1988)
  • Andrea Carnevali. Le "ali di Dio per Omar Galliani" in Vivarte, Urbino, 2014


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