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Ciampate del Diavolo

Coordinate: 41°19′57.12″N 14°01′28.48″E
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Ciampate del Diavolo
Impronte del Diavolo
Le Ciampate del Diavolo
Epoca350 000 anni fa circa
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
ComuneTora e Piccilli
Scavi
ArcheologoPaolo Mietto
Mappa di localizzazione
Map

Ciampate del Diavolo è un sito archeologico dove si conservano impronte umane fossili[1] che si trova in località Foresta[2] nel territorio comunale di Tora e Piccilli, nelle vicinanze del vulcano Roccamonfina, un vulcano spento ubicato in provincia di Caserta. Il sito delle Ciampate del Diavolo si trova all'interno del Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano.[3]

La tradizione popolare del luogo ha dato questo nome (che in dialetto significa "impronte del Diavolo") a tali orme perché solamente un demone avrebbe potuto camminare sulla lava ancora calda. Il nome, probabilmente, rappresentava anche un invito a tenersi a distanza da un luogo così irto e pericoloso il quale poteva attrarre persone incuriosite.[2]

Nessuno si è mai posto il problema della vera origine di quelle impronte, finché nel marzo 2003 un docente di stratigrafia dell'Università di Padova, Paolo Mietto,[N 1] si è recato di persona sul posto per controllare:[4] l'analisi ha rivelato che le impronte appartengono all'Homo heidelbergensis, ominide che viveva nella zona circa 350 000 anni fa.[5][6]

In base a tale datazione, erano considerate le impronte più antiche mai ritrovate di un ominide al di fuori dell'Africa, fino alla scoperta delle impronte di Happisburgh, in Inghilterra, nel 2013.[7]

Secondo la ricostruzione di Mietto, le impronte appartengono ad un gruppo di tre individui che, fra i 385 000 e i 325 000 anni fa, è sceso lungo il fianco della montagna, formato da fanghiglia calda.[4] Nei punti in cui si scivolava, gli ominidi si sono aiutati con gli arti superiori, lasciando infatti anche alcune impronte delle mani.[4] Probabilmente un vento secco ha asciugato velocemente il terreno, così da conservare nel tempo le impronte.[4]

Le 56 impronte, che misurano in media circa 10 cm per 20 (il che all'incirca corrisponde all'odierna misura 36), lasciano presumere un'altezza di circa 160 cm (statisticamente l'altezza più probabile associata a quella taglia del piede).[4]

Le orme si dispongono in totale su tre piste:[4]

  • pista A: lunga 13,40 m: 27 impronte a zig-zag
  • pista B: lunga 8,60 m: 19 impronte rettilinee
  • pista C: lunga 9,98 m: 10 impronte
Annotazioni
  1. ^ Due giovani con la passione per la paleontologia hanno contattato Paolo Mietto dell'Università di Padova.
Fonti
  1. ^ Adolfo Panarello e Paolo Mietto, Tora e Piccilli (Campania) - Le Ciampate del Diavolo, su paleoitalia.it.
  2. ^ a b Le Ciampate del Diavolo, su mediovolturno.guideslow.it, 5 Ottobre 2021.
  3. ^ Mariachiara Zaffani, Lo scavo paleontologico: il caso del sito delle “Ciampate del Diavolo” a Roccamonfina (Ce), 2011. URL consultato il 21 luglio 2025.
  4. ^ a b c d e f Mietto, Avanzini, Rolandi, Nature, 2003.
  5. ^ Marco Angelillo, Ciampate del Diavolo, sulle orme dei primi italiani: il più antico sentiero preistorico, su repubblica.it, 13 ottobre 2017. URL consultato il 20 gennaio 2025.
  6. ^ Ciampate del diavolo, su icacciagalli.it.
  7. ^ Le orme umane più antiche d'Europa, su lescienze.it. URL consultato il 20 gennaio 2025.

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