Chiesa di Santa Maria di Gagnano

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Chiesa di Santa Maria di Gagnano
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàSansepolcro
ReligioneCattolica
TitolareMaria
Diocesi Arezzo-Cortona-Sansepolcro
CompletamentoXIII secolo

La chiesa di Santa Maria di Gagnano, già dei santi Pietro e Paolo, si trova in Toscana, a Sansepolcro in provincia di Arezzo, in frazione Basilica, nell'ultimo lembo di campagna toscana, al confine con l'Umbria.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Una prima informazione risale al 1362 quando, il 29 ottobre, Lisgio del fu Ranaldo di Mazzarino di Sansepolcro dispone che sia consegnato all’abate di Sansepolcro un libro nel quale sono registrate le somme ottenute con l’usura e che sia acquistata una campana del peso di 80 libre per la chiesa di Mandrelle e che venga restituita alla chiesa di Gagnano la campana che lui detiene come pegno e che è di proprietà della chiesa[1]. Nel 1398 è indicata con il titolo di Sant'Angelo[2]. Nel 1406 ne è rettore Lorenzo Carsidoni, appartenente a una delle maggiori famiglie di Sansepolcro[3] al quale, nel 1417, succede il monaco camaldolese Giovanni di maestro Bartolo da Perugia[4].

Inesorabilmente destinata al crollo, è stata completamente ristrutturata nel 2004 dagli attuali proprietari, tanto da rientrare a far parte del Piano Strutturale del Comune di Sansepolcro tra "le aree di tutela paesistica delle strutture urbane, degli aggregati di maggiore e minore valore urbanistico-paesistico, delle ville e degli edifici specialistici antichi". Nel maggio 2010 l'opera è stata completata con il restauro conservativo dell'affresco dietro all'altare, eseguito dal noto pittore biturgense, Stefano Camaiti.

Ogni anno nella chiesetta, in occasione della ricorrenza dei santi Pietro e Paolo, il 29 giugno, viene celebrata la Messa.

La chiesetta è così descritta da Ercole Agnoletti nel suo libro Viaggio per le valli altotiberine toscane, del 1979:

«La chiesetta faceva parte del castello di Gagnano, i cui abitanti scesero al Borgo appena questo incominciò ad ingrandirsi. In un tempo, cioè, che va dal XII al XIII secolo.
Nel 1499 apparteneva alla pieve di San Giustino, dalla quale fu divisa nel 1515 quando fu eretta la nuova diocesi di Sansepolcro, di cui incominciò a far parte. In quell'anno il suo beneficio fu annesso al capitolo della cattedrale per la fondazione di un canonicato.
La visita pastorale del 1635 dice che in questa chiesa veniva celebrata la Messa una volta all'anno, certamente per la festa dei Santi protettori. E così è sempre stato in seguito. Nel 1649 sull'unico altare vi era una tela molto lacera, raffigurante gli apostoli Pietro e Paolo. Dietro di essa, sulla parete, era dipinta la Vergine coi Santi Sebastiano e Rocco. Forse, allora, fu tolta la tela e lasciata in venerazione l'immagine affrescata. Così, col tempo la chiesa è stata volgarmente chiamata di S. Maria, specialmente quando fu dimenticata dai vescovi nelle loro visite. Ciò è successo dopo l'anno 1649.
(Da notare che nel 1840, sempre in località Gagnano, fu benedetto un oratorio pubblico, eretto da Giuseppe Gennaioli, adiacente alla casa padronale col titolo di Santa Maria Coronata in Cielo).»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Firenze, Archivio di Stato, Notarile antecosimiano, 16187, c. 164v.
  2. ^ Firenze, Archivio di Stato, Notarile antecosimiano, 7119, c. 3725r.
  3. ^ Firenze, Archivio di Stato, Notarile antecosimiano, 7124, c. 64rv.
  4. ^ Firenze, Archivio di Stato, Notarile antecosimiano, 7139, 1417 dicembre 1.