Chiesa di Santa Maria dello Stradone
| Chiesa di Santa Maria dello Stradone detta Madonnetta | |
|---|---|
| Stato | |
| Cantone | Canton Ticino |
| Località | Lugano |
| Coordinate | 46°00′42.7″N 8°57′24.44″E |
| Religione | cattolica di rito romano |
| Titolare | Maria |
| Diocesi | Lugano |
| Stile architettonico | tardobarocco |
| Inizio costruzione | 1725 |
| Completamento | 1846 |
La chiesa di Santa Maria dello Stradone, nota come Madonnetta, è un luogo di culto cattolico situato nel quartiere di Molino Nuovo a Lugano. L'edificio è legato alla storia della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù e, in epoca recente, ospita anche le celebrazioni della comunità cristiana ortodossa su concessione della Diocesi di Lugano.[1][2]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Origini e fondazione (XVIII secolo)
[modifica | modifica wikitesto]Secondo la tradizione locale, una prima cappella votiva con immagine mariana sorse lungo lo "stradone" extraurbano, luogo di passaggio verso il Ceresio. La crescita della devozione portò all'edificazione, tra il 1725 e il 1726, di una piccola chiesa in stile tardo barocco, promossa dal clero luganese e sostenuta dai fedeli della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù (eretta nel 1747).[3][4]
Rimaneggiamenti ottocenteschi (1846)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1846 l'edificio fu rinnovato e ampliato dal capomastro Giuseppe Fraschina, con l'aggiunta di un portico in ordine tuscanico sul prospetto e con interventi puntuali agli interni, mantenendo tuttavia l'impianto originario di piccola aula a navata unica.[5][6]
Uso devozionale e funzioni condivise (XX-XXI secolo)
[modifica | modifica wikitesto]Nel Novecento la Madonnetta ha continuato a essere riferimento devozionale per il quartiere, in relazione anche alla vicina basilica del Sacro Cuore di Gesù (consacrata nel 1927). In anni recenti la chiesa è stata concessa per le celebrazioni della comunità ortodossa, mantenendo contestualmente il culto cattolico, con una gestione concordata dalla parrocchia di Lugano.[7]
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Esterno
[modifica | modifica wikitesto]Il fronte principale è preceduto dal portico tuscanico aggiunto nel 1846, che funziona da filtro d'ingresso verso l'aula. Le murature sono intonacate e scandite da aperture regolari; il lessico è sobrio, con cornici semplici e una piccola vela campanaria sul tetto, in linea con la tipologia delle chiese devozionali extraurbane del Settecento ticinese.[8]
Interno e opere
[modifica | modifica wikitesto]L'interno, a unica navata, conserva arredi e dipinti legati alla devozione mariana e al culto del Sacro Cuore di Gesù. La bibliografia storico-artistica segnala committenze e presenze di maestranze attive nella regione tra Sette e Ottocento (tra cui l'ambito dei Bianchi da Velate), con interventi decorativi pittorici e d'altare riconducibili alla prassi tardobarocca locale.[9][10][11]
Tutela
[modifica | modifica wikitesto]La Madonnetta è iscritta nell'Inventario svizzero dei beni culturali del Canton Ticino e oggetto di tutela storica a livello cantonale; la documentazione tecnica e le schede storico-architettoniche sono conservate presso l'Ufficio dei beni culturali del Cantone Ticino.[12]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Chiesa della Madonnetta e Basilica del Sacro Cuore, su Città di Lugano. URL consultato il 10 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2018).
- ^ Storia della Confraternita del Sacro Cuore, su Parrocchia di Lugano. URL consultato il 10 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2021).
- ^ Storia della Confraternita del Sacro Cuore, su Parrocchia di Lugano. URL consultato il 10 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2021).
- ^ AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, pp. 315–316.
- ^ Inventario dei beni culturali: Chiesa di Santa Maria dello Stradone (Madonnetta), su Repubblica e Cantone Ticino – Ufficio dei beni culturali. URL consultato il 10 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2013).
- ^ Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza–Lugano, Edizioni Trelingue, 1980, p. 268.
- ^ Chiesa della Madonnetta e Basilica del Sacro Cuore, su Città di Lugano. URL consultato il 10 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2018).
- ^ AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, pp. 315–316.
- ^ Franco Cavallero, La Confraternita del Sacro Cuore e la chiesina della Madonnetta. Nel 250.mo della Confraternita, Pregassona, La Buona Stampa, 1996.
- ^ Simonetta Coppa, Pittura a Como e nel Canton Ticino dal Mille al Settecento, a cura di Mina Gregori, Milano, Skira, 1994.
- ^ Mariusz Karpowicz, Bianchi da Velate in S. Antonio di Lugano. Una nuova interpretazione iconografica, in Arte&Storia, n. 43, 2009.
- ^ Inventario dei beni culturali: Chiesa di Santa Maria dello Stradone (Madonnetta), su Repubblica e Cantone Ticino – Ufficio dei beni culturali. URL consultato il 10 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2013).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Silvano Colombo, Francesco Maria Bianchi, in Dizionario Biografico degli Italiani, X, Roma 1968.
- Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza–Lugano 1980, p. 268.
- Simonetta Coppa, Francesco Maria Bianchi, in Mina Gregori (a cura di), Pittura a Como e nel Canton Ticino dal Mille al Settecento, Milano 1994.
- Franco Cavallero, La Confraternita del Sacro Cuore e la chiesina della Madonnetta. Nel 250.mo della Confraternita, La Buona Stampa, Pregassona 1996.
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, pp. 315–316.
- Mariusz Karpowicz, Bianchi da Velate in S. Antonio di Lugano. Una nuova interpretazione iconografica, in Arte&Storia, anno 8, n. 43, aprile–giugno 2009, Edizioni Ticino Management S.A., Lugano 2009.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 240093422 |
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