Chiesa di Santa Maria della Salute (Napoli)

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonima chiesa di Venezia, vedi Basilica di Santa Maria della Salute.
Chiesa di Santa Maria della Salute
Santa Maria Salute Napoli.JPG
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneCampania
LocalitàNapoli
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMaria
Arcidiocesi Napoli
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzioneInizio XVI secolo

Coordinate: 40°51′18.6″N 14°14′16.82″E / 40.855166°N 14.238006°E40.855166; 14.238006

Onofrio Palumbo, Annunciazione, 1641, olio su tela, cm 200x245, Napoli, chiesa di Santa Maria della Salute

La chiesa di Santa Maria della Salute è un luogo di culto di Napoli, sito nella zona dell'Arenella.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu edificata per essere impiegata come cappella di un convento di monaci (si pensa di Frati cappuccini), complesso abbandonato intorno al 1534 per cause riconducibili al crollo di un solaio.

Successivamente, tra il 1565 e il 1586, il convento venne ripristinato e messo a nuovo per mano dei Complateari della Concezione dei Cappuccini. Inizialmente affidato a delle monache, nel 1608 il convento passò di mano ai Frati agostiniani e, poi, tra il 1611 e il 1621, ai Frati francescani, grazie a un manoscritto.

In seguito, passò ai padri della chiesa di San Giovanni a Carbonara, ma anche quest'ordine religioso durò poco tempo.

Il 25 gennaio 1621 i fratelli Ruperto e Marco Pepe, Benigno e Ruperto Ruperti, assieme ad alcuni Complateari presentarono all'arcivescovo di Napoli una supplica affinché il complesso fosse affidato ai Francescani Minori Riformati della Croce di Palazzo; questi, durante gli anni successivi, modificarono ed ampliarono la struttura, da cui furono espulsi il 17 aprile 1865.

Il convento divenne un complesso abitativo, dapprima comprato dal commendatore Raffaele Raya e in seguito donato all'Ospedale dei Pellegrini a Napoli. Oggi questo complesso è stato racchiuso in una villa che prende nome dal commendatore, ovvero Villa Raya.

Dal 1865 ad oggi la chiesa è impiegata principalmente per funzioni religiose.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, formata da una sola navata, ha subito vari rimaneggiamenti che le hanno sottratto parte della bellezza originaria. Essa era arricchita da varie statue raffiguranti i santi Francesco, Nicola, Girolamo, Agata e Lucia, gli evangelisti, l'eterno Padre e vari puttini.

Sull'altare maggiore erano posizionate le statue della Vergine della Salute e dei santi Pietro e Paolo. Dietro all'altare era locata tra le varie sepolture una pregevole tomba dei Navarretto marchesi della Terza. Nell'abside era presente anche una tela raffigurante la Vergine con San Francesco, Sant'Antonio e due sante, forse della scuola di Massimo Stanzione. Ulteriori affreschi erano conservati nelle cappelle.

Nonostante tutto, sono ancora da ammirare le due cappelle di destra con affreschi, stucchi e marmi barocchi, ciò che resta delle opere di Tommaso Malvito, le antiche epigrafi e gli altari in marmi policromi. Di Onofrio Palumbo sono le due tele dell' Annunciazione e della Nativita, mentre la tavola con la Vergine della Salute è attribuita a Girolamo Imparato.

Appena entrati ci si ritrova in un atrio. A destra troviamo la tomba di Carolina Grasso e a sinistra c'è un crocifisso ligneo. Ai lati del portoncino che conduce alla navata, ci sono due statue di taglia media che raffigurano Sant'Antonio di Padova e San Francesco d'Assisi. Appena entrati ci sono le prime due cappelline: quella a sinistra è dedicata a Sant'Antonio di Padova, che conduce all'ufficio parrocchiale, mentre a destra c'è uno dei tanti sarcofagi della famiglia Navarrete. Le cappelle successive sono dedicate alla Madonna (a sinistra) e a San Giuseppe (a destra). Prima dell'altare e del presbiterio, ci sono le ultime cappelle: a destra c'è il fonte battesimale e a sinistra c'è la cappella di San Francesco d'Assisi.

Sia la cappella della Madonna, sia il presbiterio c'è un accesso che conduce alla sacrestia

Nel marzo 2010 sono cominciati i lavori di restauro per consolidare le murature, dopo che alcune crepe si erano aperte sul soffitto.

L'associazione Pietre Vive alla Salute[modifica | modifica wikitesto]

Da qualche anno a questa parte, alcuni fedeli della chiesa hanno fondato l'associazione "Pietre Vive alla Salute", un'associazione che si concentra sull'informazione della parrocchia. Grazie a questa associazione, nel 2009 sono riusciti a scrivere e pubblicare un libro che s'intitola "La Salute-dall'Infrascata alle Due Porte".

Questo libro si concentra sulla zona di Materdei, e descrive l'omonimo quartiere partendo dall'Infrascata (Via Salvator Rosa) e arriva al quartiere delle Due Porte.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]