Chiesa di Santa Maria dell'Angelo

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Chiesa di Santa Maria dell'Angelo
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
LocalitàFaenza
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Faenza-Modigliana
Consacrazioneignoto
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1621
Completamento1646

Coordinate: 44°17′10.11″N 11°52′46.87″E / 44.286143°N 11.879685°E44.286143; 11.879685

La chiesa di Santa Maria dell'Angelo è un luogo di culto di Faenza.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Venne fondata dai Gesuiti (in particolare la prima pietra fu posta il 21 aprile) nel 1621 incorporando la chiesa di S. Cassiano. Viene chiamata anche Santa Maria Nuova per distinguerla dalla chiesa di Santa Maria ad Nives.

La costruzione della chiesa è stata lunga e difficoltosa soprattutto per quanto riguarda la facciata, rimasta incompiuta nelle due parti tuttora di mattoni grezzi dentati (che avrebbero dovuto essere ornate rispettivamente da un timpano sommitale ed uno sovraporta), e la cupola, per la quale, nel 1646, fu interpellato l'architetto Ercole Fichi, che prese il posto dell'architetto romano Girolamo Rainaldi.

L'interno presenta un ambiente di stampo gesuitico, dotato di un'unica navata con volte a botte. Sono presenti cappelle laterali ed un transetto sormontato da una cupola. Di grande interesse il fatto che la chiesa contenga opere d'arte quali gli obelischi posti ai lati dell'altare maggiore e la pala del '500 che da il nome alla chiesa (di attribuzione ignota). L'altare è stato realizzato su disegno di Padre Virgilio Spada unitamente al Borromini. Vi sono, fra le altre, le tombe della famiglia Spada, dei Conti Pasi, dei Conti Milzetti e dei Conti Mazzolani.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa contiene varie opere, fra cui la pala di Giampietro Zanotti Cavazzoni intitolata San Francesco Regis e San Giuseppe. L'artista, conosciuto per essere teorico e storiografo dell'arte bolognese, afferma che gli fu commissionata da padre Gregorio Maria Gabelotti. Un'altra pala che si trova nella cappella sinistra è l'Apparizione della Madonna a Sant'Ignazio di Loyola fatta da Tommaso Missiroli. Nell'opera, dal tono molto luminoso, viene raffigurata la Madonna che è rivolta al Santo che sorregge tra le braccia Gesù bambino. Presso l'altare maggiore è presente la Madonna dell'Angelo ad opera di Sigismondo Foschi. L'opera è una copia di quella che era presente nella chiesa di Santa Maria Vecchia. Fu portata qui il 20 febbraio 1778. Rispetto al suo stile presenta un maggiore arcaismo, forse spiegabile per il fatto che si rifà ad un'opera più antica; lo sfumato appare meno pastoso, i panneggi delle vesti sono più rigide e le fisionomie dei personaggi appaiono differenti rispetto a quelle classiche del pittore. Nella cappella destra è presente San Francesco Saverio predica alle folle. L'opera risulta molto interessante per la luminosità della gamma cromatica.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Zanotti, Storia dell'Accademia Clementina, Bologna 1793, II, P. 151
  • G. M. Valgimiglia, Memorie Storiche di Faenza, Ms 62-I, Biblioteca Comunale di Faenza, sec. XIX metà, vol. 17, fasc. 85, p. 85
  • A. Corbara, Scheda per la Soprintendenza di Bologna, 1792
  • R. Roli, Pittura Bolognese 1650-1800. Dal Cignani ai Gandolfi, Bologna 1977, p.299
  • A. Ottani Cavina e R. Roli, Commentario alla "Storia dell' Accademia Clementina" di G. P. Zanotti (1739)
  • M. Oretti, Pitture nella città di Faenza descritte da Marcello Oretti nell'anno 1777
  • L. Lanzi, Storia Pittorica della Italia, Bassano 1789, ed. cons. Firenze 1974, X, p.88
  • G. Giordani, Notizie artistiche di Romagna (Faenza, Cesena, Forlì)
  • Notizie diverse sulle pitture esistenti in Faenza
  • G. M. Valgimigli, Tommaso Missiroli pittore detto il Villano