Chiesa di Santa Margherita (Bisceglie)

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Bisceglie.

Chiesa di Santa Margherita
Chiesa di Santa Margherita Bisceglie.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegionePuglia
LocalitàBisceglie
ReligioneCattolica
Arcidiocesi Trani-Barletta-Bisceglie
Stile architettonicoromanico
Inizio costruzioneXII secolo

Coordinate: 41°14′23.46″N 16°30′15.43″E / 41.23985°N 16.504286°E41.23985; 16.504286

La chiesa di Santa Margherita, è un luogo di culto cattolico in stile romanico di Bisceglie, edificato nel XII secolo fuori dalle mura cittadine, in strada Margherita.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Margherita

La data di costruzione della chiesa, supportata da un antico documento[1], risale all'anno 1197.
Il piccolo tempietto, dedicato a santa Margherita di Antiochia, rappresenta un “attestato di gratitudine” da parte del suo fondatore, Falco, giudice della Curia Imperiale, ruolo prestigioso che verrà rivestito da personaggi come Pier della Vigna o come Taddeo di Sessa.
Questo monumento, assai raro per la conservazione inattaccata dalla progressione dei secoli, originariamente insisteva su un suolo cintato ma di dimensioni più ampie rispetto a quelle attuali.
Gli ultimi lavori di restauro sono terminati nel 2002.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, innalzata in ottima pietra da taglio a corsi disuguali, rappresenta un raffinato modello di architettura romanico pugliese.
La semplice facciata a capanna a paramento liscio presenta un portale lunato a doppia ghiera sovrastato da un oculo, originariamente traforato. Il timpano di facciata, coronato da una teoria di archetti rampanti, incornicia una rosa scolpita con le iniziali della Santa, titolare del tempio. L'esterno presenta, oltre al timpano di facciata, anche i timpani di testata laterale e della parte absidale.
La pianta è a croce greca contratta.[2] La navata del tempio, su cui si imposta nella parte centrale all'incrocio con i bracci una cupola su pennacchi, è conclusa ad est da un'abside semicircolare. All'interno di essa vi è un baldacchino a due colonne su leoni romanici.
Il tetto presenta una copertura piramidale che nasconde l'estradosso della cupola. Esso è a “chiancarelle”, piccole lastre di pietra calcarea locale.
L'elegante apparato ornamentale della chiesa, distribuito con parsimonia, è leggermente accentuato sulla testata orientata a nord con l'Agnus dei e alcune mensole di imposta alla cornice di archetti che concludono il timpano.
Sempre sul fianco esterno orientato a nord sono addossati tre sepolcri[3] realizzati da alcuni dei più noti maestri pugliesi del XIII secolo: Facitolo da Bari e Anseramo da Trani.
Il primo sepolcro, incompleto, con la figura giacente di un guerriero è dedicato a Basilio e Mauro Falconi.
Il secondo, dedicato a Riccardo Falconi e realizzato da Facitolo da Bari, presenta un ricco baldacchino finemente ornato e traforato risale al 1220.[4] Il terzo è destinato ai bambini dei Falconi, realizzato da Anseramo da Trani nel 1246, ha un baldacchino ad arco trilobato poggiante su due colonne.
All'interno della chiesa vi sono lapidi iscritte che trasmettono la memoria dei personaggi qui sepolti, come Riccardo, Mauro e Basilio Falconi[5], dell'abate Giacomo, e vi è, inoltre, una iscrizione del 1136 proveniente dalla chiesa di San Fortunato, ormai scomparsa.
L'interno è suddiviso in tre navate con doppio portico, per mezzo di colonne che sorreggo archi a tutto sesto. La navata centrale è coperta a capriate, mentre quelle laterali sono coperte da volte a vela.
A corredo della chiesa venne realizzata, nel XIII secolo, una tavola raffigurante le eroiche imprese e le virtù di Santa Margherita che si mostra con le mani alzate in atto di preghiera[6]. Attualmente la tavola è conservata presso la Pinacoteca metropolitana di Bari. Il tempio fu corredato di altre due tavole, di cui una raffigurava San Nicola di Bari e l'altra una Madonna col bambino.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ”Esiste la trascrizione di un documento...datato il 12 gennaio 1197, nel tomo settimo dell'opera corposa Italia Sacra, ovvero dei Vescovi d'Italia ed isole adiacenti, composto tra il 1642 ed il 1648 dall'erudito abate cistercense Ferdinando Ughelli di Firenze. Si tratta dell'atto di donazione dei beni di varia natura con i quali Falco, giudice della Curia Imperiale, figlio di Giovanni, giudice della città di Bisceglie, corredava la chiesa che aveva appena fatto edificare ...[...nell'anno 1197...io, Falco, Giudice della Curia Imperiale, figlio di Giovanni, giudice della città di Bisceglie, desiderando dotare la Chiesa della Beata Margherita Vergine e preziosissima Martire, che a mie spese feci edificare presso il muro della stessa città, alla presenza del reverendo Signor Vescovo Bisanzio e Rodollonio, alla presenza inoltre del Giudice Sarnaro figlio di Petracca e di molti altri probi viri...]. Così riporta Margherita Pasquale, in DALLA CHIESA DI SANTA MARGHERITA SEC XII, pag. 8, ed. Comune di Bisceglie, 2002
  2. ^ “tipologia diffusa nel bacino orientale del Mediterraneo e che nell'agro di Bisceglie si riscontrava anche nella piccola chiesa di Ognissanti del casale di Pacciano”, così scrive Margherita Pasquale in DALLA CHIESA DI SANTA MARGHERITA SEC XII, pag. 9, ed. Comune di Bisceglie, 2002
  3. ^ ”I sepolcri della famiglia Falcone, presentano un aspetto singolare per l'arte. Sono lavorati di pietra tufacea, ma con eleganze di forma ed intaglio; e noi, sia per la materia, sia per la forma, non conosciamo altri simili ad essi nell'Italia meridionale, e solo potrebbero far loro riscontro gli avelli di marmo della chiesa di San Lorenzo in Napoli che sono posteriori di due secoli”, così scrive Demetrio Salazaro in PUGLIA MEDIEVALE, pag. 72, Capone Editore, Lecce, 1998
  4. ^ ”Ricorda nella fattura le tombe degli Angioini in Santa Chiara a Napoli”, indicazione fornita dal critico d'arte ing. F. Vinaccia e raccolta da Mario Cosmai in BISCEGLIE GUIDA TURISTICA, ed. Levante, Bari, 1980
  5. ^ ”HIC IACET ANTE POTENS RICCARDUS ET INCLITUS EVO – FLORIDUS AT MORTIS PERCUSSUS FULMINE SEVO – DIVUS ERAT QUONDAM PULCHER VIRTUTE REPLETUS – NUNC CINIS ET NUNQUAM TERRENIS AMODO LETUS – QUI VOLET HIC IGITUR PULCHERRIMA CERNERE BUSTA – DET PRO DEFUNCTIS SUA CORDE PRECAMINA IUSTA”
  6. ^ ”al pari della Vergine nell'abside di Cefalù e di quella, di più remota età, nel Vescovato di Ravenna.”, Demetrio Salazaro, PUGLIA MEDIEVALE, pag. 74, Capone editore, Lecce, 1998

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Cosmai, Storia di Bisceglie, ed. Il Palazzuolo, Molfetta, 1960
  • Mario Cosmai, Bisceglie – guida turistica, ed. Levante, Bari, 1980
  • Margherita Pasquale, Dalla Chiesa di Santa Margherita sec. XII, ed. Comune di Bisceglie, Molfetta, 2002
  • Demetrio Salazaro, Puglia Medievale, ed. Capone, Lecce, 1998

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]