Chiesa di San Martino (Careno)

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Chiesa di San Martino
Chiesa di San Martino a Careno, Nesso 03.jpg
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàNesso
ReligioneCattolica
TitolareSan Martino
Diocesi Como

Coordinate: 45°53′44.27″N 9°09′13.36″E / 45.89563°N 9.15371°E45.89563; 9.15371

La chiesa di San Martino è un edificio religioso di origine medievale di Careno, frazione del comune di Nesso sul Lago di Como, situato quasi a picco sul lago.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene non sia possibile risalire all'anno di fondazione della chiesa, è certa la sua esistenza antecedente il 1184, anno di datazione di un documento a firma di papa Lucio III dove viene citata per la prima volta. Fu chiesa parrocchiale della frazione di Careno fino alla metà del XVII secolo, quando fu eretta la chiesa della Beata Vergine Assunta a cui fu trasferito il beneficio parrocchiale.

Architettura e apparato decorativo[modifica | modifica wikitesto]

L'accesso all'edificio avviene attraverso un una porta sulla facciata settentrionale che conduce a un portico con affaccio sul lago, a ovest. Il lato occidentale è caratterizzato anche da un'apertura circolare e resti di affreschi non più leggibili. Il campanile, anch'esso posto sul lato verso il lago, presenta una morfologia tipica dell'architettura romanica con feritoie, monofore e bifore, mentre la parte sommitale è un'aggiunta di epoca più recente.

La chiesa, anch'essa in stile romanico[1], presenta una pianta presenta un'aula a navata unica con copertura a volta a crociera e terminante con un presbiterio rettangolare, separato dall'aula attraverso un arco a sesto ribassato. L'apparato pittorico è di epoca cinquecentesca, rimasta coperta da strati di intonaco per lungo tempo: oggi è visibile e riveste le pareti del presbiterio, con una Crocifissione tra due santi e Sant'Antonio abate, e i costoloni della volta della navata, ornati da motivi floreali.

L'arco che separa aula e presbiterio è decorato con tre ovali all'interno dei quali sono raffigurate le figure dell'Annunciazione (Angelo annunciante, Vergine annunciata e Dio Padre).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ RomaniCOMO, su www.romanicomo.it. URL consultato il 23 marzo 2020.

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