Chiave (meccanica)

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Chiavi di manovra a forchetta e combinate

La chiave è un utensile utilizzato in meccanica per ruotare dadi e bulloni o altri oggetti, in modo da stringerli o allentarli.

È costruita di solito in lega di acciaio e può essere metrica oppure anglosassone a seconda che le sue misure siano espresse in unità metriche (di solito millimetri) oppure imperiali (di solito pollici).

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Questo tipo di utensili fu molto importante durante la rivoluzione industriale; notizie riguardo alla brevettazione ufficiale si hanno nel 1835, quando il primo depositario fu negli USA Solymon Merrick,[1] la prima versione regolabile - detta anche chiave inglese poiché inventata in Inghilterra - venne inventata nel 1842 dal'ingegnere britannico Richard Clyburn, ma brevettata dallo svedese Johan Petter Johansson e commercializzata dall'impresa svedese Bacho nel 1892, di poi la Cooper Tool Company iniziò a distribuirne col marchio Crescent.[2]

Parallelamente vennero create diverse versioni tra cui la “monkey wrench” attribuita a Charles Moncky nel 1858, e la “Stillson pipe wrench” brevettata dallo statunitense Daniel Chapman Stillson nel 1870.[3]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Le chiavi si presentano in molte varianti e configurazioni, a seconda delle modalità di utilizzo a cui sono destinate. Una generale distinzione è tra:

  • chiavi fisse: la misura dell'apertura della bocca della chiave è fissa, e quindi può servire a trattare solamente una misura di dadi, ma in modo più preciso;
  • chiavi regolabili: l'apertura della bocca può essere variata tramite opportuni meccanismi, in modo da adattarsi ad una gamma di misure.

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

Chiavi ad apertura fissa[modifica | modifica wikitesto]

Chiave a forchetta doppia
Chiave ad anello
Chiave combinata
Chiave a T
Chiave a tubo
Chiavi a pipa
  • Chiave a forchetta: si presenta con una o entrambe le estremità a forma di U creando una apertura a lati paralleli. Nel primo caso si definisce a "forchetta semplice" mentre nel secondo a "forchetta doppia". La chiave a "forchetta semplice" può essere utilizzata manualmente o, se rinforzata ovvero maggiorata nello spessore, con l'ausilio di utensile a percussione, mazzetta o martello. Le estremità delle chiavi a "forchetta doppia" possono avere la stessa dimensione, ed in questo caso le due facce saranno inclinate a gradazione diversa, normalmente 15° e 75°, oppure dimensioni diverse, con facce entrambe inclinate a 15°, normalmente diversificate a passi di 1 mm a partire dalla misura del 6 e a passi di 2 o 3 mm dal 20 in poi.
  • Chiave ad anello o chiuse: come sopra ma con estremità ad anello anziché a becco. L'interno dell'anello è di forma esagonale oppure quadrata, la torsione è esercitata sull'intera faccia dei dadi e bulloni, nel caso della chiave quadrata si usano solo due facce. È preferibile la versione che esercita la forza torcente su tutte le facce anziché su due, perché permette di trasmettere maggior coppia e di preservare gli spigoli della bulloneria, la chiave quadra viene usata principalmente per dadi quadrati.
  • Chiave a stella o poligonale: come sopra ma l'interno dell'anello ha forma stellare (di solito a dodici vertici), la torsione è esercitata sugli spigoli delle facce dei dadi e bulloni. Questa configurazione rispetto all'anello permette inserimenti più facili e angolati.
  • Chiave combinata: chiave che presenta alle estremità due forme diverse, ad esempio una a becco e una a stella, di solito di egual misura.
  • Chiave per raccordi: come la chiave a doppio anello, ma gli anelli sono tagliati per consentire la presa di dadi con tubi di raccordo.
  • Chiave a Z: chiave a doppio anello poligonale con le estremità piegate a forma di Z.
  • Chiave a T: chiave con lunga impugnatura e asta di manovra disposta a T rispetto all'impugnatura, termina con una bussola spesso snodata. È la classica chiave per le candele delle automobili.
  • Chiave a tubo: a forma di tubo con una o ambo le estremità di forma esagonale o poligonale, talvolta con una molletta anulare di ritenuta che sostiene il dado durante l'asporto. Si ruotano con l'ausilio di una barretta di acciaio infilata nell'apposito occhiello, oppure con il cricchetto a innesto quadro se una delle due estremità termina con attacco quadro maschio.
  • Chiave a pipa: come la chiave a tubo ma ripiegata a 90° e con ambo le estremità della stessa misura.
  • Chiave a cricchetto: con asta di manovra con meccanismo a cricchetto reversibile, permette di serrare se ruotata in un senso e di girare libera se ruotata nell'altro. Il verso di serraggio è selezionabile con una levetta oppure capovolgendo l'attacco quadro, disponibile nelle misure standard di 1/4" 3/8" 1/2" 3/4" 1".
  • Chiave dinamometrica: chiave a serraggio controllato, somiglia al cricchetto ma permette d'impostare la coppia di serraggio per ottenere il momento torcente adeguato. Si usa abbinata a vari utensili come inserti a forchetta, ad anello e a bussole.
  • Chiave per bombola del gas: è un tipo di chiave a forchetta che presenta quest'ultima posta su un piano più basso rispetto all'impugnatura, ed è utilizzata per stringere la ghiera esagonale che collega la bombola al riduttore di pressione.

Chiavi ad apertura variabile[modifica | modifica wikitesto]

Ne esistono di vari tipi, come quelle regolabili che dispongono di un becco aperto la cui dimensione può essere variata ruotando una vite di regolazione oppure aprendo completamente il becco e muovendo una slitta che può scorrere solo a becco spalancato. Quelle più comuni sono:

  • Chiave a pappagallo, presenta un becco parallelo molto usata per dadi di grandi dimensioni.
  • Chiave di Crescent, è dotata di un becco parallelo mobile che permette di regolare il fine dell'apertura ma non può esercitare molta forza di serraggio, tranne nei modelli più grandi.
  • chiave giratubi: è una chiave per forti serraggi, a becco zigrinato non parallelo, autoserrante. Si regola con una vite a lato dell'impugnatura. La forza di serraggio aumenta all'aumentare della torsione per motivi geometrici. Il suo uso più tipico è il serraggio di tubi e sbarre.
  • Chiave a catena: è una chiave atipica costituita da un'impugnatura a cui è fissata una catena che si tende all'aumentare della forza torcente applicata. È autoserrante e viene usata per oggetti grandi e di forma irregolare, come i filtri dell'olio delle automobili.
  • Chiave a nastro: simile alla chiave a catena, impiega un nastro di metallo al posto della catena.

Chiavi per bulloneria a presa incassata[modifica | modifica wikitesto]

Chiavi a brugola
  • Chiave esagonale: di solito ha forma a L ma esiste anche in versione con impugnatura a cacciavite, si usa per viti e bulloni a testa esagonale incassata. Molto comoda per viti di piccola misura e grani.
  • Chiave a Bristol: somiglia alla brugola classica ma il suo profilo non è esagonale bensì di forma più complessa.
  • Chiave a torx: chiave di origine statunitense per manipolare le viti del tipo omonimo, la cui introduzione sul mercato si deve alla società Textron, somiglia alla brugola classica ma il suo profilo è a forma di asterisco anziché esagonale. È in uso da una decina di anni.

Chiavi speciali[modifica | modifica wikitesto]

Una chiave giramaschi
  • Chiave giramaschi: chiave a doppia impugnatura con attacco a sezione quadra regolabile ruotando una delle impugnature. Si usa per ruotare i maschi per filettature interne. Esiste anche nella versione a T con cricchetto.
  • Chiave girafiliere: chiave a doppia impugnatura con attacco a sezione rotonda, di solito con due grani di fissaggio e chiavetta d'innesto. Si usa per ruotare le filiere per filettature esterne.
  • Chiave a scodella: utensile a forma di scodella con impugnatura centrale e bordo tassellato, usato per i filtri dell'olio delle automobili.
  • Chiave tiraraggi utensile usato per tendere i raggi delle ruote delle biciclette
  • Chiave a millerighe: costituita da una barra cilindrica con una estremità costituita da una rigatura a millerighe e l'altra dotata di impugnatura.
Chiave a dente
  • Chiave a dente o a gancio o a settore: a forma di semicerchio con un dente finale, alcune sono snodate al centro del semicerchio in modo da poter operare su più misure, per stringere o allentare le ghiere.
  • Chiave a perni o a compasso: nel caso di chiave tradizionale può essere una semplice barra con un'estremità provvista di due perni e un foro tra i due perni, oppure avere una forma a Y ed essere munita di due perni, in caso sia del tipo a compasso è composta da due aste rettilinee snodate da un lato e dall'altro muniti di perni, usate per alcune macchine utensili.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) First wrench was patented this day – This Day in Patent History, su patentyogi.com.
  2. ^ The History of the Crescent Wrench, su it.ecobuilderz.com.
  3. ^ Chiave Inglese, su s201843.blogspot.com.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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