Cesarea marittima

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Coordinate: 32°30′04.05″N 34°53′30.86″E / 32.501126°N 34.891905°E32.501126; 34.891905

Cesarea Marittima
Caesarea Keisarya Israel Theater Datafox.jpg
Teatro romano di Cesarea Marittima
Civiltà Civiltà romana
Utilizzo Città e porto
Epoca I secolo a.C.
Localizzazione
Stato Israele Israele
Distretto Haifa
Foto aerea delle attuali rovine della città di Cesarea. Sullo sfondo, la moderna città di Caesarea in Israele

Cesarea Marittima (in greco antico: Καισάρεια, Kaisáreia, in latino Caesarea ad mare) fu una città portuale fondata da Erode il Grande tra il 25 e il 13 a.C. sulla costa mediterranea nel regno di Giudea sotto protettorato romano. Fu chiamata Cesarea in onore di Cesare Ottaviano Augusto.[1][2] La città è conosciuta con molti nomi, tra cui, oltre a Cesarea Marittima, anche Cesarea di Palestina, Colonia Prima Flavia Augusta Caesariensis, Cesarea di Erode, Horvat Qesari, Kaisariyeh, Kessaria, Metropoli della provincia di Siria e Palestina, Migdal Shorshon, Qaisariya, Qaisariyeh, Qaysariyah, Qesari, Qisri, Qisrin. Essa porta lo stesso nome di molte altre città dell'era romana, tra cui Cesarea di Filippo sulle alture del Golan e Cesarea Mazaca in Cappadocia. La città era un emporio commerciale già all'epoca dei Fenici (IV secolo a.C.).

Nel 6 d.C. divenne la capitale politica e militare della provincia romana di Giudea (rinominata Syria Palaestina nel 135 d.C.) e vi risiedeva il procuratore e governatore romano.[1]

La città possedeva un porto molto grande con un molo che proteggeva gli attracchi da sud e da ovest. Sul porto si ergeva il tempio di Augusto e Roma, in posizione sopraelevata. Un doppio acquedotto portava l'acqua in città dalle sorgenti del monte Carmelo. I ruderi di un imponente anfiteatro sono ancora visibili oggi come resti del citato acquedotto. La città era fiorente e abitata da popolazioni di varia etnia, ebrei, greci, romani, samaritani. Fu molto ben descritta da Flavio Giuseppe nei suoi libri Guerra giudaica e Antichità giudaiche.

Secondo la tradizione cristiana degli Atti degli Apostoli, Pietro apostolo vi battezzò il centurione Cornelio, mentre Paolo di Tarso vi soggiornò sovente e vi fu imprigionato per due anni prima di essere trasferito a Roma.

Dopo la rivolta di Simon Bar Kokheba, Gerusalemme fu completamente distrutta e Cesarea divenne il centro della cristianità in Israele.

Nel III secolo Origene vi soggiornò a lungo fondandovi la scuola di teologia e annessa biblioteca, il cui testo più importante è la Storia Ecclesiastica, in 10 volumi. Vi scrisse la sua opera più famosa la Exapla. Eusebio vi fu arcivescovo tra il 315 e 318. Con il sostegno finanziario di Panfilo di Cesarea presbitero in Cesarea, la biblioteca divenne una delle più rinomate dei suoi tempi, conteneva più di 30.000 manoscritti. Gregorio Nazianzeno, Basilio Magno e Sofronio Eusebio Girolamo vennero a Cesarea per approfondire i propri studi. A Cesarea nacque Procopio, lo storico dell'imperatore Giustiniano. L'importanza del teatro è testimoniata da numerose citazioni di Flavio Giuseppe e degli Atti degli Apostoli; anche una fonte tarda(Descriptio Orbis Terrae IV sec. d.C.) cita Cesarea per i suoi attori.

Quando la provincia bizantina di Syria Palaestina venne divisa in tre parti alla fine del quarto secolo, Cesarea continuò ad essere capitale della Palaestina Prima.[1] La città cominciò a decadere dopo essere stata conqusitata dagli arabi,[1] che spostarono la capitale del distretto di Palestina (Filastin) da Cesarea a Lydda.

Nel teatro cittadino venne rinvenuta negli anni '60 del Novecento la famosa iscrizione di Pilato, che era stata reimpiegata come scalino.

Nei pressi delle antiche rovine di Cesarea Marittima è stata fondata la moderna città di Caesarea in Israele.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d CESAREA di Palestina, in Treccani.
  2. ^ Caesarea, in Encyclopaedia Britannica.

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