Cervus elaphus wallichii

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Cervo nobile del Tibet
Immagine di Cervus elaphus wallichii mancante
Stato di conservazione
Status none DD.svg
Dati insufficienti
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Famiglia Cervidae
Sottofamiglia Cervinae
Genere Cervus
Specie C. elaphus
Sottospecie C. e. wallichii
Nomenclatura trinomiale
Cervus elaphus wallichii
G. Cuvier, 1823

Il cervo nobile del Tibet (Cervus elaphus wallichii G. Cuvier, 1823), noto anche come shou, è una sottospecie di cervo nobile originaria delle regioni meridionali dell'altopiano del Tibet e del Bhutan.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Di questa sottospecie, gli studiosi hanno potuto descrivere accuratamente solo pochi esemplari maschi e nessuna femmina. Alcuni di questi, agli inizi del XX secolo, sono stati ospitati a Londra e in un piccolo zoo a sud di Lhasa. È di costituzione relativamente massiccia, con zampe corte e un grosso muso squadrato. Il mantello invernale è color marrone sabbia chiaro, al di fuori della faccia, che è grigiastra. Quello estivo è grigio ardesia. La grossa macchia bianca sul posteriore, al centro della quale spunta una breve coda, non è circondata da un margine scuro ben pronunciato, presente invece in altre sottospecie di cervo nobile, come il cervo del Sichuan. La popolazione che abita le regioni orientali dell'areale presenta una striscia scura lungo il dorso e rappresenta probabilmente quella che un tempo veniva descritta come sottospecie a parte, C. e. affinis, attualmente classificata quasi sempre in C. e. wallichii[1].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il cervo nobile del Tibet, insieme al cervo del Sichuan e al cervo nobile del Kansu, è una delle sottospecie più meridionali della divisione wallichii[2]. Vive nel Bhutan settentrionale e nel Tibet meridionale, dove la sua presenza è stata accertata nella Valle di Chumbi, vicino al confine col Sikkim, e nelle aree attorno al lago Manasarovar. È stato ritenuto estinto per molto tempo, fino a quando, nel 1988, non ne è stata riscoperta una piccola popolazione in Bhutan e nel Tibet sud-orientale. Probabilmente il suo areale originario comprendeva molte zone della vallata del corso superiore del Brahmaputra (Yarlung Zangbo), a nord della catena dell'Himalaya[1]. Nel corso di una spedizione del 1995 è stata scoperta una popolazione di circa 200 esemplari che sopravvive a nord dello Yarlung Tsangpo, nei pressi del villaggio di Zhenqi. Dal momento che questa è l'unica popolazione vitale di questo cervo, è in progetto l'istituzione di una riserva per proteggerla. Tracce di altre popolazioni relitte sono state trovate lungo il fiume Subansiri[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Valerius Geist: Deer of the World: Their Evolution, Behaviour, and Ecology, Stackpole Books, Mechanisburg PA 1998, ISBN 0-8117-0496-3
  2. ^ Ludt, Christian J.; Wolf Schroeder, Oswald Rottmann, and Ralph Kuehn. "Mitochondrial DNA phylogeography of red deer (Cervus elaphus)" (PDF). Molecular Phylogenetics and Evolution 31 (2004) 1064–1083. Elsevier. Archived from the original on 2008-03-09. Retrieved 2007-06-04.
  3. ^ George B. Schaller, Wulin Liua and Xiaoming Wang: Status of Tibet red deer. Oryx (1996), 30:269-274. online

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