Manasarovar

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Manas Sarovar
Yaks-Kailash-Manasarovar.jpg
Lago Manasarovar con Monte Kailash in distanza
Stato Cina Cina
Provincia Tibet
Coordinate 30°40′25.68″N 81°28′07.9″E / 30.6738°N 81.468861°E30.6738; 81.468861Coordinate: 30°40′25.68″N 81°28′07.9″E / 30.6738°N 81.468861°E30.6738; 81.468861
Altitudine 4.556 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 410 km²
Lunghezza 27,7 km
Larghezza 21,7 km
Profondità massima 90 m
Idrografia
Ghiacciato inverno
Mappa di localizzazione: Cina
Manas Sarovar
Manas Sarovar

Il lago Manasarovar (sanscrito: मानसरोवर; tibetano: མ་ཕམ་གཡུ་མཚོ།; 'Wylie': ma pham g.yu mtsho; cinese: 玛旁雍错 (semplificato), 瑪旁雍錯(tradizionale) anche scritto Mapam Yumtso e Manas Sarovar (in sanscrito e diverse altre lingue dell'India), è un lago di acqua dolce e alta quota, alimentato dai ghiacciai del vicino Monte Kailash[1] nel Tibet, Cina. È un luogo sacro per quattro religioni: Bön, Buddhismo, Induismo e Giainismo.






Etimologia del nome[modifica | modifica wikitesto]

In sanscrito "Manasarovar" (मानसरोवर) è una combinazione di due parole: "Mānas" (मानस्) ovvero "mente" (nel senso più ampio, valido per tutti i poteri mentali), intelletto, intelligenza, comprensione, percezione, senso, coscienza[2] mentre sarovara (सरोवर) significa "lago o grosso stagno".[3]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa della regione

Il lago Masarovar giace a un'altitudine di 4.590 metri sul livello del mare, quota piuttosto elevata per un lago di acqua dolce sull'Altopiano del Tibet, per lo più costellato di laghi salini.

È di forma relativamente arrotondata, con un perimetro di circa 88 km e una superficie di 320 km². Comunica con il Lago Rakshastal tramite il canale naturale Ganga Chu. Si trova nelle vicinanze della sorgente del fiume Sutlej, il più orientale dei grandi affluenti dell'Indo, e anche a poca distanza da quelle del Brahmaputra, dello stesso Indo e del Karnali, anche chiamato Ghaghara, che attraversa il Nepal fino a diventare un importante tributario del Gange.

L'eventuale eccesso stagionale di acqua defluisce nel Rakshastal, che però è un bacino endoreico. Già parte del bacino del Sutlej, i due laghi sono stati separati dall'attività tettonica.

Importanza religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Pellegrini indiani che si bagnano e purificano nel Manasarovar
Panorama da Chiu Gompa
Immagine satellitare dei laghi Manasarovar (dx) e Rakshastal (sx), con il Monte Kailash sullo sfondo

Induismo[modifica | modifica wikitesto]

Per l'Induismo il lago fu prima creato nella mente del Signore Brahma, e successivamente si manifestò sulla Terra.[4]Per gli indù il Manasarovar è una personificazione della purezza, e chi vi si bagna o ne beve l'acqua, dopo la morte accederà alla dimora di Siva, in quanto purificato di tutti i peccati commessi persino in cento vita.[5][6] Pellegrinaggi vengono organizzati con regolarità, in particolare dall'India, il più famoso dei quali è l'annuale "Kailash Manas Sarovar Yatra".

Il Manasarovar è vicino alle sorgenti di quattro grandi fiumi dell'Asia, ovvero Brahmaputra, Ghaghara, Indo e Sutlej, e costituisce quindi da millenni un centro di attrazione per i pellegrinaggi, anche se la zona è stata chiusa ai pellegrini provenienti dall'estero in seguito alla Battaglia dell'Amdo, combattuta dalla Repubblica Popolare Cinese per ristabilire il controllo sul Tibet, quindi a nessuno straniero è stato consentito di accedervi tra il 1951 e il 1980. Successivamente però i pellegrinaggi e i viaggi nella zona sono potuti riprendere.[5]

Come già detto, per gli indù il lago sarebbe stato creato nella mente di Brahma[4] e per questo è chiamato "Manasa sarovaram", combinazione delle parole sanscrite che signficano "mente" e "lago". Esso è inoltre ritenuto essere la dimora estiva dell'hamsa, uccelllo che, ritenuto sacro, è un elemento importante nella simbologia del subcontinente, rappresentando saggezza e beltà.[7]

Secondo la teologia indù vi sono cinque laghi sacri, collettivamente chiamati Panch-Sarovar — Manasarovar, Bindu Sarovar, Narayan Sarovar, Pampa Sarovar e Pushkar Sarovar[8] — citati anche nel Bhāgavata Purāṇa.[9][10][8]

Gli abitanti della zona sono chiamati Manasarovariya. La grande maggioranza dei locali seguaci dell'induismo appartengono alla tribù Koli, detta dei Patel Manasarovariya o Patel Mandhatri, e si dichiarano discendenti dell'antico re Mandhatri o Mandhata della Dinastia Suryavansha o Ikshvaku. Nelle vicinanze si leva infatti un monte che prende nome da loro, il Gurla Mandhata, che con i suoi 7.694 m è la vetta più alta del Nalakankar Himal.

Religione Bön[modifica | modifica wikitesto]

Anche la religione Bön è connessa con il luogo santo della sacra divinità Zhang Zhung Meri. Allorché Tonpa Shenrab Miwoche, il fondatore, visitò il Tibet per la prima volta – venendo dal regno spirituale non-duale di Tagzig Wolmo Lungring – si bagnò nel lago.

Buddhismo[modifica | modifica wikitesto]

I buddhisti associano il lago al leggendario Anavatapta (sanscrito; pali Anotatta) dove si crede che la Regina Maya abbia concepito Gautama Buddha. Sulle sponde del Manasarovar si levano alcuni vihara, il più notevole dei quali è l'antico Chiu Gompa, edificato su un'erta altura, che fa quasi pensare esso sia stato scolpito nella roccia. Quasi di fronte a esso si trova il gompa di Seralung.

Il lago è molto popolare nella letteratura buddhista e associato a molti insegnamenti e racconti. Sulle sue sponde Buddha avrebbe risieduto e meditato in diverse occasioni. Esso è anche argomento della tradizione meditativa tibetana del Gioiello del Tibet, resa popolare da una narrazione e descrizione moderna di Robert Thurman.[11]

Giainismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel Giainismo il lago Manasarovar è associato con il primo Tirthamkara, Rishabha. Secondo le scritture di questa religione il primo Tirthamkar, Bhagwan Rushabhdev, raggiunse il nirvana sul Monte Ashtapad, situato nel sereno Himalaya, dove suo figlio, Bharata Chakravartin, costruì un palazzo adorno di gemme. Molti sono poi i racconti attorno a questo monte.[12]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Dati meteo[13] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) −3,2−2,00,96,410,213,713,713,113,111,16,51,0−1,45,813,510,27,0
T. mediaC) −8,9−7,6−4,2−0,13,17,18,48,08,05,4−0,2−5,1−7,2−0,47,84,41,2
T. min. mediaC) −14,5−13,1−9,2−6,6−4,00,63,13,0−0,2−6,8−11,1−13,3−13,6−6,62,2−6,0−6,0
Precipitazioni (mm) 5234523026401251356629718104108300102614

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Norbert Brockman, Encyclopedia of Sacred Places, Volume 1, ABC-CLIO, 2011. URL consultato il 4 aprile 2019.
  2. ^ Monier Williams, Monier-Williams Sanskrit-English Dictionary, su faculty.washington.edu (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2012).
    «mánas n. mind (in its widest sense as applied to all the mental powers), intellect, intelligence, understanding, perception, sense, conscience, will RV. &c. &c. (in phil. the internal organ or antaḥ-karaṇa of perception and cognition, the faculty or instrument through which thoughts enter or by which objects of sense affect the soul IW. 53
    • in this sense manas is always is always regarded as distinct from ātman and puruṣa, 'spirit or soul' and belonging only to the body, like which it is – except in the Nyāya – considered perishable»
    .
  3. ^ Monier Williams, Monier-Williams Sanskrit-English Dictionary, su faculty.washington.edu (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2015).
    «sarovara ○vara n. (accord. to some also m.) a lake or large pond, any piece of water deep enough for the lotus Kāv. Pur. &c».
  4. ^ a b Charles Allen. (1999). The Search for Shangri-La: A Journey into Tibetan History, p. 10. Little, Brown and Company. Reprint: Abacus, London. 2000. ISBN 0-349-11142-1.
  5. ^ a b In Search of Myths & Heroes By Michael Wood
  6. ^ Kailash Yatra, About Holy Manasarovar Lake – Kailash Yatra, su www.kailash-yatra.org. URL consultato il 25 aprile 2016 (archiviato il 2 maggio 2016).
  7. ^ Eckard Schleberger, Die Indische Götterwelt. Eugen Diederich Verlag. 1997.
  8. ^ a b [1] Encyclopaedia of tourism resources in India, Volume 2 By Manohar Sajnani
  9. ^ Narayan Sarovar Temple in Kutch ~ KACHCHH GUIDE, Kutchguide.blogspot.com, 19 dicembre 2010. URL consultato il 27 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2015).
  10. ^ Kutch Visiting Places and Tourist Attraction : Kutch Guide – Gujarat, Gujaratguideonline.com. URL consultato il 27 luglio 2015 (archiviato il 24 settembre 2015).
  11. ^ The Jewel Tree of Tibet – Robert Thurman. Soundstrue.com.
  12. ^ 'Lost' tirth of Jains traced to Himalayas - Latest News & Updates at Daily News & Analysis, su dnaindia.com, 30 dicembre 2011. URL consultato il 29 aprile 2018 (archiviato il 15 agosto 2017).
  13. ^ Climate-Data.org

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