Catasto (Italia)

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Il catasto italiano è il registro dei beni immobili siti nel territorio dello Stato. È suddiviso in Catasto dei terreni e Catasto dei fabbricati.

Il catasto vigente in Italia è particellare, geometrico, "non probatorio" e ad estimo indiretto.

Caratteristiche generali[modifica | modifica wikitesto]

Il Catasto raccoglie le informazioni essenziali su tutti i beni immobili presenti in Italia. Ogni immobile è identificato da due o, talvolta, tre numeri (cosiddetti identificativi catastali) detti foglio, particella (o mappale) ed, eventualmente, subalterno.

Il territorio di ogni Comune italiano è rappresentato su dei fogli di carta, detti fogli di mappa, numerati progressivamente (quindi ogni Comune possiede il foglio 1 e poi a seconda delle dimensioni ci possono essere il 2, il 3, ecc. fino a che l'intera superficie municipale sia interamente disegnata).

Tutti gli appezzamenti di terreno contenuti in ogni foglio vengono ulteriormente numerati sempre a partire da 1. Queste porzioni di superficie vengono denominate particelle o mappali.

Talvolta i mappali contengono dei fabbricati; in tal caso, poiché in un singolo appezzamento di terreno ci possono essere porzioni di fabbricato non appartenenti allo stesso proprietario (ad esempio in un condominio), queste particelle possono essere divise in più unità (che generalmente si sviluppano in verticale e quindi non sono rappresentate sulla mappa) alle quali viene assegnato un terzo numero detto subalterno.

Ad ogni unità immobiliare identificata come esposto fanno capo una serie di informazioni obbligatorie:

  • Categoria (per i fabbricati), Qualità (per i terreni): descrivono la tipologia dell'immobile. Ad esempio villa, villino, autorimessa, prato, vigneto, ecc.;
  • Superficie catastale: superficie dell'immobile determinata secondo criteri dettati dalla legge;
  • Rendita: essa è il guadagno medio presunto che si dovrebbe ottenere dall'immobile. I terreni posseggono due rendite: il Reddito Dominicale, legato al possesso del bene in sé e per sé, ed il Reddito Agrario, il quale spetta a chi sfrutta commercialmente l'appezzamento.

Inoltre vi possono essere anche delle informazioni facoltative:

  • Sezione urbana: porzione di Comune, come ad esempio un rione;
  • Zona censuaria e Microzona: porzioni di Comune che si differenziano dal resto del territorio.

Infine il Catasto registra anche le quote di proprietà e di titolarità di altri diritti reali.

Documenti catastali[modifica | modifica wikitesto]

Il Catasto italiano fornisce i seguenti documenti:

  • Fogli di mappa: sono dei fogli su cui è disegnato il territorio di ogni Comune;
  • Estratti di mappa: sono dei fogli su cui è rappresentata una porzione della mappa catastale, la quale rappresenta una particella e ciò che vi si trova attorno;
  • Visure catastali: sono dei documenti che espongono analiticamente i dati degli immobili registrati. Possono essere:
    • Per soggetto, se riportano tutti gli immobili cui è collegato un soggetto;
    • Per immobile, se sono relative ad un singolo immobile;
    • Attuali, se riportano dati correnti;
    • Storiche, se riportano anche i dati passati;
  • Planimetrie catastali: disponibili solo per i fabbricati, riportano il disegno dell'immobile.

Per i possessori gli atti catastali sono gratuitamente disponibili tramite i servizi telematici Entratel e Fisconline di Agenzia delle Entrate cui tutti possono registrarsi. I citati portali permettono anche la consultazione dei dati catastali essenziali di terzi, avendone a disposizione il codice fiscale.

I notai, i geometri e gli altri tecnici hanno accesso agli atti catastali, dietro pagamento dell'imposta catastale.

I Comuni, solo e solamente per i fini istituzionali, hanno accesso alla banca dati catastale a titolo gratuito.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dal Medioevo all'unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa catastale del 1823 (Benevento, catasto pontificio)

I catasti comunali o estimi del Medioevo stabilivano che i cittadini avessero iscritti in essi i loro beni mobili e immobili. C'erano spesso grandi differenze tra gli Stati. Con l'Impero napoleonico i funzionari applicarono un modello comune.

Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Tuttavia solo con l'unità d'Italia ci fu una grande rielaborazione dei catasti, poiché i sistemi in uso negli stati preunitari differivano ancora fra loro per metodo ed evidenze; alcuni erano geometrici, altri descrittivi, qualcuno mancava di triangolazioni, di misurazioni, di scale e di diverse basi.

La prima norma dell'Italia unita al riguardo, la legge n. 1831 del 14 luglio 1864, detta poi "legge sul conguaglio provvisorio", poiché doveva durare fino al 1867, tentò di definire l'imposta fondiaria nel neonato regno. I risultati furono pessimi anche per via dell'imposizione, che si basava sulle superfici anziché sulla loro redditività.

Successivamente fu emanata la legge 1º marzo 1886, n. 3682 (legge Messedaglia), sulla perequazione fondiaria. Essa ordinava l'istituzione di un catasto allo scopo di calcolare le imposte, con l'adozione del sistema di rappresentazione cartografica di Cassini-Soldner. La legge non riuscì a superare la differente gestione, che in alcune zone del nord Italia aveva reso non avvicendabile il cosiddetto "catasto tavolare": esso è tuttora in uso nelle province di Trieste, Trento, Bolzano e Belluno.

Con questa legge si intendeva promuovere una normazione che consentisse la probatorietà, ma la rispondenza dello stato di fatto a quello di diritto, che comportava complesse procedure nella riesecuzione delle terminazioni e nella rielaborazione dei punti fiduciali, non fu ottenuto per difetto organizzativo degli enti da preporvi. Il catasto classico rimane pertanto non probatorio.

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Messina: palazzo del Catasto

Nell'anno 1901 nasce nell'ambito del Ministero delle Finanze la Direzione Generale del Catasto e dei Servizi Tecnici. Con la legge n. 321/1901 fu introdotto il "tipo di frazionamento". Venne poi approvato con R.D. n. 1572 dell'8 ottobre 1931 il testo unico delle leggi sul nuovo catasto, seguito dal regolamento di cui al R.D. n. 2153 dell'8 dicembre 1938 (regolamento per la conservazione del catasto terreni). Con essi fu introdotta la separazione tra catasto terreni e catasto fabbricati.

Il catasto dei fabbricati, istituito con la legge n. 652 dell'11 settembre 1939, modificata dal decreto legge n. 514 dell'8 aprile 1948, è entrato in vigore con il regolamento attuativo di cui al D.P.R. n. 1142 del 01/12/1949 - il Nuovo Catasto Edilizio Urbano (NCEU) e in conservazione il 1º gennaio 1962). Occorrerà un trentennio per gettarne le basi, a seguito di un lavoro preliminare di accertamento, e per procedere alle successive operazioni di qualificazione, di classificazione e di formazione delle tariffe.

Nel 1940 fu adottato il sistema di rappresentazione Gauss-Boaga, inizialmente per alcune registrazioni geodetiche locali, poi per la cartografia generale. Con la legge n. 1043 del 17 agosto 1941 il catasto conosce una delle prime e innumerevoli riforme che si sono succedute nel corso degli anni: infatti la legge n. 68 del 2 febbraio 1960 ammise l'amministrazione del catasto negli organi cartografici dello Stato e con la legge n. 679 del 1º ottobre 1969 fu introdotto il "tipo mappale". Negli anni ottanta il materiale cartaceo del vecchio catasto venne informatizzato e digitalizzato. Le mappe catastali esistenti su fogli enormi, spesso sciupati, vennero scansionate da scanner di formato ultragrande, ripulite dalle macchie, dalle righe dovute alle pieghe e dallo sporco.

Il progetto che durò alcuni anni, a cura della Sogei che aveva vinto la gara, portò alla installazione sul territorio nazionale di 93 centri di elaborazione dati, (uno per ogni capoluogo di provincia) contenenti le mappe e le informazione relative alla provincia.

XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni 2000 l'accesso alle informazioni è stato reso possibile via internet, sia per soggetti istituzionali (geometri, enti) che per i privati.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il catasto vigente è, come recita il primo articolo della we sua legge istitutiva, "geometrico", particellare, non "probatorio" e ad estimo indiretto: le sue registrazioni, sebbene contengano in parte le mutazioni di proprietà dei beni censiti, non hanno valore di piena prova della proprietà, ai sensi della definizione nella norma del 1886.

Il catasto terreni ha finalità fiscali, civili e giuridiche.

Vengono calcolati per ogni immobile due redditi: reddito dominicale e reddito agrario (funzione fiscale). Nel catasto ordinario, infatti, le schede relative alla conservazione del catasto fabbricati sono "intestate" ai possessori, non ai proprietari dei beni. Il passaggio di proprietà (funzione civile), per acquisto o successione, di un terreno o immobile viene registrato subito alla locale conservatoria, dopo alcuni mesi al catasto. Vengono inoltre stabiliti i diritti reali di godimento (funzione giuridica) che, ad esempio, possono essere un usufrutto.

La gestione[modifica | modifica wikitesto]

Il catasto e i servizi relativi, nonché quelli geotopocartografici e quelli relativi alle conservatorie dei registri immobiliari, sono gestiti dall'agenzia delle entrate che dal 1º dicembre 2012 ha incorporato l'Agenzia del territorio[1] e dai comuni che hanno scelto di esercitare le funzioni catastali loro attribuite da apposite convenzioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come previsto dall'art. 23-quater del decreto-legge 6 luglio 2012 n. 95, convertito con modificazioni dalla legge. 7 agosto 2012, n. 135 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 14/8/201, n. 189 - Supplemento Ordinario n. 173)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]