Catasto in Italia

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Il catasto in Italia è il registro dei beni immobili siti nel territorio dello Stato.

Ha valore non probatorio, è ad estimo indiretto, geometrico, particellare, ed è suddiviso in catasto dei terreni e catasto dei fabbricati. Tuttavia in alcuni comuni italiani delle province di Trieste, Trento, Gorizia, Bolzano, Belluno, Brescia e Udine, per motivi storici, vige il cosiddetto "catasto tavolare" ereditato dalla amministrazione austro-ungarica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa catastale del 1823 (Benevento, catasto pontificio)

I catasti comunali o estimi del Medioevo stabilivano che i cittadini avessero iscritti in essi i loro beni mobili e immobili. C'erano spesso grandi differenze tra gli Stati. Con l'Impero napoleonico i funzionari applicarono un modello comune.

La prima norma dell'Italia unita al riguardo, la legge 14 luglio 1864, n. 1831 destinata ad essere in vigore sino al 1867, che tentò di definire l'imposta fondiaria nel neonato regno, introducendo una imposizione, basata sulle superfici anziché sulla loro redditività. Successivamente fu emanata la legge 1º marzo 1886, n. 3682, sulla perequazione fondiaria, che disponeva l'istituzione di un catasto allo scopo di calcolare le imposte, con l'adozione del sistema di rappresentazione cartografica di Cassini-Soldner. La legge non riuscì a superare la differente gestione, che in alcune zone del nord Italia aveva reso non avvicendabile il cosiddetto "catasto tavolare": esso è tuttora in uso nelle province di Trieste, Trento, Gorizia, Bolzano e Belluno, e in alcuni comuni della provincia di Udine.

Messina: palazzo del Catasto

Nell'anno 1901 nasce nell'ambito del Ministero delle finanze la Direzione Generale del Catasto e dei Servizi Tecnici, e con la legge 7 luglio 1901, n. 321, fu introdotto il tipo di frazionamento. Venne poi approvato con R.D. 8 ottobre 1931, n. 1572 il testo unico delle leggi sul nuovo catasto, seguito dal regolamento di cui al R.D. 8 dicembre 1938, n. 2153 (regolamento per la conservazione del catasto terreni). Con essi fu introdotta la separazione tra catasto terreni e catasto fabbricati. Il catasto dei fabbricati venne però successivamente istituito con la legge 11 settembre 1939, n. 652 e nel 1940 fu adottata la proiezione di Gauss-Boaga, inizialmente per alcune registrazioni geodetiche locali, poi per la cartografia generale. Con la legge n. 1043 del 17 agosto 1941.

Nel secondo dopoguerra il catasto conosce molte riforme, ad esempio la legge 28 febbraio 1960, n. 68 ammise l'amministrazione del catasto negli organi cartografici dello Stato e con la legge 1º ottobre 1969, n. 679 fu introdotto il "tipo mappale". Negli anni ottanta il materiale cartaceo del vecchio catasto venne informatizzato e digitalizzato. Il progetto che durò alcuni anni, a cura della Sogei che aveva vinto la gara, portò alla installazione sul territorio nazionale di 93 centri di elaborazione dati, (uno per ogni capoluogo di provincia) contenenti le mappe e le informazione relative alla provincia.

Negli anni 2000 l'accesso alle informazioni è stato reso possibile via internet, sia per soggetti interessati, sia pubblici che privati.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il catasto vigente è geometrico, particellare, non probatorio e ad estimo indiretto. Le sue registrazioni, sebbene contengano in parte le mutazioni di proprietà dei beni censiti, non hanno valore di piena prova della proprietà, ai sensi della definizione nella norma del 1886.

Il catasto terreni ha finalità fiscali, civili e giuridiche.

Vengono calcolati per ogni immobile due redditi: reddito dominicale e reddito agrario (funzione fiscale). Nel catasto ordinario, infatti, le schede relative alla conservazione del catasto fabbricati sono "intestate" ai possessori, non ai proprietari dei beni. Il passaggio di proprietà (funzione civile), per acquisto o successione, di un terreno o immobile viene registrato subito alla locale conservatoria, dopo alcuni mesi al catasto. Vengono inoltre stabiliti i diritti reali di godimento (funzione giuridica) che, ad esempio, possono essere un usufrutto.

Le informazioni raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Il Catasto raccoglie le informazioni essenziali su tutti i beni immobili presenti in Italia. Ogni immobile è identificato da due o, talvolta, tre numeri (cosiddetti identificativi catastali) detti foglio, particella (o mappale) ed, eventualmente, subalterno.

Il territorio di ogni Comune italiano è rappresentato su dei fogli di carta, detti fogli di mappa, numerati progressivamente (quindi ogni Comune possiede il foglio 1 e poi a seconda delle dimensioni ci possono essere il 2, il 3, ecc. fino a che l'intera superficie municipale sia interamente disegnata).

Tutti gli appezzamenti di terreno contenuti in ogni foglio vengono ulteriormente numerati sempre a partire da 1. Queste porzioni di superficie vengono denominate particelle o mappali.

Talvolta i mappali contengono dei fabbricati; in tal caso, poiché in un singolo appezzamento di terreno ci possono essere porzioni di fabbricato non appartenenti allo stesso proprietario (ad esempio in un condominio), queste particelle possono essere divise in più unità (che generalmente si sviluppano in verticale e quindi non sono rappresentate sulla mappa) alle quali viene assegnato un terzo numero detto subalterno.

Ad ogni unità immobiliare identificata come esposto fanno capo una serie di informazioni obbligatorie:

  • Categoria (per i fabbricati), Qualità (per i terreni): descrivono la tipologia dell'immobile. Ad esempio villa, villino, autorimessa, prato, vigneto, ecc.;
  • Superficie catastale: superficie dell'immobile determinata secondo criteri dettati dalla legge;
  • Rendita: essa è il guadagno medio presunto che si dovrebbe ottenere dall'immobile. I terreni posseggono due rendite: il reddito dominicale, legato al possesso del bene in sé e per sé, ed il reddito agrario, il quale spetta a chi sfrutta commercialmente l'appezzamento.

Inoltre vi possono essere anche delle informazioni facoltative:

  • Sezione urbana: porzione di Comune, come ad esempio un rione;
  • Zona censuaria e Microzona: porzioni di Comune che si differenziano dal resto del territorio.

Infine il Catasto registra anche le quote di proprietà e di titolarità di altri diritti reali.

I documenti catastali[modifica | modifica wikitesto]

Il catasto italiano fornisce i seguenti documenti:

  • Fogli di mappa: sono dei fogli su cui è disegnato il territorio di ogni Comune;
  • Estratti di mappa: sono dei fogli su cui è rappresentata una porzione della mappa catastale, la quale rappresenta una particella e ciò che vi si trova attorno;
  • Visure catastali: sono dei documenti che espongono analiticamente i dati degli immobili registrati. Possono essere:
    • Per soggetto, se riportano tutti gli immobili cui è collegato un soggetto;
    • Per immobile, se sono relative ad un singolo immobile;
    • Attuali, se riportano dati correnti;
    • Storiche, se riportano anche i dati passati;
  • Planimetrie catastali: disponibili solo per i fabbricati, riportano il disegno dell'immobile.
  • Elaborati planimetrici: disponibili, quando presenti in atti, solo per le particelle costituite da fabbricati suddivisi in più unità immobiliari. Indicano la distribuzione all'interno della singola particella dei vari subalterni (abitazioni, corti, posti auto, fondi commerciali, cantine, etc) in cui è suddivisa.

Per i possessori gli atti catastali sono gratuitamente disponibili tramite i servizi telematici Entratel e Fisconline di Agenzia delle Entrate cui tutti possono registrarsi. I citati portali permettono anche la consultazione dei dati catastali essenziali di terzi, avendone a disposizione il codice fiscale.

I notai, i geometri e gli altri tecnici hanno accesso agli atti catastali, dietro pagamento dell'imposta catastale.

I Comuni, solo e solamente per i fini istituzionali, hanno accesso alla banca dati catastale a titolo gratuito.

La gestione[modifica | modifica wikitesto]

Il catasto e i servizi relativi, nonché quelli geotopocartografici e quelli relativi alle conservatorie dei registri immobiliari, sono gestiti dall'Agenzia delle entrate che dal 1º dicembre 2012 ha incorporato l'Agenzia del territorio[1] e dai comuni che hanno scelto di esercitare le funzioni catastali loro attribuite da apposite convenzioni.

I programmi telematici dell'Agenzia delle entrate che i tecnici abilitati possono utilizzare per le variazioni catastali sono DOCFA e PREGEO.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come previsto dall'art. 23-quater del decreto-legge 6 luglio 2012 n. 95, convertito con modificazioni dalla legge. 7 agosto 2012, n. 135 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 14/8/201, n. 189 - Supplemento Ordinario n. 173)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]