Castello di Otranto

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Castello di Otranto
Castello Aragonese di Otranto
Castelli del Salento
Castello di otranto, 01.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Stato attuale Museo aperto al pubblico: restaurato e visitabile
Città Otranto
Coordinate 40°08′43.49″N 18°29′29.32″E / 40.145414°N 18.491478°E40.145414; 18.491478Coordinate: 40°08′43.49″N 18°29′29.32″E / 40.145414°N 18.491478°E40.145414; 18.491478
Informazioni generali
Stile medievale
Materiale Muratura
Primo proprietario Federico II di Svevia, poi Alfonso d'Aragona
Informazioni militari
Funzione strategica Struttura difensiva
Termine funzione strategica XI secolo, poi ricostruito nel XIII secolo e nel XV secolo
[senza fonte]
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Il castello di Otranto è la fortezza dell'omonima città sita in Puglia, in provincia di Lecce. Il castello, che diede il nome al primo romanzo gotico della storia, è in stretta relazione con la cinta muraria della cittadina con cui forma un unico apparato difensivo.

Informazioni[modifica | modifica wikitesto]

mappa
La fortezza interna

Importante testa di ponte verso l'Oriente, la città di Otranto è stata munita fin dall'antichità di sistemi di difesa ed opere fortificate, aggiornate nel corso dei secoli dalle dominazioni che vi si sono avvicendate.
L'assedio subito dalla città nel 1067 danneggiò gravemente il fortilizio che fu riparato e potenziato qualche anno più tardi per volere di Roberto il Guiscardo. Della ricostruzione promossa nel 1228 da Federico II di Svevia rimangono invece tracce evidenti della torre del corpo mediano cilindrico, inglobata nel bastione a punta di lancia, e nella cortina muraria di nord-est. Un'analisi dei sotterranei lascia supporre che il Castello fosse impostato su una pianta con nucleo centrale quadrangolare, scandita agli angoli da torri cilindriche.
Dopo il Sacco di Otranto del 1480, anno in cui tutto il Meridione d'Italia fu oggetto dell'attacco turco, il Castello dovette essere ricostruito, cosa che fece Alfonso d'Aragona duca di Calabria. Alla fine del secolo, quando la città fu data in pegno ai veneziani, la struttura fu ulteriormente potenziata con l'aggiunta di artiglierie e bombarde. Della fase aragonese rimangono solo un torrione e parte delle mura.
L'aspetto attuale del fortilizio si deve infatti ai Viceré spagnoli, che ne fecero un vero e proprio capolavoro di architettura militare: opere di difesa straordinaria furono attuate nel 1535 da Don Pedro di Toledo, di cui rimane lo stemma sul portale d'ingresso e sulla cortina esterna. I due bastioni poligonali aggiunti nel 1578 sul versante rivolto al mare, inglobarono il preesistente bastione aragonese. Alla metà del secolo successivo il leccese G. F. Saponaro fu incaricato di rafforzare ulteriormente il Castello. Questo si presenta oggi a pianta pentagonale, circondato da un ampio fossato e scandito da quattro torri, tre circolari in carparo e una con la punta protesa verso il mare; sul quinto lato, scoperto, si apre il ponte levatoio.

La fortezza otrantina ispirò il primo romanzo gotico della storia, Il castello di Otranto, di Horace Walpole (1764).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Russo Fernando, Otranto. I segni della città Edizioni Romanae (2002)
  • Grazio Gianfreda, Otranto, castello e fortificazioni. Da luoghi di difesa a spazi di accoglienza Edizioni del Grifo (2008)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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