Casata dei Franckenstein

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Franckenstein
Arms of the house of Frankenstein (3).svg
Verus et fidelis
StatoBanner of the Holy Roman Emperor with haloes (1400-1806).svg Sacro Romano Impero
Flag of Bavaria (striped).svg Regno di Baviera
Flag of the Habsburg Monarchy.svg Impero austro-ungarico
TitoliCroix pattée.svg Reichsvogt del Wetterau
Croix pattée.svg Principe vescovo di Speyer
Croix pattée.svg Principe vescovo di Worms
Croix pattée.svg Principe vescovo di Bamberg
FondatoreConrado di Breuberg
Data di fondazione1245
Torrione del castello di Frankenstein.

I Frankenstein (o anche Franckenstein) sono stati una nobile famiglia tedesca, originaria della Franconia, discendente dai signori di Lützelbach di Höchst im Odenwald o da un ramo di quest'ultima famiglia, i signori di Breuberg in Assia.

Leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcune fonti nel 948 un certo Arbogast von Franckenstein ha confermato, in due contatti con l'abate di Lorsch, di proteggere i convogli commerciali sulla Bergstraße e il loro passaggio sul reame dei Franckenstein fino al confine, dove i conti di Breuberg avrebbero poi assunto questo compito. Nello stesso anno, questo cavaliere Arbogast avrebbe vinto il torneo di Colonia, al quale era stato invitato dell'arcivescovo Bruno I di Colonia, che si presume fosse stato in precedenza vescovo di Lorsch.

L'Arbogast von Franckenstein citato nel libro dei tornei di Georg Rüxners è probabilmente leggendario, poiché le informazioni di Rüxner - specie quelle riferite ai "secoli precedenti" - non sono sempre affidabili. I contratti menzionati non sono negli archivi dell'abbazia di Lorch, ma appaiono solo nella letteratura secondaria.

È invece certo che i signori di Frankenstein discendano da Conrad II Reiz di Breuberg, noto anche come Corrado I von Frankenstein († 1264), e pertanto la famiglia Frankenstein non poteva nascere fino al XIII secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Breuberg, illustrazione di Matthäus Merian, 1648.
Il castello di Frankenstein.
Filippo Antonio, visconte di Franckenstein, principe vescovo di Bamberga.
Il castello di Ullstadt (Media Franconia), proprietà privata dei Frankenstein dal 1718.

Wiknand di Luetzelbach († 1180 circa) fu il progenitore della dinastia dei Frankenstein, documentato per la prima volta nell'anno 1118 (V.F. Gudenus, Cod. dipl. Moguntinus I, 1743).[1]

Il suo nipote abiatico Corrado I e la prole di questi costruirono il castello di Breuberg intorno al 1200 e ne fecero proprio il nome. Nel 1239, con il matrimonio di suo figlio con Mechtilde Eberhard I (Elisabeth?), una delle cinque eredi di Gerlach II von Büdingen, balivo imperiale di Wetteraukreis, il potere, il patrimonio e gli interessi della famiglia si stavano inoltre spostando verso la regione della Wetterau, dove Gerlach ed Eberhard III di Breuberg tennero il bailo consecutivamente. Essi vennero sepolti nel monastero di Konradsdorf, cui la famiglia aveva elargito numerose donazioni.

Prima del 1250, Konrad II Reiz von Breuberg costruì il castello di Frankenstein vicino Darmstadt e da allora si fece chiamare "von und zu Frankenstein". Egli fu il capostipite della casata dei Frankenstein, soggetta solamente alla giurisdizione dell'imperatore, con possedimenti a Nieder-Beerbach, Ober-Beerbach, Eberstadt, Ockstadt, nel Wetterau e in Assia.[2] Inoltre, i Frankenstein detenevano i diritti di sovranità in qualità di burgravi a Zwingenberg (castello di Auerbach), Darmstadt, Groß-Gerau, Francoforte sul Meno e Bensheim. Nell'anno 1292 Federico I, signore di Frankenstein, aprì le porte del castello ai conti Guglielmo I e Didier VI di Katzenelnbogen (Contea di Katzenelnbogen), alleandosi con essi e dando loro il libero accesso in caso di guerra. La fortezza non fu mai assediata.

Il matrimonio di Giovanni I di Cleen con Irmela, unica figlia dell'ultimo signore di Cleen, portò non solo terre, ma anche la carica del prevosto Francoforte ai Frankenstein. Con la crescente influenza della famiglia, la baronia venne costruita nel feudo imperiale del Sacro Romano Impero nel 1402, insieme a una significativa espansione del castello. Come i grandi signori avevano alto potere di giurisdizione, così come il "diritto di patronato" ecclesiastico, il che portò all'emergere di molti conflitti in particolare con la famiglia regnante di Assia, che non tollerava questo rivale così vicino. Essendo inoltre sia i Frankenstein sia i Katzenelnbogen entrambi cattolici e fieri oppositori della Riforma protestante, ebbero lunghi conflitti territoriali e dispute religiose con i langravi d'Assia-Darmstadt luterani, il capo famiglia Giovanni I decise di vendere la signoria al landgravio di Assia nel 1662 (dopo varie cause legali presso il Tribunale della Camera Imperiale) per un importo di 109.000 fiorini e si ritirò nella sua possedimenti in Wetterau e Franconia.

A causa di molti posti vacanti in relazione alla Riforma, alcuni membri della famiglia poterono riempire un certo numero di uffici e posti non impegnati divenendo canonici, abati e principi-vescovi. Radu Florescu documenta a pagina 76 del suo libro Frankenstein che, nel 1670, il Sacro Romano Imperatore Leopoldo I d'Asburgo (1658-1705) concesse il titolo di "Barone dell'Impero (Freiherr)" ai Frankenstein.

Dopo la vendita di Frankenstein, la famiglia si ritirò nei suoi possedimenti a Wetterau e acquisì la signoria di Ullstadt all'inizio del XVII secolo nella Media Franconia. Nel XIX secolo acquistarono anche la signoria di Thalheim bei Wels in Austria.

La famiglia è composta ancora da due rami esistenti in Germania, Austria, Inghilterra e Stati Uniti.

Esponenti celebri della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ma anche nel 1160: vedi M. Stimmlng, Mainzer Urk.- Buch I 1932 Nr. 586 und 6(5)..
  2. ^ Geschichtsverein Eberstadt - Frankenstein Entsprechend der Publizierung des Geschichtsvereins Eberstadt-Frankenstein e.V.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Karl O. von Aretin: Franckenstein Eine politische Karriere zwischen Bismarck und Ludwig II.. Klett-Cotta, Stuttgart 2003, ISBN 3-608-94286-6.
  • J. Friedrich Battenberg: Roßdorf in vormoderner Zeit. Alltag und Konfliktkultur einer hessischen Landgemeinde im 17. und 18. Jahrhundert. In: Archiv für hessische Geschichte und Altertumskunde, Bd. N.F. 60 (2002), ISSN 0066-636X (WC · ACNP), S. 29–60
  • Roman Fischer: Findbuch zum Bestand Frankensteinische Lehenurkunden 1251–1812. Kramer, Frankfurt am Main 1992, ISBN 3-7829-0433-8
  • Georg von Franckenstein: Zwischen Wien und London Erinnerungen eines österreichischen Diplomaten. Leopold Stocker Verlag, Graz 2005, ISBN 3-7020-1092-0.
  • Sir George Franckenstein, Facts and features of my life
  • Genealogisches Handbuch des Adels Band 27; Freiherrliche Häuser A IV, CA Starke Verlag.
  • Genealogisches Handbuch des Adels, Band 61, 1975, Adelslexikon. Starke, Limburg/Lahn
  • Walter Scheele: Sagenhafter Franckenstein. Societäts-Verlag, Ulm 2004, ISBN 3-7973-0875-2
  • Otto von Waldenfels (Hrsg.): Genealogisches Handbuch des in Bayern immatrikulierten Adels. Verlag Degener, Neustadt an der Aisch.
  • Hellmuth Gensicke: Untersuchungen zur Genealogie und Besitzgeschichte der Herren von Eschollbrücken, Weiterstadt, Lützelbach, Breuberg und Frankenstein. In: Hessische historische Forschungen (1963), S.99–115
  • Walter Scheele: Burg Franckenstein. Societäts-Verlag, Frankfurt/Main 2001, ISBN 3-7973-0786-1
  • Historischer Verein für Hessen, Archiv für hessische Geschichte und Altertumskunde.
  • Otto Hupp: Münchener Kalender 1912. Verlagsanstalt München / Regensburg 1912.
  • Rudolf Kunz: Dorfordnungen der Herrschaft Franckenstein aus der 2. Hälfte des 16. Jahrhunderts. Sonderdruck aus: Archiv für hessische Geschichte und Altertumskunde. Band 26, Heft 1, 1958
  • Wolfgang Weißgerber: Die Herren von Frankenstein und ihre Frauen: Landschaften, Personen, Geschichten. Schlapp, Darmstadt-Eberstadt 2002, ISBN 3-87704-050-0.
  • (DE) Karl Ottmar Freiherr von Aretin, Franckenstein, Freiherren von und zu, in Neue Deutsche Biographie, vol. 5, Berlin, Duncker & Humblot, 1961, ISBN 3-428-00186-9, p. 329 (online).
  • Norbert Hierl-Deronco: "Es ist eine Lust zu Bauen". Von Bauherren, Bauleuten und vom Bauen im Barock in Kurbayern, Franken, Rheinland. Krailling 2001, ISBN 3-929884-08-9, S. 133–142

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