Carlo Blasis

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Carlo Blasis

Carlo Blasis (Napoli, 4 novembre 1795Cernobbio, 15 gennaio 1878) è stato un danzatore e coreografo italiano.

Il padre si trasferì in Francia e qui il giovane Blasis ebbe un'educazione raffinata in matematica, anatomia e studi letterari. Studiò danza con i migliori maestri dell'epoca (tra i quali Augusto Vestris, Pierre Gardel e Salvatore Viganò). Debuttò molto giovane e ottenne un notevole successo. Fu molto apprezzato per l'eleganza della sua danza ma all'apice della carriera fu costretto a ritirarsi dalle scene a causa di un incidente al piede[1].

Debuttò come danzatore nel 1818 al Teatro alla Scala di Milano in Dedalo e ne La Spada di Kenneth di Salvatore Viganò e come coreografo nel 1819 con Il Finto Feudatario. Il balletto ottenne uno scarso successo.

Blasis fu maestro di danza alla scuola di ballo del Teatro alla Scala di Milano, che diresse dal 1837 al 1850. Al suo fianco, in qualità di vice-direttrice, la moglie Annunciata Ramaccini. Il suo insegnamento andava oltre la tecnica: egli sensibilizzava gli allievi alla necessità di conoscere le altre arti (pittura, scultura, musica, letteratura), per formare il danzatore soprattutto come uomo e come artista.

Blasis, più che per la sua opera di coreografo, è noto per essere stato un grande teorico della danza. Nel 1820 pubblicò il Traité élémentaire, théorique, et pratique de l'art de la danse in cui analizzava in profondità i meccanismi del movimento. Un trattato che rimane valido ancora oggi come strumento di didattica accademica.

Nel 1828 pubblicò il Code of Terpsichore, una sorta di enciclopedia della danza che tratta della storia e della tecnica del balletto. Il libro fu tradotto in francese con il titolo di Manuel Complet de la Danse nel 1830.

Arabesque dal Traité di Blasis

A lui si deve l'invenzione della posa del balletto classico chiamata "attitude", ispirata dalla statua del Mercurio del Giambologna. Ha inoltre fissato le regole dell'arabesque, dei tempi dell'adagio e degli enchainements (concatenazioni di passi).

Ha formato e influenzato un'intera generazione di ballerini come insegnante di danza al Teatro alla Scala di Milano, tra i quali: Pierina Legnani, Carlotta Brianza, Amalia Brugnoli, Maria Giuri, Cecilia Cerri, Ester Teresa Ferrero, Virginia Zucchi, Sofia Fuoco, Claudina Cucchi e Giovanni Lepri, futuro maestro di Enrico Cecchetti. Tra i coreografi che studiarono con lui ci furono: Ippolito Monplasir, Giovanni Casati e Pasquale Borri.

La struttura della lezione di danza concepita da Blasis, con gli esercizi alla sbarra, gli adagio, le pirouettes e gli allegro, è stata tramandata fino ai giorni nostri[quando?] ed è rimasta tale e quale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Carlo Blasis in michaelminn.net.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Blasis, Carlo, Trattato dell’arte della danza, a cura di F. Pappacena, Roma, Gremese, 2008.
  • Flavia Pappacena, Ricostruzione della linea stilistica di Carlo Blasis, Chorégraphie, n. s., n. 1, 2001, Roma, Meltemi, 2003.
  • Flavia Pappacena, Il Trattato di Danza di Carlo Blasis 1820-1830 / Carlo Blasis’ Treatise on Dance 1820–1830 (CNR – “Progetto Finalizzato Beni Culturali”), Lucca, LIM, 2005 (II ed. della sezione italiana: Il rinnovamento della danza tra Settecento e Ottocento. Il trattato di danza di Carlo Blasis, Lucca, LIM, 2009).

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