Cardini (azienda)

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Cardini
StatoItalia Italia
Fondazione1916 a Omegna
Chiusura1929
Sede principaleOmegna
SettoreMetalmeccanica
Prodottigiocattoli

La Cardini è stata una fabbrica specializzata nella lavorazione di lamiere metalliche prima e nella produzione di giocattoli poi, attiva ad Omegna (all'epoca in provincia di Novara, oggi del VCO), fondata nel 1916.

La fama è legata soprattutto all'attività nel settore dei giocattoli, svolta dall'azienda tra il 1922 e il 1928.

I giocattoli in latta[modifica | modifica wikitesto]

La lavorazione della latta per la produzione di giocattoli ebbe in Italia un periodo fortunato negli anni venti, sull'onda della moda già diffusa all'estero.

Si trattava di uno dei primi veri modelli di produzione seriale dei giocattoli, permesso dalla diffusione massiccia delle tecniche di produzione seriale della lamiera a partire dalla seconda metà del Ottocento. Il metallo veniva litografato a colori, formato in stampo e piegato per realizzare automodelli, trenini ecc.

Molte aziende che si affacciavano al settore del giocattolo erano in realtà aziende specializzate in altre lavorazioni che condividevano la medesima tecnologia, come la Metalgraf di Milano, specializzata in piccoli imballaggi metallici e competitrice diretta della Cardini[1].

L'attività e la chiusura[modifica | modifica wikitesto]

I prodotti venivano venduti in scatole di cartone, esse stesse erano parte del giocattolo e rappresentavano i fondali o gli edifici necessari per completare il gioco. La Cardini affidò il compito di eseguire le illustrazioni per le scatole ad Attilio Mussino, disegnatore del Corriere dei Piccoli. Proprio sul Corrierino la Cardini era molto attiva con pubblicità mirate al pubblico giovane e ispirate allo stile americano[2].

L'azienda produsse tredici modelli, che spaziavano da locomotive a dirigibili, automobili, tram, giostre, navi e aeroplani. Nonostante la qualità dei materiali fosse molto inferiore rispetto a quelli usati dalle più blasonate case europee, la qualità dei dettagli e dei disegni era di primissimo livello

Alla fine degli anni venti[3] la Cardini fu colpita dalla crisi economica e chiuse: lo stabilimento venne acquistato dalla Carello S.p.A. di Torino, che la riconvertì alla produzione di accessori per il fiorente mercato automobilistico.

La collezione[modifica | modifica wikitesto]

Una collezione completa dei tredici esemplari prodotti dalla Cardini è conservata presso il Museo del giocattolo e del bambino di Santo Stefano Lodigiano.[4]

I pezzi Cardini oggi sono preziosi oggetti da collezionismo, valutati alcune centinaia di euro.

I modelli prodotti[5] sono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giocattoli di latta
  2. ^ Museo del Giocattolo - Ormea
  3. ^ La data viene indicata da diverse fonti come 1928, 1929 o 1930
  4. ^ Museo del Giocattolo e del Bambino, su museodelgiocattoloedelbambino.com. URL consultato il 20 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 3 giugno 2009).
  5. ^ http://www.creathead.it/_modules/datadyn/download/29052009092948brochure.pdf[collegamento interrotto]

i giocattoli prodotti dalla Cardini sono solo 13: quattro giostre, quattro auto, una cucina, un tram, una locomotiva, una motonave e un autobus. Aeroplano con Hanger Corsa dei cavalli con tribune e pista Giostra volante con baraccone Giostra con dirigibili e hangar Auto Limousine 500 Auto Torpedo 50 HP Auto da corsa Auto Camion 18 BL Cucina a gas Tram elettrico con rimessa Locomotiva con tunnel Motonave con porto Autobus con volante di guida

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]