Carasso (Bellinzona)

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Carasso
frazione
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneFlag of Canton of Tessin.svg Ticino
DistrettoBellinzona
ComuneBellinzona
Territorio
Coordinate46°12′N 9°01′E / 46.2°N 9.016667°E46.2; 9.016667 (Carasso)Coordinate: 46°12′N 9°01′E / 46.2°N 9.016667°E46.2; 9.016667 (Carasso)
Altitudine238 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale6503
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
TargaTI
Nome abitanticarassesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Carasso
Carasso

Carasso è una frazione del comune svizzero di Bellinzona, nel Canton Ticino (distretto di Bellinzona).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Carasso è situato sulla sponda destra del fiume Ticino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1906 è stato un comune autonomo; il 18 novembre 1907[1] è stato accorpato al comune di Bellinzona assieme agli altri comuni soppressi di Daro e Ravecchia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

A Carasso si trova la partenza della funivia Carasso-Monti di Baltico, che porta i suoi passeggeri fino alla fermata intermedia dei Monti di Marno o fino agli oltre 1 000 metri s.l.m. dei Monti di Baltico da dove, in circa due ore, si può raggiungere la capanna Albagno. Da questa si possono effettuare escursion verso la Cima dell'Uomo, il Monte Gaggio o la Cresta di Morisciolo[senza fonte].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini della frazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Daniela Pauli Falconi, Carasso, in Dizionario storico della Svizzera, 3 settembre 2003. URL consultato il 12 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, pp. 3, 22.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, pp. 21, 39.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàGND: (DE7538801-7
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