Bruno Canova
Bruno Canova (Bologna, 26 marzo 1925 – Lacco Ameno, 31 luglio 2012) è stato un pittore, incisore e partigiano italiano.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]A causa della tubercolosi del padre, muratore, la madre, magliaia, lo affida a un riformatorio, da cui esce soltanto allo scoppio della Seconda guerra mondiale.
Richiamato, si arruola in marina, ma dopo pochi mesi, mentre tenta di organizzare un nucleo partigiano a La Spezia, viene arrestato e deportato nel sottocampo Brüx (Most) di Flossenbürg.
Dopo la liberazione, nel 1947, viene ammesso, come ex partigiano, a frequentare i corsi di grafica del Convitto Scuola della Rinascita prima a Roma poi a Milano. Qui entra in contatto con docenti quali Mino Maccari, Luigi Veronesi, Mario De Micheli, Max Huber, Pietro Consagra, Albe Steiner, Renato Marino Mazzacurati, Lucio Lombardo Radice. Terminati gli studi lavora come grafico in un'agenzia di stampa, poi come vignettista per "L'Unità" e "Paese Sera".
È stato sposato con Teda Morandini, insegnante della lingua inglese ed il loro figlio Lorenzo Canova è un affermato storico d'arte.
L'arte sociale
[modifica | modifica wikitesto]Esordisce come artista nel 1949 a Praga partecipando a una mostra collettiva sulla grafica italiana; inizia da lì una carriera che lo porterà a vincere nel 1964 il Premio Suzzara[1] e a esporre in decine di mostre, in Italia e all'estero, tra cui si ricordano le personali a Villa Pignatelli a Napoli nel 1975, al Palazzo dei Diamanti a Ferrara nel 1976, alla Biblioteca nazionale centrale di Roma nel 1993, e, tra le collettive, l'Esposizione internazionale dell'arte giovanile di Varsavia nel 1955, la Quadriennale di Roma del 1965 e del 1986[2], la Triennale d'arte figurativa moderna di Sofia nel 1988, la partecipazione alla Sezione Lazio del Padiglione Italia, evento collaterale alla LIV Esposizione internazionale d'arte a Palazzo Venezia (Roma, 2011)[3]. Segnato dalle drammatiche esperienze belliche, dal 1966 lavora ininterrottamente alla mostra “L’arte della guerra”, presentata in spazi pubblici di molte città italiane, con opere dove il disegno e la pittura si fondono a documenti, giornali e manifesti d’epoca, con esiti spesso vicini ad esperienze[4].
Bruno Canova muore a Lacco Ameno il 31 luglio 2012.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Scheda sul sito del Premio Suzzara, su premiosuzzara.it.
- ↑ Bruno Canova, su quadriennalediroma.org. URL consultato il 23 marzo 2015.
- ↑ Exibart.com; Video dell'allestimento
- ↑ Bruno Canova, “La memoria di chi non dimentica”, su news-art.it. URL consultato il 4 novembre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Maurizio Calvesi (a cura di), Bruno Canova: la memoria di chi non dimentica, Roma, Maretti, 2013.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Scheda biografica su Artribune, su artribune.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 307319006 · ISNI (EN) 0000 0003 5911 8479 · SBN CFIV017469 · GND (DE) 1049674286 |
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