Bring your own device

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Bring your own device (BYOD) - chiamato anche bring your own technology (BYOT), bring your own phone (BYOP), e bring your own PC (BYOPC), in italiano: porta il tuo dispositivo, porta la tua tecnologia, porta il tuo telefono e porta il tuo pc - è un'espressione usata per riferirsi alle politiche aziendali che permettono di portare i propri dispositivi personali nel posto di lavoro, e usarli per avere gli accessi privilegiati alle informazioni aziendali e alle loro applicazioni.

Il termine è anche usato per descrivere le stesse pratiche applicati agli studenti che usano i loro dispositivi in ambito educativo.[1] È stato proposto di applicare il BYOD anche in Italia al mondo della scuola per ovviare alla scarsità di dotazione informatica e l'insufficienza dei fondi pubblici.[2]

Il termine comincia a diventare comune nel 2009, quando Intel nota che i propri dipendenti utilizzano sempre più i dispositivi personali per svolgere le loro mansioni lavorative.[3] Un impiego diffuso si ha però a partire dal 2011.

La gestione dei dispositivi mobili tramite Bring Your Own Device (BYOD)[modifica | modifica wikitesto]

Il BYOD consente la containerizzazione, vale a dire creare due ambienti diversi sullo stesso dispositivo, con dati aziendali e dati personali (chiamate, SMS, localizzazione GPS, ecc) rigorosamente separati, fin ad avere una Virtual Machine livello del sistema operativo controllata dall'IT aziendale, o nel firmware del processore (a livello hardware, al di sotto del sistema operativo), o ricorrere a soluzioni di hosted virtual desktop (HVD) o virtual mobile OS, con cui l'utente si collega alla Intranet aziendale ad applicazioni e dati che fisicamente risiedono su un server remoto.

La gestione dei dispositivi mobili (Mobile device management, MDM) consente da remoto di eliminare i dati di natura sensibile in caso di furto o smarrimento di un dispositivo, la formattazione dei dispositivi disattivati, la revoca dei diritti di accesso quando il rapporto con l'utente finale passa da dipendente a ospite o quando un dipendente viene licenziato.

Una buona policy di sicurezza vuole che dispositivi come notebook e smartphone siano protetti da password personale dell'utente, cui si aggiunge un secondo livello di sicurezza dato dalla cifratura di tutti i dati, sia fermi (salvati in locale o su memorie esterne) che in transito.

Wear Your Own Device (WYOD)[modifica | modifica wikitesto]

Una declinazione del BYOD è rappresentata dal WYOD (Wear Your Own Device, in italiano: Indossa il tuo dispositivo), che si riferisce alla pratica di utilizzare nei contesti lavorativi[4] i dispositivi indossabili (wearable, in inglese) personali, come per esempio smartwatch e smartglass.

Secondo un'indagine di Gartner (dicembre 2014), entro il 2017 il 30% dei dispositivi indossabili sarà discreto e completamente “invisibile” agli occhi.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bring Your Own Technology (BYOT) on maleehome.com.
  2. ^ Su Prof Digitale una analisi dei pro e dei contro l'introduzione del BYOD nella didattica.
  3. ^ Mobile: Learn from Intel's CISO on Securing Employee-Owned Devices, govinfosecurity.com. URL consultato il 4 aprile 2016.
  4. ^ Daniel Burrus, WYOD: Is Your Organization Ready?, huffingtonpost.com, 29 luglio 2015. URL consultato il 25 febbraio 2016.
  5. ^ Gartner Predicts By 2017, 30 Percent of Smart Wearables Will Be Inconspicuous to the Eye, su www.gartner.com. URL consultato il 25 febbraio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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