Brachiosauridae

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Brachiosauridae
Naturkundemuseum Brachiosaurus brancai.jpg
Scheletro di Giraffatitan brancai
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Superordine Dinosauria
Ordine Saurischia
Sottordine † Sauropodomorpha
Clade † Sauropoda
Clade † Titanosauriformes
Famiglia Brachiosauridae
Riggs, 1904
Nomenclatura binomiale
Brachiosaurus altithorax
Riggs, 1903
Generi

I brachiosauridi (Brachiosauridae) sono una famiglia di dinosauri erbivori che raggruppano alcuni dei più grandi animali che abbiano mai camminato sulla terraferma. Il genere più noto è certamente Brachiosaurus, anche se il famoso scheletro montato a Berlino appartiene in realtà al genere (o sottogenere) Giraffatitan.

Giganti poco conosciuti[modifica | modifica wikitesto]

La caratteristica principale dei brachiosauridi (il cui nome significa "lucertole braccio"), oltre alle eccezionali dimensioni, era quella di avere un lunghissimo collo e delle zampe anteriori più lunghe di quelle posteriori. Oltre ai due generi citati in precedenza, però, questi animali non sono ben conosciuti: le ricostruzioni di forme come Dinodocus e Pelorosaurus così simili a Brachiosaurus sono sostanzialmente frutto di fantasia. Alcuni paleontologi, addirittura, mettono in dubbio la validità della famiglia, sostenendo che i cosiddetti "brachiosauridi" siano in realtà un raggruppamento artificiale di titanosauriformi primitivi. In realtà, le caratteristiche peculiari di questi animali li pongono per forza in una famiglia a sé stante. I brachiosauridi, comunque, sono considerati dinosauri sauropodi strettamente imparentati con i titanosauri.

Colli lunghissimi per brucare il fogliame[modifica | modifica wikitesto]

Il collo esageratamente lungo e l'aspetto pendente dei brachiosauridi, dato dalle zampe anteriori allungate, permettevano a questi animali di raggiungere le fronde degli alberi più alte. Al contrario dei contemporanei diplodocidi, i cui colli lunghi erano tenuti orizzontalmente, i brachiosauridi potevano sollevare il capo fino a un'altezza di circa 12 metri, o anche più. Così, nonostante coesistessero con i diplodocidi, i brachiosauridi non entravano in competizione con essi per la ricerca di enormi quantità di cibo. I lunghi denti a cucchiaio, infatti, sembrerebbero essere adatti proprio al tipo di fogliame presente sulle cime degli alberi. Alcuni paleontologi ritengono che i brachiosauridi potessero sollevarsi sugli arti posteriori per raggiungere sommità ancora più elevate, ma la coda corta e le zampe anteriori avrebbero posto il centro di gravità di questi animali piuttosto in avanti, sbilanciandoli e rendendo la manovra molto difficoltosa.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

I brachiosauridi apparvero verso il Giurassico medio, anche se l'epoca della loro comparsa non è certa. Le prime forme ascritte a questa famiglia, infatti, sono basate su resti incompleti o di incerta collocazione sistematica. È il caso di Lapparentosaurus del Madagascar o del sudamericano Volkheimeria, in realtà probabilmente appartenenti ad altri gruppi di sauropodi. Nel Giurassico superiore, comunque, i brachiosauridi sono ben conosciuti negli USA (Brachiosaurus), in Africa (Giraffatitan) ed Europa (Lusotitan, Duriatitan). Tipici di questi tre continenti, i brachiosauridi prosperarono nel Cretaceo inferiore, dando origine a forme di varie dimensioni (il piccolo Astrodon e il gigantesco Sauroposeidon, entrambi nordamericani) ma si estinsero improvvisamente circa 100 milioni di anni fa. In Messico, tuttavia, è stata ritrovata una vertebra caudale, risalente al Campaniano superiore (circa 74 milioni di anni fa), che si pensa possa essere appartenuta a un brachiosauride sopravvissuto. Ciò farebbe supporre una continuità temporale nella presenza dei sauropodi sul territorio nordamericano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Barrett, Paul M., Benson, Roger B.J. e Upchurch, Paul, Dinosaurs of Dorset: Part II, the sauropod dinosaurs (Saurischia, Sauropoda) with additional comments on the theropods, in Proceedings of the Dorset Natural History and Archaeological Society, vol. 131, 2010, pp. 113–126.
  2. ^ Philip D. Mannion, Paul Upchurch, Rosie N. Barnes e Octávio Mateus, Osteology of the Late Jurassic Portuguese sauropod dinosaur Lusotitan atalaiensis (Macronaria) and the evolutionary history of basal titanosauriforms, in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 168, 2013, pp. 98, DOI:10.1111/zoj.12029.
  3. ^ Philip D. Mannion, Ronan Allain e Olivier Moine, The earliest known titanosauriform sauropod dinosaur and the evolution of Brachiosauridae, in PeerJ, vol. 5, 2017, pp. e3217, DOI:10.7717/peerj.3217.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Kirkland, Agullion-Martinez, Hernandez-Rivera, and Tidwell, 2000. A late Campanian brachiosaurid proximal caudal vertebra from Coahuila, Mexico: evidence against a Cretaceous North American sauropod hiatus. Journal of Vertebrate Paleontology 20 (supplement to Number 3), Abstracts of Papers, Sixtieth Annual Meeting, pp. 51A-52A.
  • Naturwissenschaften: Vol. 88, #2, pp. 82-84

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