Bancomat (circuito)

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Bancomat
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StatoItalia Italia
Fondazione1983
GruppoBancomat S.p.A.
SettoreServizi finanziari
ProdottiCircuito per il prelievo di denaro contante da sportello automatico ATM
Sito webwww.bancomat.it

BANCOMAT, PagoBANCOMAT e BANCOMAT Pay sono le denominazioni commerciali che identificano in Italia, rispettivamente i circuiti di pagamento per:

  1. il servizio di prelievo di denaro contante da sportelli automatici (ATM)
  2. il pagamento di beni e servizi presso i terminali POS abilitati (POS)
  3. il servizio di pagamenti istantanei scambio denaro ed acquisti e-commerce

I circuiti e i relativi servizi, funzionanti solo in Italia, sono gestiti e disciplinati da un apposito consorzio cui aderiscono operatori del mercato finanziario italiano.

Le denominazioni BANCOMAT e PagoBANCOMAT sono marchi registrati[1][2] di proprietà di BANCOMAT S.p.A.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

L'operatività dei circuiti è limitata all'Italia e riguarda le carte di debito o prepagate che vengono rilasciate direttamente dalle banche e dagli operatori che abbiano ottenuto la licenza da BANCOMAT S.p.A. a cui dal 2008 è affidata la gestione dell'utilizzo dei marchi BANCOMAT e PagoBANCOMAT. In particolare, BANCOMAT definisce le regole di funzionamento del circuito e ne presidia il rispetto da parte dei soggetti aderenti (es. banche, istituti di pagamento).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È nel 1983 che nasce la prima carta di debito bancaria destinata ad operare sul circuito BANCOMAT. La carta di debito che operava sul circuito BANCOMAT era a banda magnetica e poteva essere utilizzata per servizi di prelievo di contanti su tutto il territorio nazionale (circolarità), presso cioè gli sportelli automatici (ATM) di qualsiasi banca. Qualche anno dopo, nel 1986 viene associato a tale servizio anche il servizio di pagamento di beni e servizi su terminali POS su tutto il territorio nazionale. Un anno più tardi viene introdotto il circuito PagoBANCOMAT al quale verrà associato il servizio di pagamento.

Tra il 1995 e il 1996 l'Associazione Bancaria Italiana (ABI) registra prima il marchio Bancomat e poi il marchio PagoBANCOMAT come marchi collettivi, consentendone l'utilizzo a tutte le banche ad essa associate.

Nel 2019 tramite una collaborazione[3][4] con SIA viene lanciato il servizio di pagamenti istantanei tra cittadini ed esercenti e per gli acquisiti sul web chiamato BANCOMAT Pay.[5]

Dati statistici[modifica | modifica wikitesto]

Le carte a marchio BANCOMAT e PagoBANCOMAT sono, al 31 dicembre 2014, oltre 36 milioni, e rilevano un andamento crescente ormai consolidato negli anni (+15% negli ultimi 5 anni). Stesso andamento si riscontra per i terminali POS (Point of sale) pari al 31 dicembre 2014 a 1,7 milioni, che con il loro trend di crescita assicurano una presenza sempre più capillare sul territorio nazionale. Alla stessa data gli sportelli ATM risultano pari a 53,3 mila, valore più o meno stabile rispetto all'anno precedente. Sempre a fine nel 2014, i prelievi superano gli 840 milioni e risultano in crescita rispetto all'anno precedente nella misura del 4%. I pagamenti, superiori a 1,3 miliardi, rilevano un notevole incremento nel tempo (oltre il 50% negli ultimi 5 anni).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ marchio Bancomat registrato presso Ufficio Italiano Marchi e Brevetti, su uibm.gov.it. URL consultato il 16 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2015).
  2. ^ marchio PagoBancomat registrato presso Ufficio Italiano Marchi e Brevetti, su uibm.gov.it. URL consultato il 19 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2015).
  3. ^ Nasce Bancomat Pay: nuovi servizi di pagamento digitali per 37 milioni di italiani. (PDF), su jiffy.sia.eu.
  4. ^ Nasce BANCOMAT PAY: nuovi servizi di pagamento digitali per 37 milioni di italiani | BANCOMAT®, su bancomat.it. URL consultato il 24 febbraio 2019.
  5. ^ Bancomat, svolta digitale: si potrà usare per gli acquisti online, su Repubblica.it, 29 gennaio 2019. URL consultato il 24 febbraio 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]