Babes in Toyland (gruppo musicale)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Babes in Toyland
Babes in Toyland NOS Primavera Sound 2015.jpg
Paese d'origine  Stati Uniti
GenereRock alternativo[1]
Grunge[1]
Riot grrrl[1]
Periodo di attività musicale1987 – 2001
2014 – 2020
Album pubblicati18
Studio3
Live1
Raccolte14

Babes in Toyland è stato un gruppo musicale riot grrrl[1] statunitense fondato nel 1987 e attivo fino al 2001. Ricostituitosi nel 2014, il gruppo viene sciolto per la seconda volta nel 2020.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Attorno al 1987, dopo aver militato in varie formazioni, Kat Bjelland (nata nel 1963 a Salem, Oregon) chitarra e voce, insieme alla batterista Lori Barbero (nata nel 1961, Minneapolis, Minnesota) dà vita alle Babes in Toyland. Il nome è stato scelto dalla Barbero copiando il titolo del film che la Disney ha tratto dall'omonima operetta del 1903, uscito nel 1986. Alle prime prove si affaccia anche Courtney Love, amica della Bjelland, senza tuttavia prendere parte ad alcuna attività concreta e senza aver mai fatto effettivamente parte del gruppo.[2][3][4]

Kat Bjelland dal vivo a Parigi nel 1991

Con questa formazione le Babes in Toyland trovano la loro fortuna a Minneapolis, Minnesota, dove nel 1989 viene pubblicato il loro primo singolo Dust Cake Boy/Spit To See The Shine. L'uscita cattura l'attenzione della stampa musicale, a causa dei testi d'invettiva, della voce caustica della Bjelland e delle ritmiche aggressive, caratteristiche praticamente inedite da parte di un gruppo femminile. Il singolo viene notato anche dalla Twin/Tone Records di Minneapolis, che le mette sotto contratto per l'uscita del loro primo album Spanking Machine, del 1990. L'album guadagna molte critiche positive nel Regno Unito, dove John Peel le invita per una delle sue famose session alla BBC, e dichiara che Spanking Machine è il suo album preferito del 1990. Vengono anche invitate dai Sonic Youth come spalla del loro tour europeo, dove viene girato il documentario 1991: The Year Punk Broke. Le Babes appaiono con il brano Dust Cake Boy[2]. Giungono poi per la prima volta in Italia nel tempio del live Ponderosa (Varese) espandendo così i loro suoni psichedelici caratterizzati da una presenza scenica insolita e "out of control".

Nell'anno seguente viene registrato l'EP To Mother, un lavoro che tende più alla psichedelia rispetto al precedente. L'EP si piazza nella top ten della classifica indipendente, restandoci per tredici settimane, dieci delle quali alla prima posizione.

Nel 1992 Michelle Leon lascia il gruppo a causa della morte del suo compagno, Joe Cole. Maureen Herman, amica e fan, entrerà nella formazione. Le Babes cambiano casa discografica (Southern Records) e in questo stesso anno registrano Fontanelle, forse il loro album più importante. Con la produzione della Bjelland e Lee Ranaldo dei Sonic Youth le caratteristiche della band vengono potenziate su disco: i riff isterici, le liriche visionarie, i ritmi ossessivi. Il singolo di traino è Bruise Violet, una canzone dedicata all'amica/nemica Courtney Love. L'album vende 200.000 copie, e renderà le Babes molto popolari, tanto da essere invitate al Lollapalooza del 1993.

Nel 1993 viene pubblicato Painkillers, che contiene alcune tracce scartate dalle session di Fontanelle (Laredo, Angel Hair), ed un live su traccia unica chiamato Fontanellette.

Le Babes in Toyland passano su major (Reprise Records) e pubblicano nel 1995 l'album Nemesisters, non implacabile come il precedente, ma più improntato sulla sperimentazione sia musicale sia linguistica. I singoli di maggior successo sono Sweet 69 e We Are Family, una cover delle Sisters Sledge.

Nel 1996 Maureen Herman lascia per motivi di salute, e il gruppo perde il contratto discografico. Durante il tour del 1996 verrà sostituita dalla bassista Dana Cochrane. Nel 1997 Michelle Leon si riunirà al gruppo per un breve periodo.

Nel 1998 il gruppo si scioglie.

Nel 2000 Kat Bjelland e Lori Barbero, accompagnate da una giovane bassista, Jesse Farmer, si riuniscono per un tour. L'ultima data viene annunciata per il 21 novembre 2001. Questo concerto viene registrato e pubblicato con il titolo Minneapolism. Nel frattempo la Bjelland ha formato un nuovo gruppo, Katastrophy Wife, ha avuto un figlio e si è trasferita nel Regno Unito.

Nel 2002 vengono annunciate nuove date sotto il nome Babes in Toyland. La reunion non è però autorizzata da Lori Barbero, che incolpa la Bjelland di aver sfruttato il nome del gruppo per proporsi con una nuova formazione. Dal canto suo Kat Bjelland considera l'accaduto come un equivoco. Sotto la minaccia del ricorso a vie legali, le Babes si sciolgono definitivamente nel 2002.

Nell'agosto 2014 il gruppo si ricostituisce, ma già l'anno successivo Maureen Herman annuncia il suo abbandono, venendo sostituita al basso da Clara Salyer. Nel 2020 Lori Barbero annuncia che il gruppo è nuovamente sciolto.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Ultima formazione[modifica | modifica wikitesto]

Ex componenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Michelle Leon – basso (?-1991)
  • Dana Cochrane – basso (?-?)
  • Jessie Farmer – basso (?-2001)
  • Margaret Dunne – ? (?-?)
  • Maureen Herman – basso (1992-1996/2014-2015)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 1991: The year punk broke , regia di David Markey (1992) - documentario
  • VH1 News Special: Grunge (2001) - documentario
  • Not Bad for a Girl, regia di Lisa Rose Apramian (1995) - documentario

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Stephen Thomas Erlewine, Babes in Toyland, su AllMusic, All Media Network. Modifica su Wikidata
  2. ^ a b Colin Larkin, 2007.
  3. ^ (EN) Paul M. Davis, Visceral Live Therapy: A Babes in Toyland Comeback, su Walker, Walker Art Center, 11 marzo 2015. URL consultato il 19 dicembre 2020.
  4. ^ (EN) Andrea Swensson, A California desert interview with Babes in Toyland, su The Current - Local Current Blog, Minnesota Public Radio, 11 marzo 2015. URL consultato il 19 dicembre 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN143243751 · ISNI (EN0000 0001 2173 9814 · LCCN (ENn94023061 · GND (DE10129873-0 · BNF (FRcb13963684m (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n94023061
  Portale Punk: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di musica punk