Arturo e Zoe

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Arturo e Zoe
fumetto
Titolo orig. Nancy
Lingua orig. inglese
Paese Stati Uniti
Autore Ernie Bushmiller (creatore), Jerry Scott continuatore della striscia dal 1982, Mark Lasky e Al Plastino continuatori delle tavole domenicali dal 1982, Guy Gilchrist continuatore dal 1995
1ª edizione 1938 – in corso
Genere umoristico
Preceduto da Fritzi Ritz
Fritzi Ritz
fumetto
Lingua orig. inglese
Paese Stati Uniti
Autore Lawrence Whittington (creatore), Ernie Bushmiller continuatore della striscia dal 1925
1ª edizione 9 ottobre 1922 – 1938
Genere umoristico
Seguito da Nancy
Nancy
Lingua orig. Inglese
Autore Ernie Bushmiller
1ª app. 1933
Sesso Femmina

Arturo e Zoe (Nancy) è una striscia a fumetti statunitense ideata nel 1938 da Ernie Bushmiller[1][2][3][4]. È ritenuta un classico del fumetto ed è stata pubblicata su centinaia di testate in tutto il mondo.[2] Nel 1995 fu una delle venti serie a fumetti incluse nella serie commemorativa di francobolli statunitensi Comic Strip Classics.[5][6][7][8] La National Cartoonists Society assegnò a Bushmiller il premio della per la migliore serie umoristica nel 1961 e quello come miglior autore nel 1976.[9][2] La serie divenne un classico delle pagine umoristiche comparendo su oltre 880 testate in tutto il mondo. Sia Andy Warhol ('Nancy', 1961) che Roy Lichtenstein ('Riflessioni su' Nancy ', 1989) hanno dedicato dipinti a al personaggio di Zoe (Nancy); l'American Heritage Dictionary della lingua inglese utilizzò un'immagine di Nancy per illustrare la definizione di fumetto e nel 2011 Bushmiller è stato inserito nella Hall of Fame Will Eisner Award.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La serie nasce come evoluzione di una precedente striscia nota come Fritzi Ritz la cui protagonista è una donna giovane, bella e dinamica, elegante e dotata di spirito di iniziativa che si differenzia fra i personaggi tipici degli anni venti che di solito sono casalinghe, segretarie o fidanzate. La striscia debutta sui quotidiani il 9 ottobre 1922 e dopo tre anni passa a Ernie Bushmiller e la serie prosegue senza molta originalità. Con il passaggio allo United Feature Syndicate nel 1930 la striscia si evolve e nel 1933 appare Nancy (Zoe), precoce bambina di 8 anni, inizialmente un personaggio secondario e nipote della protagonista la quale lentamente passa in secondo piano fino a quando nel 1935 la piccola Nancy diventa la vera titolare della serie. Gli viene affiancato nel 1938 un coetaneo compagno di giochi e di avventure chiamato Sluggo Smith (Arturo) con un berretto perennemente in testa, maglietta a righe e toppe al vestito e che ama poco lo studio, tipico monello delle classi popolari mentre la bambina è la tipica figlia di buona famiglia e legati fra loro da un rapporto di vago romanticismo infantile complicato e reso più insolito dalla differenza sociale[1][4]. Nancy è protagonista di brevi episodi umoristici che durano quanto una striscia, tre o quattro vignette o quanto una tavola domenicale (equivalente in genere a quattro strisce). Nancy, Sluggo, Fritzi e pochi altri personaggi di contorno come Poochie, il cane di Nancy, e Irma, amica di Nancy. Sluggo ha un cugino, Marigold, e spesso finisce nei guai insieme a Spike (a volte chiamato Butch), un bullo del quartiere. C'è poi Pee Wee, a piccolo bambino. Le trame sono raccontate dal punto di vista di un bambino senza mai allontanarsi dall'ambiente domestico, un modo sicuro e tranquillo, senza eccessive complessità e le battute sono semplici e immediate.[2]

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Strisce giornaliere e tavole domenicali[modifica | modifica wikitesto]

Lawrence "Larry" Whittington crea nel 1922 la serie a fumetti Fritzi Ritz[10] che esordisce sui quotidiani il 9 ottobre 1922[1]; nel 1925 la serie passa a Ernie Bushmiller[11] che ne reinterpreta il personaggio modellandolo sulla fattezze della sua fidanzata. Ben presto riesce a raggiungere un successo maggiore di quello raggiunto dalla versione di Whittington e dal 1929 ne realizza anche una versione in tavole domenicali distribuita dalla United Feature Syndicate. Il successo è tale che l'attore Harold Lloyd, ammiratore della serie Fritzi Ritz, arriva a chiedergli di scrivergli le gag per il suo film slapstick Movie Crazy del 1931.[2] Bushmiller introduce altri personaggi nella serie e in particolare, nel 1933 introduce il personaggio di Nancy (Tittì, Susi e poi Zoe in Italia), che ben presto diventa molto popolare[11]. Cinque anni dopo, il 24 gennaio 1938, viene introdotto il personaggio di Sluggo (Arturo) e dopo cinque mesi, a maggio, Nancy diviene la titolare della striscia giornaliera che pone fine alla serie giornaliera Fritzi Ritz mentre la serie delle tavole domenicali continuerà fino al 1968. Già da tempo le strisce Fritzi Ritz erano ormai incentrate solo sui personaggi di Nancy e Sluggo con Fritzi che neanche compariva se non occasionalmente. Nella nuova serie Fritzi continuerà a vedersi sporadicamente nei panni della madre adottiva di Nancy (anche se in principio ne era la zia).[2] L'impegno realizzativo spinse Bushmiller ad assumere degli assistenti, il primo dei quali è stato John Pierotti, che ha lavorato con lui negli anni trenta. Dalla fine degli anni quaranta la serie domenicale Fritzi Ritz venne realizzata per lo più dagli assistenti Bernard Dibble e Al Plastino. Altri collaboratori furono Loy Byrnes (1940), Alan Maver, Frank McLaughlin e George Wildman (anni settanta). Nel 1979 Bushmiller cominciò a soffrire della sindrome di Parkinson e passò l'incarico di realizzare le strisce giornaliere a Will Johnson e le tavole domenicali a Al Plastino.[2] Alla morte di Bushmiller nel 1982 la striscia è continuata da diversi scrittori e disegnatori che operarono radicali cambiamenti grafici ma dal 1995, Guy e Brad Gilchrist[4][1] hanno riavvicinato la serie il più possibile allo stile di Bushmiller.[12]

Comic book[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni quaranta storie inediti furono pubblicate anche nel formato comic book sotto il titolo "Nancy e Sluggo" nella serie Tip Top Comics e Sparkler Comics, pubblicato da Dell Publishing e disegnati fra gli altri da John Stanley e Dan Gormley, che hanno realizzato storie di più lungo respiro. Stanley ha anche aggiunto nuovi personaggi come la bambina Oona Goosepimple e il ricco ragazzo Rollo.[2]

Edizione estere[modifica | modifica wikitesto]

La serie divenne un classico delle pagine umoristiche comparendo su oltre 880 testate in tutto il mondo. Sono state realizzate edizioni in italiano (Arturo e Zoe), francese (Arthur et Zoë), tedesco, spagnolo (Periquita), portoghese, finlandese (Ulla), svedese (Lisa och Sloggo), norvegese, filippino e giapponese.[2]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la serie è nota come Arturo e Zoe ed è stata pubblicata su varie riviste a partire dal 1945 come Il Pupazzetto dove ha esordito nel 1945, L'Intrepido[13][14][11], Il Monello[15], con il nome Tittì sul Corriere dei Piccoli e come Susi sulla Illustrazione dei Ragazzi[4]. L’Editoriale Corno gli ha dedicato un volume nella collana eureka pocket[4].

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1995 fu una delle venti serie a fumetti incluse nella serie commemorativa di francobolli statunitensi Comic Strip Classics[5][6][7][8];
  • la National Cartoonists Society assegnò a Bushmiller il premio della per la migliore serie umoristica nel 1961 e quello come miglior autore nel 1976;[9][2]
  • "Nancy" di Andy Warhol, 1961, dipinto dedicati al personaggio[2];
  • "Riflessioni su Nancy" di Roy Lichtenstein, 1989, dipinto dedicato al personaggio[2];
  • l'American Heritage Dictionary della lingua inglese utilizzò un'immagine di Nancy per illustrare la definizione di fumetto[2];
  • nel 2011 Bushmiller è stato inserito nella Hall of Fame Will Eisner Award[2].

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1942 e il 1943 Paul Terry realizzo una serie animata senza però riscontrare molto successo.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d FFF - FRITZI RITZ / NANCY, su www.lfb.it. URL consultato il 28 febbraio 2017.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p (EN) Ernie Bushmiller, su lambiek.net. URL consultato il 1º giugno 2017.
  3. ^ 13 strisce classiche che pensavate concluse (e invece vengono ancora pubblicate) - Pagina 8 di 14, su Fumettologica, 18 aprile 2014. URL consultato il 1º giugno 2017.
  4. ^ a b c d e NANCY, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 28 febbraio 2017.
  5. ^ a b Comic Strip Classics
  6. ^ a b Cronaca Filatelica, n. 213, dicembre 1995.
  7. ^ a b http://www.afnews.info/fumetti.org/gif/Usastamp.gif Comic Strip Classics
  8. ^ a b serie di francobolli (GIF), fumetti.org.
  9. ^ a b Reuben Award Winners 1946–present, reuben.org. URL consultato il 15 aprile 2012.
  10. ^ (EN) Larry Whittington, su lambiek.net. URL consultato il 1º giugno 2017.
  11. ^ a b c FFF - Ernie BUSHMILLER, su www.lfb.it. URL consultato il 1º giugno 2017.
  12. ^ 13 strisce classiche che pensavate concluse (e invece vengono ancora pubblicate) - Pagina 8 di 14, su Fumettologica, 18 aprile 2014. URL consultato il 1º giugno 2017.
  13. ^ Intrepido, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 28 febbraio 2017.
  14. ^ Albi dell'Intrepido, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 28 febbraio 2017.
  15. ^ Il Monello, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 28 febbraio 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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