Arturo Bonfanti

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Struttura 184 T, 1964 (Collezioni d'arte della Fondazione Cariplo)

Arturo Bonfanti (Bergamo, 1905Bergamo, 1978) è stato un pittore e illustratore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1924 studia alla Scuola d'Arte "Andrea Fantoni" di Bergamo; nel 1926 si trasferisce a Milano e si dedica all'attività grafica e alla decorazioni d'interni. Negli anni Trenta si avvicina al gruppo degli artisti astrattisti che gravitano intorno alla Galleria del Milione di Milano; la sua arte è anche influenzata dalla metafisica di Carlo Carrà e da "L'Esprit nouveau" di Amédée Ozenfant e Le Corbusier. Durante la Seconda guerra mondiale fa ritorno a Bergamo. Nel dopoguerra compie diversi viaggi a Parigi, Zurigo e Monaco. Nel 1947 la sua pittura diventa astratta, tesa alla semplificazione delle forme in senso geometrico. A differenza di molti artisti di quel periodo, non partecipa a nessun movimento. Nel 1968 ottiene il riconoscimento internazionale grazie alla sala personale che la XXXIV Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia gli dedica. Partecipa inoltre alla IX e X quadriennale di Roma[1].

Arturo Bonfanti nei musei[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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