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Arte relazionale

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L'arte relazionale è una corrente dell’arte contemporanea che pone al centro il coinvolgimento diretto del pubblico e la costruzione di relazioni sociali come parte integrante dell’opera. Il termine è stato reso noto dal critico francese Nicolas Bourriaud con il saggio Esthétique relationnelle (1998)[1], ma pratiche artistiche basate sull’interazione e la partecipazione erano già presenti in diversi contesti a partire dagli anni 1980.

L’arte relazionale si concentra sul processo creativo e sull’interazione tra individui piuttosto che sulla produzione di oggetti estetici. Lo spazio stesso diventa luogo di dialogo e confronto, e l’opera finale assume importanza secondaria rispetto alla costruzione della relazione.[2][3]

Si tratta di un'arte delle spiccate caratteristiche politiche e sociali al cui centro gravita la visione dell'uomo come animale anzitutto creativo. L'artista relazionale, abbandonando la produzione di manufatti, si adopera per creare dispositivi in grado di attivare la creatività del pubblico trasformando l'opera d'arte in un luogo di dialogo, confronto e, appunto, di relazione in cui perde importanza l'opera finale e assume centralità il processo, la scoperta dell'altro, l'incontro.

Uno dei primi esempi di arte partecipativa in Italia è la performance di Maria Lai, Legarsi alla montagna[4], realizzata nel 1981 a Ulassai, in Sardegna. In questa esperienza, l’artista coinvolse l’intera comunità del paese in un gesto collettivo di legatura con nastri celesti lungo le vie del borgo fino a una montagna sovrastante, trasformando la partecipazione della popolazione nel nucleo centrale dell’opera.[5]

Nel 1983 nasce a Piombino il Gruppo di Piombino[6], formato dagli artisti Salvatore Falci[7], Stefano Fontana, Pino Modica, con l’ingresso successivo di Cesare Pietroiusti[8], e con il contributo del critico militante Domenico Nardone. Il collettivo sviluppò pratiche urbane basate sull’interazione con il pubblico e con il contesto sociale,[9] distaccandosi dalle tecniche artistiche tradizionali e dall’idea di opera finita.[10]

Le azioni del gruppo anticipano i principi dell’arte relazionale, ponendo attenzione ai rapporti interpersonali e all’esperienza condivisa come materiale artistico. A partire dagli anni ’90, il concetto di relazione diventa centrale in numerose ricerche artistiche, anche grazie a iniziative come il Progetto Oreste (1997–2001), realizzato da Salvatore Falci e Cesare Pietroiusti, che ha favorito la collaborazione tra artisti e la sperimentazione di pratiche collettive.[11]

Sviluppo negli anni ’90

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Nell'ottobre 1993, a Orzinuovi, in provincia di Brescia, Roberto Pinto invitò: Piero Almeoni, Maurizio Donzelli, Emilio Fantin, Eva Marisaldi, Premiata Ditta (Vincenzo Chiarandà e Anna Stuart Tovini), Luca Quartana e Tommaso Tozzi. Per l'occasione fu pubblicato un piccolo catalogo con il titolo Forme di relazione[12] edito dalle Edizioni Millelire.

I territori attuali
I territori attuali costituiscono il negativo della città costruita, aree interstiziali e di margine, spazi abbandonati o in via di trasformazione

Nel 1994 nasce Stalker, un collettivo di artisti e architetti che sperimentano con una modalità di intervento sperimentale e pratiche spaziali esplorative e relazionali. I territori attuali è stata una delle prime azioni del collettivo, durante la quale il gruppo ha camminato sessanta chilometri nella città di Roma per 5 giorni consecutivi, percorrendo "il lato scuro della città".

Apertura della mostra "Forme di relazione" a Orzinuovi, 1993

Sul finire degli anni novanta, altri due artisti, Massimo Silvano Galli e Michele Stasi, inaugurano, con l'agenzia Oficina - Making Reality, un'intensa stagione di riflessioni, progetti e opere d'arte relazionale direttamente immersi nel tessuto dell'intervento socio-culturale, come, tra le tante: "Cento Anni di Adolescenza", un'articolata opera-progetto finanziata dal Comune di Milano che, dal 2001 al 2005, in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, coinvolgerà oltre 2500 adolescenti nella creazione del proprio autoritratto.

Estetica relazionale

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Il critico e curatore francese Nicolas Bourriaud ha contribuito alla codificazione teorica di un fenomeno artistico già in atto a livello globale. Mentre in Italia si sviluppavano le esperienze del Gruppo di Piombino e del Progetto Oreste, pratiche simili emergevano in altri contesti internazionali, dall'Asia all'America, tutte caratterizzate dall'abbandono dell'oggetto artistico tradizionale in favore della relazione e del processo.

Negli ultimi anni il suo testo Estetica Relazionale è stato oggetto di grande interesse da parte di importanti riviste come October o Third Text e di un pubblico sia esperto che generico. Ciò è dimostrato dalle traduzioni in varie lingue successive alla prima pubblicazione francese (1998).

Grazie alla diretta collaborazione con vari artisti Bourriaud è stato in grado di riconoscere ed evidenziare i caratteri peculiari che accomunano le loro opere senza definirne uno stile univoco ma piuttosto un orizzonte teorico nuovo rispetto al passato. Nel mondo contemporaneo, caratterizzato dalla comunicazione di massa e dalla progressiva omologazione della tipologia dei rapporti interpersonali ed economici, l'opera cosiddetta relazionale svolge la funzione di interstizio, uno spazio in cui si creano alternative di vita possibili.

Oltre a osservare le pratiche di numerosi artisti contemporanei (tra i quali Félix González-Torres, Rirkrit Tiravanija, Philippe Parreno, Liam Gillick, Carsten Höller) che definisce operatori di segni o semionauti, il critico dedica l'ultimo capitolo del suo saggio alla riflessione filosofica del francese Félix Guattari sull'estetica e sull'arte.

Guattari, che durante i suoi studi collaborò assiduamente con l'amico Gilles Deleuze, parla dell'arte in relazione alla vita nella sua totalità. Partendo dalla sua pratica professionale di psicoanalista, riconosce il ruolo dell'opera artistica come elemento "terapeutico", utile a stimolare positivamente la soggettività per liberarla dall'alienazione e omologazione tipiche della realtà capitalistica.

Voci correlate

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  1. Bourriaud, N. Esthétique relationnelle, Les Presses du Réel, 1998.
  2. Arte relazionale: teoria, origini, artisti, su Finestre sull'Arte. URL consultato il 22 ottobre 2025.
  3. Le caratteristiche e gli artisti più celebri dell'arte relazionale, su Elle Decor Italia, 10 agosto 2023. URL consultato il 22 ottobre 2025.
  4. Maria Lai, Legarsi alla montagna, su Raicultura. URL consultato il 22 ottobre 2025.
  5. Maria Lai, Maria Lai: Legarsi alla montagna, Illustrated - Bilingual, 5 Continents Editions, 2021, ISBN 978-8874399901.
  6. Renato Barilli, L’arte contemporanea da Cézanne alle ultime tendenze, Feltrinelli, Milano, 2014, p. 343.
  7. Falci, Salvatore, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  8. Pietroiusti, Cesare, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  9. Alessandra Pioselli, L'Arte nello spazio urbano, Johan & Levi, 2015.
  10. Lucilla Meloni, Le ragioni del gruppo: un percorso tra gruppi, collettivi, sigle, comunità nell'arte in Italia dal 1945 al 2000, Postmedia Books, 2020, p. 45.
  11. La riscoperta di Oreste, progetto di un'estetica relazionale, su Objects Magazine. URL consultato il 22 ottobre 2025.
  12. Nel catalogo "Forme di relazione" Roberto Pinto scrive: "Gli artisti qui riuniti hanno messo sul piatto il problema di chi sia ha di fronte per cercare di entrare in rapporto con l'altro. Un lui, ben definito e determinato per qualcuno che fa del coinvolgimento personale il suo modus operandi, e indefinito ed il più possibilmente allargato per altri la cui direzione va verso una comunicazione più possibile comprensibile e comunicabile a chiunque.
  • Nicolas Bourriaud. Arte relazionale, Postmedia Books, 2010 (ed. originale Esthétique relationnelle, Dijon, Les presses du réel, 1998).
  • Nicolas Bourriaud. Postproduction, Postmedia Books, 2004 (ed. originale Postproduction, Berlino, Lukas & Sternberg, 2002).
  • Nicolas Bourriaud. Il radicante. Per un'estetica della globalizzazione, Postmedia Books, 2014 (ed. originale Radicant, Pour une esthétique de la globalisation, Paris, éditions Denoël, 2009).
  • Nicolas Bourriaud. L'exforma. Arte, ideologia e scarto, Postmedia Books, 2016 (ed. originale L'exforme. Art, idéologie et rejet, Paris, éditions PUF, 2017).
  • Nicolas Bourriaud. Forme di vita. L'arte moderna e l'invenzione del sé, Postmedia Books, 2015 (ed. originale Formes de vie : L'art moderne et l'invention de soi, Paris, Denoël, 2003).
  • Renato Barilli, L’arte contemporanea da Cézanne alle ultime tendenze, 8ª ed., Milano, Feltrinelli, 2014, ISBN 9788807884221.
  • Maria Lai, Maria Lai: Legarsi alla montagna, 5 Continents Editions, 2021, ISBN 978-8874399901.
  • Alessandra Pioselli, L'Arte nello spazio urbano, Johan & Levi, 2015, ISBN 978-8860101631.
  • Lucilla Meloni, Le ragioni del gruppo: un percorso tra gruppi, collettivi, sigle, comunità nell'arte in Italia dal 1945 al 2000, Postmedia Books, 2020, ISBN 978-8874902545.
  • Roberto Pinto, Forme di relazione (catalogo), Edizioni Millelire, Orzinuovi, 1993.
  • Serena Carbone, Progetto Oreste, il fantastico nel quotidiano, in Alfabeta2 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2020)., 21 aprile 2019 (consultato il 2 aprile 2020).

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Collegamenti esterni

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