Arsenopirite

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Arsenopirite
Arsenopyrite-117874.jpg
Classificazione Strunz2.EB.20
Formula chimicaFeAsS
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallinotrimetrico
Sistema cristallinomonoclino
Classe di simmetriaprismatica
Parametri di cellaa= 5,74, b=5,68, c=5,79, Z=4, β=112,17°, V=174,82
Gruppo puntuale2/m
Gruppo spazialeP 21/c
Proprietà fisiche
Densità10-12, 6,19 (calcolata) g/cm³
Durezza (Mohs)2,5-3
Sfaldaturafacile
Fratturairregolare
Colorebianco argento
Lucentezzametallica
Opacitàopaca
Striscionero
Diffusionemolto comune
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

L'arsenopirite è un minerale appartenente al gruppo omonimo.

Abito cristallino[modifica | modifica wikitesto]

In cristalli pseudorombici.[1]

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

L'arsenopirite si trova in giacimenti metalliferi insieme a vari solfuri, ma anche nelle pegmatiti ed in altre rocce[2] Inoltre è associata a filoni di quarzo aurifero e minerali di stagno oppure come origine idrotermale, in quanto è uno dei primi minerali che si formano in questo tipo di ambienti[1]

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica wikitesto]

Frequenti i cristalli prismatici, allungati e striati, tuttavia non mancano i cristalli geminati con forme a croce o a stella. Il solfuro è comune in masse granulari o compatte.[1]

Caratteristiche fisico-chimiche[modifica | modifica wikitesto]

Il minerale, percosso da un martello, come la pirite dà scintille emanando l'odore caratteristico che segnala la presenza di arsenico. Polverizzato e scaldato con una fiamma dentro una provetta produce, all'inizio, un sottile strato di polvere giallo-rossastra di solfuro di arsenico la quale sublima nelle pareti della provetta, proseguendo il riscaldamento il composto diventa nero-grigiastro.[1] Il minerale è solubile in acido nitrico.[2]

Luoghi di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

È il minerale principale per l'estrazione dell'arsenico e dei suoi derivati ma utilizzato come l'estrazione di sottoprodotti tra cui argento e cobalto.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Autori Vari, Scheda Arsenopirite, in Il magico mondo dei minerali & gemme, Novara, De Agostini, 1993-1996.
  2. ^ a b c d e Carlo Maria Gramaccioli, Arsenopirite, in Come collezionare i minerali dalla A alla Z volume I, Milano, Alberto Peruzzo Editore, 1988, p. 137.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Webmin, su webmineral.com.
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