Arrigo Diodati

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Arrigo Diodati (La Spezia, 25 maggio 1926Roma, 23 dicembre 2013[1]) è stato un partigiano italiano comunista, fondatore e presidente onorario dell'ARCI.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di antifascisti, con i genitori riparò nel 1937 in Francia, dove prese contatto con i rifugiati antifascisti. Rientrato in Italia nel 1943, iniziò la lotta partigiana a La Spezia e in seguito a Genova, dove divenne vice commissario politico delle locali SAP. Fu arrestato negli ultimi mesi del '44 e seviziato nei locali della Casa dello studente di Genova e in seguito tradotto nel carcere di Marassi, da cui fu prelevato il 23 marzo 1945 con lo scopo di esser fucilato con altri compagni di lotta antifascista, ma sopravvisse all'eccidio di Cravasco[2],

«sentivo colarmi addosso il sangue caldo dei compagni appena fucilati ed i colpi di grazia sparati dai tedeschi sugli agonizzanti. Non vedevo nulla, perché ero tra i corpi di quelli ammazzati, i nazisti credettero che ero stato colpito a morte, così mi salvai nell'eccidio di Cravasco». Come quando Arrigo Diodati cercò di sfuggire alle torture della polizia politica, lanciandosi dalle scale interne del quarto piano della questura: «Mi presero per una caviglia». Era l'inverno del 1944. Ieri il fondatore e presidente onorario dell'Arci, nato a La Spezia 81 anni fa, ha ricevuto dal sindaco di Genova, Giuseppe Pericu, il Grifo d'Oro»

Si ricongiunse con le Brigate Partigiane operanti nelle zone vicine a Voltaggio, confluendo nella Brigata Pio , divisione Mingo, e fu uno dei protagonisti della Liberazione di Genova.

Nel 1948 fondò l'Unione Italiana Sport per Tutti e il 26 maggio 1957 l'Associazione Ricreativa Culturale Italiana, della quale fu presidente onorario.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Morto il partigiano Arrigo Diodati
  2. ^ Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell'Età contemporanea: eccidio di Cravasco Archiviato il 5 marzo 2011 in Internet Archive.
  3. ^ ARCIreport[collegamento interrotto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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