Antonio Roiti

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Antonio Roiti (Argenta, 26 maggio 1843Roma, 8 novembre 1921) è stato un fisico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu noto studioso di elettrologia, membro dell'Accademia dei Lincei e del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione. Nel 1866 interruppe gli studi universitari in Matematica, che stava svolgendo a Pisa, per partecipare, agli ordini di Giuseppe Garibaldi, agli scontri che si stavano svolgendo in Trentino a seguito della Terza guerra di indipendenza italiana.

Durante la guerra ottenne una medaglia d'argento per essersi liberato dalla prigionia degli austriaci. Si batté valorosamente a Bezzecca e Condino. Fatto prigioniero dagli austriaci, riuscì a fuggire e a ritornare al battaglione meritando la medaglia d'argento.

Terminata la guerra completò gli studi, ottenendo la laurea in matematica ed iniziando la carriera come insegnante e ricercatore.

Nel 1866 fu nominato assistente alla cattedra di chimica dell'Università di Pisa e nel 1868 a quella di fisica. Nel 1867 ottenne la laurea in Matematica e venne chiamato all'Istituto di Studi Superiori Fiorentino.

Pubblicò studi sul moto dei liquidi, sulla natura della corrente elettrica, studi sulla velocità del suono, sulla cataforesi, sulla resistenza elettrica, sul fenomeno di Hale, sull'elettrocalorimetro, sullo studio dei trasformatori e sulle cariche elettriche. Oltre alla scienza e all'insegnamento si dedicò, seppur localmente, alla politica, divenendo consigliere comunale e assessore alla Pubblica Istruzione del comune di Firenze.

Biglietto di Antonio Roiti a Costantino Pittei, ottobre 1906

Alla morte di Ferdinando Meucci, avvenuta nel 1893, Antonio Roiti viene nominato direttore del Museo degli strumenti antichi di astronomia e di fisica di Firenze e mantiene questa carica fino al 1908, assumendo alla vicedirezione Costantino Pittei. Una parte della documentazione realizzata nell'esercizio di questa funzione è oggi conservata presso la biblioteca del Museo Galileo.[1]

Nel 1902 per l'Accademia dei Lincei legge la commemorazione per la morte di Riccardo Felici.

Monumenti a lui dedicati[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regesto delle Carte Roiti (PDF), su opac.museogalileo.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN90394521 · ISNI (EN0000 0004 1961 6892 · SBN IT\ICCU\VEAV\005379