Angelo Paracucchi

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Angelo Paracucchi (Cannara, 21 marzo 1929Foligno, 11 dicembre 2004) è stato un cuoco italiano.

Considerato come innovatore e uno dei padri della cucina creativa italiana[1], ha raggiunto la notorietà a livello nazionale aprendo, nel 1974, la "Locanda dell'Angelo", ad Ameglia, la cui struttura venne progettata da Vico Magistretti[2]; in seguito acquista notorietà anche all'estero, e aprirà locali a Parigi e a Osaka, in Giappone[3].

Fra i primi 7 ristoratori e chef d'Italia a vedersi attribuita la stella Michelin alla fine degli anni '70 è stato il primo professionista della cucina Italiana ad essere invitato ad aprire un ristorante in Francia.

Nel 1984 infatti apri' le porte il ristorante "Il Carpaccio" situato nello storico albergo Royal Monceau di Parigi a due passi dagli Champs Elisees.

Esempio splendido di professionalita' Italiana "Il Carpaccio" è stato fucina di talenti culinari e il ristorante fu insignito (unico esempio di ristorante Italiano all'estero) della stella Michelin nel 1990.

Figura carismatica e grande insegnante Angelo Paracucchi ha lasciato una traccia indelebile in molti dei giovani che durante gli anni '80 hanno lavorato con lui.

La sua grandissima passione per la qualità delle materie prime e la costante ricerca delle migliori tecniche per esaltare I sapori hanno contagiato una intera generazione di cuochi che negli anni successivi hanno divulgato ed implementato il suo particolarissimo stile di cucina.

Molti dei grandi professionisti della cucina che hanno avuto affermazioni a livello nazionale ed internazionale negli anni '90 sono passati da una esperienza con Angelo Paracucchi.

Per citarne alcuni: Giacomo Gallina, Francesco Zani, Mario Chiametti, Maurizio Marsili, Mario Frittoli, Alessandro Morelli, Emanuele Cappellini.

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

È apparso in alcune trasmissioni televisive di carattere divulgativo al fianco dell'amico Luigi Veronelli[4].Per diversi anni, ha scritto articoli sulla cultura del cibo, per testate importanti, come il Messaggero di Roma e "Il Piacere",rivista patinata, pubblicazione della metà degli anni Ottanta. È stato autore di alcuni libri:

  • La cucina della Lunigiana, del 1981, raccolta di ricette tipiche dell'omonima regione;
  • Cucina creativa all'italiana, del 1986, dove espone la sua filosofia;
  • La cucina fra creatività e tradizione, del 2003, raccolta di ricette estratte dagli articoli del Messaggero.

Nel 2009 il comune di Cannara gli ha dedicato una via.[5]

Il suo nome figura nella lista degli appartenenti alla loggia massonica P2.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN57990525 · ISNI: (EN0000 0000 2340 7808 · SBN: IT\ICCU\CFIV\111447 · LCCN: (ENn83123810 · NLA: (EN36019711