Andrés Neumann

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Andrés Neumann

Andrés Neumann (22 giugno 1943) è un produttore teatrale uruguaiano di cittadinanza austriaca.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Andres Neumann con Pina Bausch e Matthias Schmiegelt durante un sopralluogo (1985)

Andres Neumann è un creatore di eventi culturali nato a Cochabamba in Bolivia e di cittadinanza austriaca, la cui attività si è svolta prima a Montevideo in Uruguay e poi in Francia e Italia. Formatosi negli anni sessanta nell'ambiente del Teatro Independiente di Montevideo[1],[2] dagli anni settanta lavora sia in Europa che in Sudamerica svolgendo una intensa attività come animatore culturale su scala internazionale[3]. Negli anni sessanta si trova a Punta del Este tra gli organizzatori della riunione della Organisation of American States[4] presieduta dal Presidente degli USA Lyndon Johnson, successore di John F. Kennedy. Negli stessi anni Andres Neumann è anche uno dei creatori dei Conciertos Beat al Teatro Solis di Montevideo[5], nonché realizzatore di una serie di installazioni multimediali che gli valgono nel 1972 una borsa di studio del Governo Francese su invito di Jack Lang presso il Festival Mondial du Théâtre de Nancy.

Nel 1974 Neumann si trasferisce in Italia per la selezione della partecipazione italiana al Festival. Si stabilisce poco dopo a Firenze dove dà vita e cura per tre anni una Stagione di Teatro Sperimentale, il Rondò di Bacco[6], in una sala del Palazzo Pitti. Nel programma di questa manifestazione vengono ospitati, tra molti altri, Tadeusz Kantor con il Cricot 2 nella Classe Morta, il Bread and Puppet Theater di Peter Schumann, Bob Wilson e Meredith Monk. Nel 1978 fonda una società di produzione e distribuzione di spettacoli d'arte, la Andres Neumann International, con la quale coproduce il Mahabarata di Peter Brook, l'Hamlet di Ingmar Bergman, nonché spettacoli di Andrzej Wajda e di Pina Bausch, oltre a creare eventi spettacolari in tutto il mondo con la partecipazione tra molti altri di Dario Fo, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni.

Andres Neumann è stato uno dei diretti collaboratori di Renato Nicolini nella concezione e realizzazione dell'Estate romana[7], contribuendo in qualità di curatore con un Progetto Speciale per il Teatro Internazionale a Roma[8]. Il 3 febbraio del 1986 viene nominato Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres. Attualmente Neumann continua la sua storica collaborazione con il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch sia in Italia che in Sudamerica e dal 2000, anno di chiusura della Andres Neumann International, si dedica principalmente al coaching e alla consulenza artistica e strategica in ambito culturale. In particolare è stato fino al primo settembre 2013 consulente artistico e strategico del Funaro Centro Culturale di Pistoia.[9]

L'Archivio Teatrale Andres Neumann[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre del 2009 Andres Neumann dona parte del suo archivio professionale (quello relativo agli anni 1972 - 2000) e centinaia di libri, riviste, locandine, video teatrali al Centro Culturale il Funaro di Pistoia. L'archivio raccoglie documenti in più di cinque lingue relativi allo spettacolo mondiale degli ultimi quarant'anni: si parla di circa 60.000 pezzi tra contratti, progetti di regia, corrispondenza, dossier di compagnie, fotografie, rassegne stampa, locandine, manifesti, programmi di sala e audiovisivi.

Giada Petrone, responsabile dell'archivio, dopo aver curato nel 2009 il primo riordinamento dei documenti, coinvolge l'Università degli Studi di Firenze nella valorizzazione dell'archivio. Nasce così il progetto Memorie digitali dello spettacolo contemporaneo. L'Archivio Andres Neumann, promosso dal Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arti e Spettacolo dell'Università degli Studi di Firenze e diretto dal Prof. Renzo Guardenti, finalizzato alla digitalizzazione, catalogazione di parte dell'archivio Neumann. A coronamento di questo progetto nell'ottobre del 2013 viene pubblicato presso la casa editrice Titivillus, il volume L'Archivio Andres Neumann. Memoria dello spettacolo contemporaneo di Maria Fedi, con una presentazione del Prof. Renzo Guardenti e una testimonianza di Giada Petrone.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres (Francia)
— Parigi, 3 febbraio 1986
Officier de l'Ordre des Arts et des Lettres - nastrino per uniforme ordinaria Officier de l'Ordre des Arts et des Lettres
— Parigi, 20 maggio 2014

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Premi UBU per il “Miglior Spettacolo Straniero in Italia” conferiti a spettacoli presentati dalla Andres Neumann International:

  • 2011 "Vollmond " di Pina Bausch
  • 1994 "Fratelli e sorelle " di Lev Dodin
  • 1992 "Gaudeamus " di Lev Dodin
  • 1991 "La tempête" di Peter Brook
  • 1990 "Palermo Palermo " di Pina Bausch
  • 1989 "Lungo viaggio verso la notte" di Ingmar Bergman
  • 1988 "Sei personaggi in cerca d'autore " di Anatolij Vassiliev
  • 1986 Mahabharata " di Peter Brook

Altri premi

  • 1970 Circulo de la Critica Teatral (Montevideo, Uruguay) Mejor Ambientacion Sonora

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Voce: Andres Neumann, in Jorge Pignataro Calero, María Rosa Carbajal, Diccionario del teatro uruguayo, Montevideo, Cal y Canto, 2002
  2. ^ Un teatro Franco Montevideano, in «La Verdad», 2 agosto 1967
  3. ^ Per aver un'idea dell'ampiezza della visione di Andres Neumann è utile leggere Enrico Gatta, Nel lunghissimo alfabeto di Andres Neumann dieci anni di teatro di tutto il mondo, La Nazione (Italia), 17 settembre 1983 e Maurizio Giammusso, Teatro Import Export, Europeo (Italia), 20 settembre 1979
  4. ^ Organisation of American States
  5. ^ Fernando Peláez, De las Cuevas al Solís. Cronología del Rock en el Uruguay 1960-1975, Montevideo, Perro Andaluz ediciones, 2002, p. 127 e Guilherme De Alencar Pinto, Razones locas. El paso de Eduardo Mateo por la música uruguaya, Montevideo, Ediciones del TUMP, 1995 p. 48
  6. ^ Cfr. gli articoli Dal Rondò di Bacco al Festival di Caracas, in «Paese Sera», 21 aprile 1976 e Ruggiero Bianchi, Nuove prospettive del teatro in Italia, in «Arte e società», gennaio-aprile 1976, pp. 41-51 e ancora Martha L. Canfield, Andres Neumann: un emporio cultural florentino con raíces uruguayas, Brecha (Uruguay), 1982
  7. ^ Renato Nicolini, Estate Romana. 1976-85: un effimero lungo nove anni, Siena, Edizioni Sisifo, 1991, pp. 55, 148
  8. ^ Paolo Boccacci, Il mio palcoscenico? La coscienza, la Repubblica, Febbraio 1989
  9. ^ Centro Culturale Il Funaro di Pistoia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Fedi, L'Archivio Andres Neumann. Memoria dello spettacolo contemporaneo, con una presentazione di Renzo Guardenti e una testimonianza di Giada Petrone, Titivillus, 2013
  • Teresa Trujillo, Cuerpo a cuerpo. Reflexiones de una artista, Trilce, Montevideo, 2012, pp. 64–65,73.
  • Ángel Kalemberg, Intimidades a la vista. Un exdirector de un museo de arte en lucha con la memoria, nel Catalogo Centenario del MNAV, Mastergraf srl, Montevideo, 2011, pp. 33–34
  • Gennaro Colangelo, Carlo Molfese, Un teatro a Roma. L'avventura del Teatro Tenda di Piazza Mancini, Roma, Gangemi Editore, 2006, pp. 87, 89.
  • Sandro Lombardi, Gli anni felici. Realtà e memoria nel lavoro dell'attore, Milano, Garzanti, 2004, p. 150.
  • Jaqueline Amati- Mehler, La babele dell'inconscio, Milano, La Feltrinelli, 2003, pp. 169–175.
  • Valerio Valoriani, Kantor a Firenze, Corazzano (Pisa), Titivillus Edizioni, 2002, pp. 51–52.
  • Jòzef Chrobak, Carlo Sisi, Tadeusz Kantor. Dipinti, disegni, teatro, Roma Edizioni di storia e letteratura, 2002, p. VI.
  • Fernando Peláez, De las Cuevas al Solís. Cronología del Rock en el Uruguay 1960-1975, Montevideo, Perro Andaluz ediciones, 2002, p. 127.
  • Voce Andres Neumann, in Jorge Pignataro Calero, María Rosa Carbajal, Diccionario del teatro uruguayo, Montevideo, Cal y Canto, 2002.
  • Guilherme De Alencar Pinto, Razones locas. El paso de Eduardo Mateo por la música uruguaya, Montevideo, Ediciones del TUMP, 1995 p. 48.
  • Renato Nicolini, Estate Romana. 1976-85: un effimero lungo nove anni, Siena, Edizioni Sisifo, 1991, pp. 55, 148.
  • Jack Lang, Jean-Denis Bredin, Éclats, Francia, Jean-Claude Simoën, 1978, p. 106.
  • Andrea Ottanelli, Inventario dell'Archivio Teatrale Andres Neumann, Ed. Il Funaro Centro Culturale, Pistoia, 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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